Crisi nera per l’amministrazione Crisetti, segnali inequivocabili dai fuoriusciti del gruppo misto

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Si è manifestata in tutto il suo clamore la crisi politica dell’amministrazione di San Giovanni Rotondo guidata dal Sindaco Michele Crisetti e lo ha fatto il 2 novembre (mai data fu più cupa, sotto tanti punti di vista), durante l’ultimo consiglio comunale.

All’assise, convocata per approvare, tra gli altri accapi, la variazione al bilancio di previsione 2021, non si sono presentati i consiglieri Lucia Mischitelli, Antonio Pio Cappucci, Mauro Ciavarella e Domenico Gemma. Anche l’opposizione era assente per altre ragioni, di protesta si potrebbe dire, attinenti a richieste relative all’inserimento nell’ordine del giorno di punti da loro proposti e, a quanto pare, disattese. E’ finita che l’assemblea non si è riunita per la mancanza del numero legale.

I quattro erano stati eletti nelle liste a sostegno del Sindaco, salvo poi, poco più di un mese fa, costituire un gruppo misto in seno al consiglio, dopo aver tracciato un primo bilancio dell’attività svolta dall’amministrazione di cui fanno parte, dopo poco più di due anni dall’insediamento.

“Abbiamo ritenuto di fare il punto della situazione, rispetto alle tematiche che abbiamo toccato – aveva spiegato il consigliere Cappucci a l’Attacco -. Riteniamo che si possa fare molto di più, nell’interesse esclusivo della comunità. Abbiamo vinto le elezioni con lo slogan ‘La città normale’ e, in quanto tale, vogliamo rispettare l’impegno preso”.

Tra le critiche mosse a Crisetti invece la gestione accetratrice della cosa pubblica: “Le decisioni riguardanti le sorti del nostro paese sono nelle mani di pochi suoi fidati che ha accontentato dal punto di vista politico - scrissero i quattro consiglieri -. Non vi è alcuna programmazione seppur minima, anzi si naviga a vista attraverso politiche di piccolo cabotaggio. Il programma con il quale si è presentato alle ultime elezioni amministrative è stato messo in cantina e non trovano alcuna giustificazione i ritardi in alcuni importanti settori". E così, forzando un po’ la mano e non presentandosi in consiglio, i quattro hanno lanciato un messaggio inequivocabile al primo cittadino.

I “fuoriusciti” avrebbero chiesto l'azzeramento della giunta e il conseguente rimpasto con riconoscimenti di cariche assessorili anche per alcuni di loro: “Ribadiamo - scrissero - l'invito ad avviare un rilancio serio e assolutamente coerente con gli obiettivi sanciti nel programma politico-amministrativo che tenga conto del mutare degli equilibri all'interno della maggioranza con la costituzione di nuovi soggetti politici e, quindi, di garantire a tutti una rappresentanza anche negli organi di governo”.

Ma Crisetti non ha accettato di scendere a compromessi: “Tutti siamo stanchi di questi schemi che si ripetono ciclicamente e così, come vi ho promesso in campagna elettorale – aveva affermato rivolgendosi ai cittadini in un video via social -, il sottoscritto non cederà a ricatti di qualsiasi genere”. Aveva chiesto a tutti di concentrarsi sulla risoluzione dei problemi, piuttosto che su “alchimie politiche”.

Fatto sta che ora si delinea la possibilità che il gruppo misto provi a staccare la spina.

Si attendono le prossime mosse, in teoria i quattro consiglieri sarebbero ancora a sostegno della maggioranza e ufficialmente ancora non prendono posizione. Ma i numeri parlano chiaro, nel caso di voto in consiglio comunale, con i quattro all’opposizione, Crisetti non avrebbe più la maggioranza e, come si dice in gergo, “andrebbe sotto”. Ancora più pericolosa per l’attuale compagine di governo l’ipotesi di dimissioni dei consiglieri. Se decidessero di rassegnare il loro mandato elettorale di fronte ad un notaio, sarebbero accompagnati da 5, se non 6 consiglieri di minoranza, vale a dire come minimo 9 eletti sul totale di 17: la fine della sindacatura.

Rimanendo nel campo delle supposizioni, la contromossa del Sindaco potrebbe essere quella delle sue dimissioni, ben diverse da quelle dei consiglieri, irrevocabili. Crisetti, invece, avrebbe 20 giorni di tempo per ritirarle ed intanto provare a gestire la crisi di governo, negoziando. Anche con le forze di opposizione.

A tal proposito per il momento nulla trapela da entrambi gli schieramenti, le bocche sono cucite su eventuali apparentamenti “di salute pubblica”, utili cioè a portare avanti la consiliatura ed evitare l’ennesima caduta, come più volte è successo negli ultimi 20 anni in città.

“Il commissario prefettizio sarebbe da evitare”, è il commento di alcuni politici ma d’altra parte serve trovare la quadra e rimettere in equilibrio le forze. Toccherà quindi a Crisetti ora sondare il terreno e capire se ci sono i margini per proseguire alla guida del Comune oppure no.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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