Il Capriccio della Marchesa, il vino bianco che resta in barrique per due anni premiato da Slow Wine

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Un vino nato a Lucera, per “capriccio” della “Marchesa” Marika Maggi, consorte di Sergio Lucio Grasso, vignaiolo tradizionale, che ama i suoi vini perché sono “creature distinte e individuali a cui non può limitare l’espressione”. Si tratta di una passione che rappresenta le radici della famiglia Grasso, indietro nel tempo di almeno tre generazioni. Vino premiato da Slow Wine, “Il Capriccio” è nato per il genetliaco dell’età matura di Marika Maggi, per i suoi “primi quarant’anni”, ammette colei che è tra le “Donne del Vino”, oltre ad essere titolare de La Marchesa. “A questo vino, Fiano in purezza 100%, abbiamo dedicato undici anni prima di gustarlo così com’è oggi – ha dichiarato a l’Attacco, Marika Maggi -. La fermentazione parte nelle barriques di rovere francese ci rimane per otto mesi e poi esce dopo due anni di affinamento in bottiglia. La prima annata è stata quella del 2013. Il Fiano pugliese, che mostra una bella longevità rispetto ad altri vini bianchi; un vitigno che può tipicizzare il nostro territorio, insieme al Bombino e alla Malvasia”. 

Lucera, ma un po' tutta la Puglia non può essere considerata una terra di vini bianchi per diversi motivi, perché orientata alla produzione di vini rossi. “C’è una tendenza al ritorno dei bianchi e dei rosati – ha ripreso la titolare della nota cantina lucerina -. Una tendenza che è diventata tale nell’ultimo decennio, anche con la Falanghina e il Fiano”. 

A proposito di rosati, il Melograno è un altro vino de La Marchesa che fa parlare di sé. Sono evoluzioni enologiche ma che partono dalle vigne di Sergio Grasso e della sua vocazione per la vite. Gli esperti, non solo, dicono che pur essendo, ancora, produzioni orientate ad un consumo non immediato, questi vini, come Il Capriccio, hanno la grande qualità di restare immutati per dai due ai tre anni al massimo. Appaiono in modo sporadico bottiglie invecchiate, vini per lo più dimenticati nelle cantine, che mostrano a volte, un potenziale che raramente viene poi utilizzato per la produzione di vini longevi. Un vino di nicchia che, tra l’altro, dimostra di avere un potenziale ancora inespresso. Il Capriccio, quindi, è un’evoluzione di quel Fiano del nord della Puglia che attira sempre più palati ed estimatori. 

“Un percorso seguito da Sergio Lucio Grasso e il fatto stesso che ha conservato bottiglie del suo Fiano, Il Capriccio, rivela che in questo vino e sulla sua longevità, ci ha creduto e continua a crederci – ha detto Pasquale Porcelli di WineSurf -. All’inizio non so quanto consapevolmente, ma poi deve essersi reso conto che era sulla strada giusta ed ha continuato. Così ha proposto le annate 2013, 2014, 2015 e la più recente 2021, con grande maestria”. 

Fiano Daunia IGT Il Capriccio della Marchesa 2021: Paglierino. Naso dominato da frutto giallo, pesca, susina, con qualche accenno vegetale che ricorda fiori di campo e spezie dolci in evidenza. Palato fresco, con ritorni di agrumi e decise sensazioni speziate ancora da assorbire. Finale di buona lunghezza; Il Capriccio della Marchesa 2015: Paglierino con riflessi dorati, naso intenso con richiami fruttati maturi che richiamano pesca e pera con cenni di fiori gialli che ricordano ginestra e spezie dolci. In bocca è fresco con ritorni fruttati e sensazioni di vaniglia che accompagnano un finale di buona lunghezza. Siamo decisamente in una fase intermedia, dove il legno fa sentire la sua presenza con piacevole evidenza. Il Capriccio della Marchesa 2013: Andando ancora indietro si ha consapevolezza della bontà del lavoro fatto. Qui il legno ha dato tutto quello che poteva dare aumentando la complessità e mimetizzandosi in un frutto maturo rappresentato, da albicocca, pesca, canditi, con sfumature floreali di camomilla, frutta secca e un accenno di pietra focaia. Palato elegante, sorprendentemente fresco e sapido, morbido e persistente. 

“Sarà interessante seguirne l’ulteriore evoluzione per determinarne l’ulteriore e impensabile longevità”, ha concluso Porcelli. Ma vino, ultimante, vuol dire donna. Non a caso, al Miramare Palace Hotel sul lungomare di Trebisacce (CS), nella 4^ edizione de “La Notte Rosa del Vino” sono state premiate 15 donne tra giornaliste, produttrici, sommelier, enologhe ed esperte di comunicazione e marketing da tutta Italia e anche dall’estero. 

Tra le donne premiate anche Marika Maggi, export manager di cantina La Marchesa, unica donna proveniente dalla Puglia. Qualcosa però, non è stato spoilerato da Marika Maggi, perché ha lasciato percepire che è in “botte” un altro vino di classe, nato per un'altra ricorrenza importante per “la marchesa”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet