C’è stato finalmente un confronto tra Consorzio ASI di Foggia e Comune di Manfredonia, giovedì scorso, dopo il clamoroso scontro istituzionale scatenatosi a febbraio scorso all’indomani dell’assemblea soci che ha riconfermato alla presidenza Agostino De Paolis. Le proteste sollevatesi dal Golfo erano state tali che il sindaco sipontino Domenico la Marca, sempre pacatissimo, aveva tuonato contro la governance ASI ed elencato una serie di decisioni non condivise, arrivando a minacciare l’uscita dalla compagine sociale dell’ente di via Farina. Ma la scorsa settimana pare esser stato chiarificatorio il confronto avvenuto nell’incontro tra De Paolis e le amministrazioni comunali di Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Erano presenti i due sindaci la Marca e Pierpaolo d’Arienzo, accompagnati dagli assessori allo sviluppo economico Matteo Gentile e Vittorio De Padova. Inoltre, insieme a la Marca e Gentile, è arrivato l’ex vicesindaco Franco La Torre, che oggi è il componente del comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale espresso dal Comune sipontino. “Dopo anni di stallo sono stati attivati 120 milioni di euro di investimenti e sono in corso di esecuzione i lavori di consolidamento e potenziamento di questa infrastruttura strategica”, aveva affermato la Marca scagliandosi contro il cda consortile. “E’ incomprensibile la scelta del Consorzio ASI di impugnare il decreto con il quale il MIT ha ampliato il perimetro delle già esigue aree retroportuali e, ancor peggio, di assegnare per 30 anni mediante un bando parte delle aree ad esse adiacenti, per altro in assenza di un progetto di insediamento e di concreti investimenti e soprattutto senza alcun coordinamento con il piano regolatore portuale in fase di adozione. Una forzatura, che rischia di mortificare gli investimenti pubblici che si stanno realizzando e non risponde agli interessi delle nostre comunità, rispetto alla quale stiamo valutando le condizioni per l’impugnazione dei relativi atti. Scelte strategiche di questa portata non sono di esclusiva prerogativa del Consorzio ASI Foggia. Tra queste, anche altre importanti decisioni che devono essere assunte e che qualcuno improvvidamente ritiene scontate”, aveva aggiunto la Marca. “Ci riferiamo in particolare al protocollo d’intesa sul ripristino della linea ferroviaria Frattarolo - Porto Alti Fondali: a questo riguardo, il Comune di Manfredonia, di concerto con l’Autorità di Sistema Portuale, intende effettuare gli approfondimenti necessari ad assicurare che il progetto sia davvero utile e funzionale allo sviluppo dei traffici portuali. Per questo abbiamo chiesto al presidente della Regione Puglia, istituzionalmente tenuto al controllo sulle attività delle ASI, di avviare tempestivamente un confronto su questo tema, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e sociali. Il Comune di Manfredonia non permetterà più a nessuno di calare sul territorio scelte compiute altrove, e soprattutto non asseconderà nessuna tentazione monopolistica nell’utilizzo di una infrastruttura che deve servire ad aprire una pagina nuova dello sviluppo locale. Servono chiarezza, condivisione, tutela dell’interesse pubblico. Per questo tuteleremo le ragioni del territorio in ogni sede, valutando anche l’uscita dal Consorzio ASI Foggia, che, pur non avendo di fatto mai svolto la funzione gestionale delle aree da destinare alla reindustrializzazione, si arroga il diritto di compiere in solitudine scelte che invece appartengono al territorio”.
Un mese dopo quell’invettiva, l’iter della gara per le aree retroportuali sta andando avanti ed è stata pubblicata, dopo l’ammissione al prosieguo a seguito di soccorso istruttorio, la valutazione dell’offerta tecnica del raggruppamento temporaneo di imprese costituendo unico partecipante, formato dalla Daunia Work srl di Luigi Dattoli (che faceva parte del Gruppo Mescia) con le mandanti Fratelli Paradiso srl di Canosa di Puglia e Spagnuolo Ecologia srl della famiglia sipontina Spagnuolo.
Giovedì scorso, nel ripercorrere la cronistoria degli interventi che il Consorzio sta realizzando, De Paolis ha invitato tutti a supportare l’ente, che dopo i 31,5 milioni di euro ottenuti dalla Regione per il raccordo ferroviario tra il Bacino Alti fondali e la stazione di Frattarolo intende elettrificare il tratto tra Frattarolo e Foggia, assicurando il traffico merci e quello passeggeri.
“Chiedo a tutti di fare la propria parte, per far sì che le nostre aree industriali e infrastrutture portino sempre più servizi”, afferma a l’Attacco l’assessore montanaro Vittorio De Padova.
“Ragionare in maniera campanilistica è fuori luogo, oltre che fuori tempo. Bisogna fare tutti squadra affinché il porto, il raccordo ferroviario e le aree retroportuali portino sviluppo, affinchè si possa arrivare a sviluppare il traffico sia merci che passeggeri, collegando il nostro territorio nel migliore dei modi possibili. Ora possiamo contare anche sull'assessore regionale alle infrastrutture, Raffaele Piemontese. Se lavoriamo tutti nella stessa direzione i risultati sono assicurati, una occasione più propizia non può esserci”.
Il prossimo passo? “L'obiettivo è chiedere un incontro con la Regione Puglia per portare a termine l'intervento relativo alla elettrificazione del raccordo ferroviario tra la stazione di Frattarolo e Foggia, chiedendo altri fondi oltre ai 31 milioni di euro che sono stati già ottenuti dal Consorzio ASI per il raccordo ferroviario tra il porto e la stazione di Frattarolo. De Paolis è ottimista, vedo una governance del Consorzio molto propositiva”, continua De Padova, che però manifesta grande preoccupazione per la questione – rivelata su queste colonne settimane fa – dell’estremo ritardo rispetto ai lavori di rifunzionalizzazione del Bacino Alti fondali.
“Spero che i lavori sul porto possono avere un'accelerazione. La sensazione è che si stia procedendo troppo lentamente e che non verranno finiti in tempo”, ammette De Padova. “Siamo tutti preoccupati per il rischio di perdere i fondi PNRR. Mi aspetterei dall'Autorità di sistema portuale una convocazione degli enti coinvolti – Regione, Comuni e Consorzio ASI - per fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento dei lavori. Bisogna alzare il livello di attenzione, perché da un'occasione unica di rilancio del porto è facile passare a un peggioramento delle sue condizioni, qualora venissero persi questi 121 milioni di euro”.
Difficile, infatti, immaginare che in quello sciagurato caso l’AdSP riuscirebbe a farsi rifinanziare dallo Stato un’opera tanto ingente. Resta anche da capire perché i nastri trasportatori stiano ancora al proprio posto. “So che è stata tolta solo una parte iniziale, situata ad inizio della banchina”, conclude l’assessore del Comune di Monte Sant’Angelo. “Il Consorzio ASI ha riferito che aveva trovato il modo per smantellarli e venderne il materiale, ma la questione poi è stata trattata direttamente dalla Autorità di sistema portuale”.
Mentre sia De Paolis che il Comune sipontino si limitano ad anticipare a l’Attacco che “uscirà un comunicato stampa”.
“Posso solo dire, sin da ora, che è iniziato un confronto col Consorzio ASI e anche col Comune di Monte Sant’Angelo”, afferma a l’Attacco l’assessore Gentile. “E quando ci si confronta è sempre positivo. Ora resta da capire come affrontare le questioni future”.
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