È ormai deflagrata in superficie la guerra sul futuro delle aree retroportuali del Bacino Alti fondali di Manfredonia. Se per decenni il Consorzio ASI di Foggia è stato guidato dal Fattore M del Golfo (coi presidenti dem Franco Mastroluca e Angelo Riccardi), adesso si sta assistendo alla virulenta e inedita battaglia della politica sipontina contro l’attuale governance dell’ente di via Farina, che vede nel cda il riconfermato presidente Agostino De Paolis (piemontesiano, sindaco uscente di Accadia ed ex commissario di Polizia proprio a Manfredonia), il sindaco Pd di Cerignola Francesco Bonito, l’imprenditore dem di Barpag Emilio Paglialonga (altro uomo dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Piemontese) e il neo consigliere Tito Salatto, presidente di Confindustria Foggia. È chiaro che se fosse andata in porto l’operazione volta a sostituire a De Paolis, come presidente, l’ex sindaco/consigliere regionale Pd sipontino Paolo Campo oggi non si starebbe parlando della mobilitazione di Palazzo San Domenico contro le scelte del cda relative al retroporto e al collegamento ferroviario con Foggia Incoronata. Interventi che si inscrivono nella strategia di De Paolis tutta votata a favorire lo sviluppo della logistica e, in particolare, della piattaforma Lotras di Incoronata, dove il patron sipontino Armando de Girolamo ha portato il colosso Fhp (che ha assorbito Lotras). Campo avrebbe fatto dietrofront rispetto a progetti rispetto ai quali appaiono, dopo anni, tardive le proteste. Difficile pensare che invocando l’intervento del presidente della Regione Antonio Decaro si possa, ad esempio, impedire l’aggiudicazione – davvero imminente – della zona retroportuale di 51.700 all’unico raggruppamento di imprese che ha partecipato alla procedura pubblica, quello formato dalla Daunia Work srl di Luigi Dattoli (che faceva parte del Gruppo Mescia) con le mandanti Fratelli Paradiso srl di Canosa e Spagnuolo Ecologia srl di Manfredonia della famiglia Spagnuolo. E mentre Manfredonia minaccia di uscire dal Consorzio, clamorosamente, continua a tacere De Paolis.
“Valuteremo anche l’uscita dal Consorzio ASI”, ha tuonato il sempre pacato sindaco sipontino Domenico la Marca, dopo aver ricordato che “il porto Alti Fondali di Manfredonia torna finalmente a ricevere l’attenzione che merita”. “Dopo anni di stallo, grazie al lavoro della Regione Puglia e dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, sono stati attivati 120 milioni di euro di investimenti e sono in corso di esecuzione i lavori di consolidamento e potenziamento di questa infrastruttura strategica, con l’obiettivo di attrarre nuovi traffici, creando sviluppo e lavoro per il nostro territorio”, ha affermato il primo cittadino. “Si tratta di obiettivi che possono essere perseguiti nella misura in cui il porto industriale può contare su un’ampia zona retroportuale da pianificare e gestire in maniera unitaria. Per questo è incomprensibile la scelta del Consorzio ASI di Foggia di impugnare il decreto con il quale il MIT ha ampliato il perimetro delle già esigue aree retro portuali e, ancor peggio, di assegnare per 30 anni mediante un bando parte delle aree ad esse adiacenti, per altro in assenza di un progetto di insediamento e di concreti investimenti e soprattutto senza alcun coordinamento con il piano regolatore portuale in fase di adozione”. Parole che lasciano intendere che, oltre al Comune di Manfredonia, anche l’ente portuale barese – oggi presieduto da Francesco Mastro – sia contrario alle mosse del Consorzio ASI. “Una forzatura, che rischia di mortificare gli investimenti pubblici che si stanno realizzando e non risponde agli interessi delle nostre comunità, rispetto alla quale stiamo valutando le condizioni per l’impugnazione dei relativi atti. Scelte strategiche di questa portata non sono di esclusiva prerogativa del Consorzio ASI Foggia. Tra queste, anche altre importanti decisioni che devono essere assunte e che qualcuno improvvidamente ritiene scontate”, ha aggiunto la Marca. “Ci riferiamo in particolare al protocollo d’intesa sul ripristino della linea ferroviaria Frattarolo - Porto Alti Fondali: a questo riguardo, il Comune di Manfredonia, di concerto con l’Autorità di Sistema Portuale, intende effettuare gli approfondimenti necessari ad assicurare che il progetto sia davvero utile e funzionale allo sviluppo dei traffici portuali. Per questo