Nelle gare di velocità basta una minima imprecisione per finire fuori dal podio cestinando così mesi di preparazione. Tuttavia, nella corsa, come nella vita, gli errori fanno parte del percorso, ciò che conta è assimilarli come insegnamenti e non perdere di vista il proprio obiettivo. Lo sa bene Alessandro Danza, che nella sua carriera sportiva è caduto tante volte ma ha saputo sempre rialzarsi con la resilienza di un samurai, lui che è appassionato della cultura giapponese e dei suoi guerrieri.
Come e quando ti sei approcciato per la prima volta all’atletica?
Nell’estate del 2017, all’età di 12 anni, frequentai i centri estivi del Coni, nei quali si provano diversi sport. Mi accorsi che mi piaceva particolarmente la corsa, quindi chiesi informazioni ai tecnici che i quali mi indirizzarono, e già da settembre cominciai.
Fino ad ora hai gareggiato più su 200 e 100 metri. Sono la tua specialità?
Nell’ultimo periodo sto sperimentando anche distanze più lunghe, e mi sono accorto che potrei avere grandi potenzialità nei 400. Dovessi segnare tempi promettenti, ai prossimi Campionati italiani mi presenterei su questa lunghezza. Sicuramente mi cimenterò ai Campionati invernali perché la categoria U23, nella quale passerò l’anno prossimo, non prevede i 200 metri indoor. Tuttavia, non tralascerò i 200, rinuncerò invece definitivamente ai 100.
Quest’anno hai corso sotto il tuo personal best stabilito nel ‘23. Quanto è difficile migliorarsi nelle gare di velocità?
Particolarmente complicato dal mio punto di vista. Lo strumento dell’atletica è il nostro corpo, e anche un piccolo deficit di natura fisica o psicologica può portare a un calo delle prestazioni. Nel mio caso, lo stress causato dagli esami di maturità mi ha fatto perdere un po' di chili e, avendo abbassato il livello fisico rispetto all’anno precedente, non sono riuscito a migliorarmi facendo al massimo 22.01.
Dal punto di vista tecnico, invece, che velocista sei?
Parto molto veloce, e questo è anche uno dei motivi che mi ha allontanato dai 100 metri. Che richiedono un’esplosività che non ho: sono altre le mie caratteristiche, ho forza elastica che mi aiuta nel rettilineo finale dei 200 e 400. Ho anche la capacità nel correre rilassato che mi fa spendere meno energie e da cui ne consegue una resistenza alla velocità necessaria per queste lunghezze.
A settembre ti sei trasferito a Milano. I motivi di questa scelta?
In primis di studio, sono riuscito ad entrare alla Bocconi, dove sono iscritto ad Economia e management. Conseguenzialmente ho dovuto lasciare l’US Foggia, ora gareggio per l’Atletica Riccardi, una società di ottime tradizioni. Naturalmente questi due percorsi vanno di pari passo, se uno avesse escluso l’altro, avrei sicuramente scartato Milano.
Quindi adesso correrai con una nuova maglia?
Sì, anche se ma formalmente sono in prestito biennale.
Cosa cambia da Foggia a Milano?
I cambiamenti sono radicali. A livello di impianti Milano è il top, sebbene Foggia mi abbia dato un’ottima base. Sono cambiati gli orari degli allenamenti, dalle 15,30 di Foggia alle 18 di Milano, oltre ovviamente al clima. Giù la mia coach allenava nello specifico gli sprinter, quindi 100 e 200 metri, e questo mi ha dato solide basi di velocità. Qui sto mettendo volume nelle gambe per allungare la distanza.
Chi è il tuo idolo sportivo?
Letsile Tebogo, vincitore dei 200 metri alle Olimpiadi di Parigi ’24. Ma lo è già dal ‘21, quando, a 18 anni, era al suo primo anno Juniores e correva ai Campionati mondiali U20. Mi è piaciuta sin da subito la sua tecnica di corsa, ma anche la sua grinta e determinazione, nonché la sua storia, è riuscito ad allenarsi con un lutto nel cuore, quello della madre alla quale era legatissimo, a una età giovanissima.
I tuoi prossimi obiettivi?
Vestire la maglia della nazionale, sarebbe un immenso onore. Ho sempre creduto di farcela, ma si sono avvicendate una serie di condizioni che non me lo hanno permesso. Ci riproverò, magari per i Campionati Europei U23 del ‘27. Un altro obiettivo sarebbe quello di prendere una medaglia, molte mi sono scivolate tra le mani e voglio quindi prendermi ciò che mi è stato tolto. E poi, ovviamente, miro a conseguire la laurea, mi piacerebbe molto lavorare nell’ambito della sostenibilità aziendale.
dennis salcone
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).