La candidatura al Parlamento di Antonio Tutolo stava per diventare una svolta nel panorama politico di Lucera, visto che la prima metà di agosto il dibattito locale è stato caratterizzato soprattutto da voler conoscere se e con chi avrebbe gareggiato il consigliere regionale. I pronostici si susseguivano, le attese si moltiplicavano, anche se poi l’unica vera interlocuzione è stata tenuta con Azione, soggetto politico che era a caccia di rappresentanti sui territori, specie dopo la separazione con il Partito Democratico. Alla fine non se n’è fatto nulla,
con motivazioni che probabilmente non verranno mai rese note, fatto sta che i segnali di un disimpegno si erano visti anche prima della presentazione dei nominati alla Corte di Appello, perché Tutolo ha annunciato subito una serie di iniziative che andavano verso una campagna elettorale “parallela”: incatenamento e sciopero della fame davanti al Consiglio regionale per reclamare ancora una volta la fissazione di una seduta monotematica sullo sviluppo della provincia di Foggia e successivo sit-in davanti alla Prefettura del capoluogo, con tanto di incontro riservato con il commissario di governo.
Insomma, Tutolo si sarebbe comunque ritagliato il suo pezzo di visibilità in un periodo storico in cui i candidati sono sovraesposti, lanciando messaggi battaglieri già per i futuri eletti che dovranno prendere parte a un appuntamento che poi il presidente dell’assemblea regionale Loredana Capone ha fissato per il prossimo 22 novembre. Ma quando si entra in queste parentesi elettorali, Tutolo si va facendo piuttosto criptico appena si tratta di prendere posizione, confermando la sua natura di soggetto poco inquadrabile e classificabile, pur rimanendo fortemente appetibile in termini di consensi e popolarità dimostrata.
D’altro canto, ha saputo già dimostrare di poter distribuire con precisione chirurgica il suo patrimonio di voti, con un caso che resterà nella storia. Nel 2019 l’allora candidato al Consiglio provinciale Giuseppe Pitta venne escluso dalla contesa già al momento della presentazione delle liste, e quindi la maggioranza si ritrovò senza un proprio terminale: Tutolo riuscì a suddividere i “suoi” 16 voti esattamente in due parti uguali, premiando Mattia Azzone di Forza Italia da un lato (entrando quindi nelle grazie di Nicola Gatta che sarebbe diventato poi il presidente a Palazzo Dogana) e Generoso Rignanese dall’altro, riferimento di Raffaele Piemontese. Quella promessa mantenuta divenne la base dell’accordo poi siglato sulla salvezza dell’ospedale Lastaria, con la soluzione dell’accorpamento al Policlinico Riuniti, operazione unica nel suo genere che ebbe la “benedizione” di Michele Emiliano e dello stesso assessore regionale.
Quali sono le indicazioni di Tutolo in questa tornata? È ancora una volta difficile dirlo, anche perché le dichiarazioni non specificano ma poi c’è una foto che parla, quella di venerdì scorso in occasione della visita di Giuseppe Conte nella nativa Volturara. Nella tempesta di selfie e scatti vari, è spuntata un’immagine che ritrae due consiglieri del gruppo “Con” di Lucera, quello che fa diretto riferimento a lui, in posa con l’ex presidente del Consiglio. Uno era Raffaele La Vecchia e l’altro addirittura il cognato Vincenzo Checchia.
“Vuoi vedere che Tutolo sta seguendo le direttive del presidente della Regione che sta chiedendo di dare una mano ai pentastellati con i quali in Puglia sono (unico caso ormai in Italia) alleati per il Pd?”. Questa è la domanda sorta dalla foto circolata su Facebook, anche se poi il ragionamento ad alta voce dell’ex sindaco di Lucera è completamente all’opposto.
“Io sono molto critico con i parlamentari di Capitanata che in questi quasi cinque anni hanno fatto poco o nulla per il territorio – è la tesi raccontata a chi gli sta più vicino – e siccome sono quasi tutti del Movimento 5 Stelle, come faccio a premiarli, specie quelli ricandidati?”.
Solo le urne cittadine, in effetti, potranno dire come sarà andato il voto locale, anche quello dello stesso Sindaco Giuseppe Pitta che qualche giorno fa ha riunito la maggioranza per caldeggiare il sostegno a Raffaele Piemontese con il quale, avrebbe assicurato, si potrebbero aprire più efficaci forme di collaborazione. Nella sala è calato però il gelo, considerata la quantità di “civici” che hanno già preso strade diverse, ma soprattutto perché la richiesta è stata vista come il malcelato contraccambio a una candidatura alla presidenza della Provincia proprio di Pitta, il quale resta sempre alle prese con la tenuta del suo schieramento, tanto da far già intravedere una possibile (e sesta) modifica della Giunta. Magari il voto lucerino gli potrà dare indizi di fedeltà più precisi.
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