abbiamo chiesto al presidente della Regione Puglia, istituzionalmente tenuto al controllo sulle attività delle ASI, di avviare tempestivamente un confronto su questo tema, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e sociali. Il Comune di Manfredonia non permetterà più a nessuno di calare sul territorio scelte compiute altrove, e soprattutto non asseconderà nessuna tentazione monopolistica nell’utilizzo di una infrastruttura che deve servire ad aprire una pagina nuova dello sviluppo locale. Servono chiarezza, condivisione, tutela dell’interesse pubblico. Per questo tuteleremo le ragioni del territorio in ogni sede, valutando anche l’uscita dal Consorzio ASI Foggia, che, pur non avendo di fatto mai svolto la funzione gestionale delle aree da destinare alla reindustrializzazione, si arroga il diritto di compiere in solitudine scelte che invece appartengono al territorio”. Dello stesso avviso è il Pd del Golfo. “Qui non è in discussione una nomina o un equilibrio interno, ma il futuro industriale, occupazionale e sociale della nostra città”, ha affermato la consigliera comunale dem Michela Quitadamo. “Al di là delle nomine e degli incarichi, al di là delle polemiche e delle letture strumentali, ciò che viene prima di tutto è il futuro di Manfredonia e la tutela concreta degli interessi della sua comunità. Non ci interessano ruoli né spazi di potere, ci interessa governare i processi che incidono direttamente su lavoro, sviluppo, benessere e qualità della vita dei nostri cittadini e delle nostre cittadine. Le aree retroportuali rappresentano un nodo strategico per la crescita economica del territorio, in stretta connessione con il porto, con l’area industriale e con il sistema più ampio che coinvolge anche Monte Sant’Angelo, in raccordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Quando si decide del destino di quelle aree, si decide della possibilità di creare occupazione stabile e qualificata, di attrarre investimenti coerenti con la vocazione del territorio, di costruire un modello di sviluppo moderno, sostenibile e competitivo nel Mediterraneo. La nostra città ha già pagato un prezzo altissimo per scelte industriali scellerate del passato: decisioni calate dall’alto che hanno lasciato ferite ambientali, occupazionali e sociali ancora evidenti. Modelli di sviluppo privi di visione e di equilibrio hanno prodotto illusioni temporanee, ma, ahimè, conseguenze durature. Non possiamo per mettere che errori simili si ripetano. Non possiamo accettare che decisioni così rilevanti vengano assunte senza una strategia condivisa e senza il pieno coinvolgimento della città. Per questo, come consigliera comunale ritengo necessario che venga formalmente richiesto al Consorzio ASI di Foggia di sospendere ogni scelta definitiva sulle aree retroportuali in assenza di una pianificazione condivisa e di aprire un confronto istituzionale strutturato con il Comune. All’Autorità di Sistema Portuale si dovrà chiedere di rafforzare il coordinamento con l’amministrazione comunale, affinché lo sviluppo dello scalo e del retroporto sia coerente con una visione integrata del territorio. La Regione Puglia dovrà esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e programmazione, garantendo coerenza tra sviluppo industriale, sostenibilità ambientale e tutela dell’occupazione. Il consiglio comunale di Manfredonia dovrà esprimersi con un atto formale e unitario che definisca con chiarezza la visione strategica della città su quelle aree. La richiesta politica è una sola ed è netta: Manfredonia deve essere protagonista delle scelte che riguardano il proprio futuro industriale. Non per rivendicare potere, ma per esercitare responsabilità. Senza lavoro non c’è sviluppo, senza sviluppo non c’è benessere, senza benessere non c’è qualità della vita. Manfredonia merita rispetto, merita ascolto, merita di partecipare alle decisioni che segneranno il destino delle prossime generazioni. E su questo non si può arretrare, perché difendere il diritto della nostra comunità a essere coinvolta significa difendere la sua dignità e il suo futuro”. Mentre dall’agenzia Galli (famiglia Prencipe), che ha fatto del retroporto un hub delle rinnovabili, precisano a l’Attacco che non esiste alcun contrasto con Fratelli Paradiso srl, da cui noleggiavano gru e che continuano ad essere loro fornitori.
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