Il ritorno di Miranda, ma è gelo in casa Lega. Provinciali, saltano acquisti FdI per Gatta e Fallucchi

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Chi non muore si rivede. E’ quello che hanno pensato nella Lega di Capitanata, riunitasi prima di Capodanno a Foggia per un incontro

con gli amministratori locali e i dirigenti del partito.

A sorpresa, è riapparso dopo un anno in cui era letteralmente sparito niente meno che Luigi Miranda, l’ex presidente del consiglio e campione di consensi foggiano il cui approdo in Lega è stato tutt’altro che felice.

Il rapporto tra i salviniani e l’avvocato, che era stato uno storico forzista del capoluogo, sono sempre stati complicati. A penalizzarlo sia l’adesione, in un primo tempo, al gruppo dell’attuale europarlamentare salentino Andrea Caroppo sia l’aver sempre rappresentato un partito personale, uno che ha un bacino di consensi talmente radicato e proprio da vantare numeri impressionanti al di là di qualunque partito.

Con Caroppo si sa com’è finita: quando nella Lega di Capitanata e Puglia ha prevalso la linea di Massimo Casanova, l’europarlamentare romagnolo (lesinese d’adozione) amico fraterno del Capitano, per i caroppiani è stata la disfatta. Miranda l’aveva intuito e si era ricollocato tra i casanoviani di Raimondo Ursitti e del segretario provinciale Daniele Cusmai, ma troppo tardi.

Nel partito evidentemente non si sono fidati più di lui e l’esito delle candidature alle elezioni regionali del 2020 era segnato ancor prima delle urne. Miranda ha partecipato con la solita mobilitazione dei suoi gruppi, che lo seguono da sempre, ma il partito si è schierato compattamente sull’avvocato foggiano Joseph Splendido, approdato in consiglio. Deluso, Miranda è sparito dalla circolazione subito dopo trincerandosi in un silenzio tombale, come se avesse abbandonato ogni attività politica.

Ma qualcosa adesso è cambiato.
Oltre a essersi presentato all’appuntamento natalizio della Lega Miranda – stando ai beninformati – ha cominciato a riannodare i fili delle proprie civiche, contattando l’elettorato che non l’ha mai tradito. Un chiaro tentativo di riattivare le macchine, ma in vista di cosa? Chi lo conosce scommette che il pallino sia quello di sempre: la candidatura a sindaco.

Quel che è certo è che manca ancora un anno e mezzo alla fine del commissariamento di Palazzo di città, considerato che i 18 mesi saranno senza alcun dubbio prolungati a due anni e che il verdetto sulle infiltrazioni mafiose risale ad agosto 2021.

In casa Lega hanno accolto con molta circospezione e freddezza il rientro di Miranda, che era stato nominato responsabile regionale del dipartimento giustizia della Lega Puglia e non si era visto nemmeno in occasione dei banchetti per il referendum sulla giustizia, cui Matteo Salvini teneva in maniera particolare.

Oggi non gli si perdona la lunghissima assenza e il non essersi speso per il partito. “Miranda ora deve riguadagnarsi la fiducia del partito. Mentre gli altri si sono dati da fare in tutto questo tempo di lui non sapevamo più nulla. Non una mano ai banchetti”, lamentano alcuni salviniani a l’Attacco.

“E non è stato giusto che lo scorso anno non ci abbia messo la faccia, trincerandosi dietro gli ex consiglieri comunale Salvatore De Martino e Concetta Soragnese. Non si può agire sempre e solo per sé”.
Davvero Miranda punta alle comunali? Sarebbe la terza volta per lui come candidato sindaco. Fonti interne ai meloniani spiegano che il suo nome non dispiacerebbe loro, dal momento che non è stato in alcun modo coinvolto nelle disastrose vicende del Landella bis. Piuttosto sono i salviniani ad escluderlo.

“La Lega farà un percorso di allargamento, non ci sono candidature predefinite”, precisano i leghisti. “Quando a dicembre Matteo Salvini è venuto a Bari ha detto chiaramente che dobbiamo allargarci e aprire nuove sedi. Ora bisogna valorizzare chi ha lavorato. E, del resto, né Miranda né De Martino e Soragnese hanno rinnovato la tessera nel 2021. E’ emblematico già solo questo fatto”.

La Lega in queste ore – così come gli altri partiti e forze civiche – sta chiudendo la lista per le elezioni provinciali di fine mese. Oggi è previsto l’incontro che varerà la lista, che dovrebbe avere sette nomi e che si chiamerà, come alle urne precedenti, “Impegno per la Capitanata”. Al momento sono dati per certi quelli del consigliere uscente di Peschici (e capogruppo Lega a Palazzo Dogana) Salvatore D’Arenzo, di Michele Leombruno di Serracapriola e di Rosario Di Scioscio di San Severo. Il centrodestra schiererà anche le liste di Forza Italia (rimpolpata dagli eletti di Manfredonia), Fratelli d’Italia e della civica ispirata dal consigliere regionale Paolo Dell’Erba e dal sindaco di Apricena Antonio Potenza.

Al momento la lista più forte è considerata quella del Pd, seguita dall’inedito rassemblement civico emilianista che unisce l’Italia in Comune dell’ex vicepresidente provinciale Rosario Cusmai, i Popolari del consigliere regionale Sergio Clemente e il M5S.

Il maggiore interrogativo è rappresentato dalla lista del presidente uscente Nicola Gatta. Ma c’è chi non esclude un’unica lista Fratelli d’Italia-Gatta (“è ancora possibile al 40%”, a detta di un beninformato). Nei mesi scorsi era iniziata un’interlocuzione ma i meloniani ritengono che Gatta e Annamaria Fallucchi (l’imprenditrice sannicandrese, fittiana doc, sostenuta dal presidente della Provincia alle regionali) abbiano inteso lanciare un’opa sul partito, contro il consigliere regionale Giannicola De Leonardis.

“La Lega, che non è certo quella degli scorsi anni, ha nei 5 eletti sanseveresi la propria roccaforte. FI è resuscitata con la vittoria di Manfredonia”, osserva un addetto ai lavori del centrodestra. “Ma in generale tutti stanno facendo fatica a chiudere le liste. Gatta e Fallucchi, per chiudere la propria lista, hanno contattato due consiglieri comunale di FdI, cercando di convincerli a passare con loro”. Avrebbe dovuto esserci martedì scorso l’incontro con un consigliere meloniano, ma l’intervento del partito ha stoppato tutto. Comunque vadano le cose, la vera partita, è chiaro, è quella di ottobre per il rinnovo della presidenza. Pare che Gatta voglia temporeggiare portandola a gennaio 2023, ci sarebbero i modi per farlo.Il momento è complicato per il presidente e sindaco di Candela, il centrodestra esclude di poterlo sostenere per il secondo mandato. “Non è stato il centrodestra a scaricarlo, Gatta ha fatto di tutto per farsi scaricare”, lamentano dalla Lega. “La minima intesa che era stata trovata è andata persa, ha governato da solo. Difficilmente si potrà ricucire entro ottobre”.

“Gatta? Era il candidato sostenuto dal centrodestra nel 2018”, commentano laconicamente da FdI.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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