“Lo prevede il regolamento comunale”. Il prossimo Consiglio comunale sull’incompatibilità del Sindaco Rotice

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Si allunga la disputa circa l’incompatibilità con la carica di Sindaco rivestita da Gianni Rotice. La battaglia combattuta dalle parti

a colpi di comunicati stampa e conferenze pubbliche, approderà in aula consiliare.

Lo hanno annunciato ieri, presso il Laboratorio Urbano Culturale ‘Peppino Impastato’ i rappresentanti dei 9 consiglieri firmatari di una proposta di delibera di Consiglio che dovrà essere inserita nel prossimo ordine del giorno e discussa alla prima occasione utile. Erano presenti, infatti: Giulia Fresca (Manfredonia Nuova), Michele Iacoviello e Gaetano Prencipe (Molo 21), Francesco Schiavone (Progetto Popolare) e Mariarita Valentino (Progressisti Dem).

Prencipe ci ha tenuto a precisare che la conferenza stampa non era una replica a quella del Sindaco, bensì quasi un obbligo, stante l’impossibilità di discutere pubblicamente della questione dopo il vigoroso rifiuto opposto dalla presidente del Consiglio comunale, Giovanna Titta. Anche lei non è rimasta indenne da qualche rilievo.

“Vogliamo mettere il Consiglio nelle condizioni di produrre atti legittimi - ha premesso Prencipe -. Non abbiamo voluto rovinare il clima di festa del primo Consiglio, sollevando la questione. Non avevamo ancora la dichiarazione del Sindaco in ordine all’insussistenza dei requisiti richiesti”.

Fu il consigliere Schiavone a recarsi dalla segretaria generale, Antonella Cambio, per chiedere visione del documento attraverso la sua pubblicazione sul sito istituzionale, come prevede la legge. “Emerge che l’insussistenza è dichiarata a partire dal 2 dicembre scorso. Sono atti del Comune, non segreti e meno che mai professionali – ha ribattuto Prencipe alle accuse di scarsa deontologia che gli sono state rivolte da Rotice -, ribaditi anche da un articolo de l’Attacco nel quale si rendeva conto dei lavori sulle dune di Ippocampo”.

“Lui è il patron della squadra di calcio. Fatto benemerito che non gli contestiamo – ha proseguito -, però riteniamo che il suo essere legale rappresentante e socio possa costituire un motivo di incompatibilità con la carica che riveste”. E, a supporto, ha raccontato di aver verificato sul sito di UnionCamere: “fino a ieri (martedì per chi legge, ndr), il legale rappresentante era Gianni Rotice. In quel giorno stesso, era stato depositato un atto che è in lavorazione: dice che c’è stato un cambio di rappresentanza il 20 dicembre scorso”.

Un passaggio è dedicato anche alla notizia data dal Sindaco, inerente i circa 200.000 euro chiesti dall’avvocato Prencipe il 29 novembre scorso, per conto di assistiti, al Comune. “In realtà, è una causa chiusa. Il Consiglio di Stato ha detto al Comune, che ha occupato illegittimamente un’area, che o l’acquistava e la pagava oppure la restituiva e pagava. La Commissione straordinaria deliberò l’acquisto, quindi è stato chiesto solo questo. Tra l’altro, non sono tenuto a rinunciare ai miei incarichi professionali ma ho scelto comunque di non patrocinare più cause contro il Comune già dal giorno in cui mi sono candidato”.

Francesco Schiavone ha stigmatizzato la scarsa considerazione ricevuta dalla maggioranza nonostante il voto favorevole espresso per Titta. “Potevamo chiedere qualche persona un po' più esperta, non l’abbiamo fatto e poi non abbiamo trovato un arbitro imparziale e terzo”.

Giulia Fresca, poi, ha rappresentato che “abbiamo depositato istanza alla segretaria generale e, per conoscenza, al prefetto Carmine Esposito, perché vogliamo un Consiglio comunale – ha concluso Fresca - in cui si discuta dell’incompatibilità e delle problematiche riferite al primo cittadino. È quella la casa dei cittadini”.

Il regolamento del Comune prevede che i consiglieri comunali possono proporre delibere, che la segretaria generale ha obbligo di presentare alla prima occasione utile.
“Abbiamo invocato anche l’art. 39 del TUEL, che dice che basta un quinto dei consiglieri per chiedere che un argomento venga trattato nell’ordine del giorno entro i successivi 20 giorni”, ha specificato infine Prencipe. E se non basterà, l’opposizione non esclude ulteriori iniziative.

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