Il lusso di dire no a Tasso e Dell’Erba, ma che fine ha fatto Fallucchi non si sa

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Giorgia Meloni si sta già facendo sentire con gli alleati Berlusconi e Salvini. La leader di Fratelli d’Italia ha detto chiaramente che, come da consolidata regola della coalizione di centrodestra, chi prende più voti indica il candidato premier e che senza accordo sul premier non ha senso governare assieme.

Del resto i sondaggi sono tutti dalla sua parte: il partito di Giorgia Meloni è il primo, stimato tra il 23,4% e il 25%; il Pd segue e si colloca tra il 22,5% e il 23%; in caduta libera di consensi il M5S di Giuseppe Conte indicato tra il 9,4% e il 10,1%.

Per quanto nelle scorse consultazioni elettorali FdI non abbia mai brillato in Capitanata, il vento in poppa rende adesso i meloniani più appetibili che mai. E questo spiega le richieste di ingresso giunte al partito da vari big, dal deputato sipontino ex M5S Antonio Tasso (passato subito nel Misto dopo l’estromissione dai pentastellati) al consigliere regionale Paolo Dell’Erba, in accoppiata al proprio figlioccio politico, il sindaco di Apricena Antonio Potenza. Fino al redivivo Fabrizio Tatarella e alla sua gens. Tutti hanno trovato porte chiuse, per motivi diversi.

“In questi mesi ho ricevuto tante richieste di ingresso che non ho ritenuto di accogliere, o per non scatenare competizioni interne oppure perché non tutte mi convincevano. Persone che poi si sono immediatamente ricollocate politicamente altrove. Mentre altre persone che credevo che avrebbero aderito non lo hanno più fatto”, spiegava giorni fa su queste colonne l’onorevole Galeazzo Bignami, commissario provinciale di FdI in Capitanata.

Nessun nome veniva fatto dal parlamentare ma era facile intuire a chi si riferisse. Dell’Erba e Potenza sono subito approdati in Forza Italia e adesso il primo cittadino ha iniziato la propria campagna elettorale come candidato azzurro.

Quanto al deputato manfredoniano, l’intenzione era chiaramente spuntare una ricandidatura: se Marialuisa Faro è passata con Di Maio in Insieme per il futuro e se la concittadina ex compagna di partito nel M5S, Francesca Troiano, ha trovato spazio addirittura tra i renziani di Italia Viva, Tasso ha tentato un approccio coi meloniani. Ma è stato del tutto vano.

“Ha tentato un approccio sventolando il risultato di Manfredonia e ha trovato le porte chiuse”, confermano da FdI a l’Attacco. Nulla da fare nemmeno per il cerignolano Fabrizio Tatarella, che dopo essersi avvicinato negli scorsi anni alla Lega (via Andrea Caroppo) tenterebbe di tornare a “casa” in FdI. “Qualche giornale, regionale e locale, ha ipotizzato che ci sia spazio per la famiglia Tatarella ma non è così”, affermano fonti meloniane. “E’ giusto, piuttosto, che continuino ad occuparsi della Fondazione Tatarella”.

In casa FdI prevale in questo momento il riconoscimento per chi è rimasto nel partito anche nel difficile momento legato al Comune di Foggia, tra inchiesta per presunta corruzione e scioglimento del consiglio per infiltrazioni mafiose. L’azione messa in atto da Bignami – che ha posto le distanze da ogni zona d’ombra e anche solo vagamente equivoca, allontanando inquisiti pur quando erano campioni di consensi - è riuscita a restituire immagine e forza al partito foggiano. “I candidati sono un tema di cui parlare col coordinatore regionale Gemmato. Dal canto mio posso solo ringraziare De Leonardis, La Salandra e Giampietro per il lavoro che hanno svolto e svolgono in Capitanata. Aggiungo che vedo a Foggia una classe dirigente che farebbe bene anche in Parlamento, composta da persone mature e preparate”, ha detto a l’Attacco Bignami. Non c’è alcun dubbio che De Leonardis sarà candidato alle politiche, nessuno mette in discussione nel partito e nella coalizione la legittima aspirazione del foggiano.

Ma che ne è dell’imprenditrice Annamaria Fallucchi? A lei, chiaramente, il commissario provinciale di FdI si riferiva, con un certo rammarico e stupore, parlando di “persone che credevo che avrebbero aderito non lo hanno più fatto”.

La sannicandrese, vicinissima al leader del centrodestra pugliese Raffaele Fitto, dopo aver corso alle regionali 2020 (potendo vantare poi un risultato non “dopato” come quello di un altro candidato indagato per presunto voto di scambio) pareva voler lanciare un’OPA sul partito e di puntare alla sua guida. E invece è sparita, al punto da non essersi nemmeno tesserata. Contattata da l’Attacco per un commento è stata laconica, trincerandosi dietro un no comment. Era lei il volto nuovo, femminile, espressione della società civile e dei mondi produttivi, che FdI immaginava per rafforzarsi in Capitanata. Cosa sia poi successo non è dato al momento sapere.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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