Elezioni, è di Lucianetti la peggiore performance del Pd pugliese con il 13%

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E’ in provincia di Foggia che il Partito democratico ha avuto la sua più brutta battuta d’arresto nel Tacco d’Italia. La foggiana Valentina Lucianetti, in corsa alla Camera all’uninominale U01, incassa il primato in negativo di candidata dem meno votata di Puglia.

Con 23.685 voti pari al 16,90% (ma solo il 13,4% per il Pd) la coalizione di cui è espressione viene nettamente surclassata dall’eletto pentastellato Marco Pellegrini (al 41,33%) e dalla candidata di centrodestra, la bolognese Eugenia Roccella (al 34,83%). Gli altri pugliesi dem in corsa all’uninominale per la Camera dei Deputati hanno tutti ottenuto risultati più lusinghieri della performance raggiunta dall’avvocata foggiana.

Raffaele Piemontese con 25.783 voti raggiunge, seppur sempre in terza posizione, un consenso dato alla coalizione pari al 20,65% (ma al suo Pd solo per il 16,26%) nel collegio Cerignola-Gargano. E gli altri candidati del centrosinistra pugliese?

Nel collegio di Andria Sabatino Zinni si attesta al 24,14% con 33.585 voti; Michele Abbaticchio, a Molfetta, prende il 25,13% con 48.945 preferenze;  Luisa Torsi, nel collegio di Bari ottiene 56.842 voti pari al 25,67%; ad Altamura Domenico Nisi raggiunge il 21,29% con 45.377 consensi; nel Brindisino Elena Brigante si attesta al 19,2% (31.442 i voti); Giampiero Mancarelli nel collegio di Taranto, con 38.777 voti, ottiene il 20,95%; Sebastiano Leo nel collegio di Lecce viene votato 45.219 volte pari al 25,67% delle preferenze; Anna Grazia Maraschio nel Basso Salento raggiunge la soglia del 23,97% con 42.356 voti.

A fare compagnia a Lucianetti nella classifica dei piddini meno votati, però, un’altra figlia di Capitanata, ossia la cerignolana Teresa Cicolella, candidata all’uninominale di Foggia per la corsa a Palazzo Madama, la quale con il 17,43% del consenso di coalizione (per il Pd il 14,16%) è, percentualmente, la seconda dem meno votata in Puglia nella totalità dei collegi tra Camera e Senato.

Non si sono fatte attendere, allora, le dichiarazioni e l’analisi post voto di Valentina Lucianetti, a poche ore dalla chiusura delle cabine elettorali: “Il risultato che le urne ci consegnano racconta una sconfitta dura e di imprevedibili dimensioni. E tuttavia lascia inalterato il seme di una speranza per proseguire un impegno e guardare avanti, con rinnovato spirito di passione e dedizione ad una terra che insegue il suo riscatto sociale”.

Questo il commento a caldo di Lucianetti, candidata alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Foggia per il Pd e il centro sinistra.

“Ringrazio il Partito democratico e, su tutti, Raffaele Piemontese che ha spinto con tenacia la nostra proposta politica in una condizione di contesto oggettivamente difficile. Ma il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno sostenuto il mio cammino con una generosità che travalica la delusione della sconfitta perché mi ha donato il tratto inconfondibile di una voglia di esserci e di vivere il conflitto che attraversa il Paese e la Capitanata. In questi giorni – ha continuato la candidata - ho incontrato moltissime persone, ascoltato tante storie che mi hanno arricchito nell’animo perché è stata un’esperienza molto umana, piena di sentimento. Ho sentito una palmare vicinanza che conserverò come una delle pagine più belle del mio vissuto”.

Infine le congratulazioni a chi ce l’ha fatta: “A tutti i parlamentari eletti va il mio sincero augurio di un operoso lavoro per segnare una stagione di crescita e di strenua difesa dei più deboli, degli ultimi, perché nessuna buona politica sarà possibile senza uno sguardo profondo sulle sacche di povertà che ci circondano. Penso che questa esperienza – conclude Lucianetti - presenti comunque un’opportunità per riflettere con una nuova energia creativa perché ci sono due cose che non tornano mai indietro: una freccia scagliata e un’occasione perduta”.

E a proposito di frecce scagliate, a colloquio con l’Attacco pochi giorni prima del 25 settembre, il messaggio di Valentina Lucianetti era stato chiaro. Il suo rinnovato impegno in politica, dopo anni in sordina sulla scena pubblica, non sarebbe durato lo spazio di una campagna elettorale. “Non smetterò di fare politica – aveva confermato l’avvocata titolare dello studio legale in via Gramsci -. Questa campagna elettorale mi ha dato maggiore consapevolezza e mi è servita per mettere a fuoco le idee per lo sviluppo del nostro territorio che intendo portare avanti prossimamente”. Lucianetti - indicata negli scorsi mesi anche come papabile per una candidatura a sindaco di Foggia - è pronta a dare il suo contributo al Pd di Capitanata, portando dentro al partito la sua personale formazione e un patrimonio valoriale fondato su legalità, solidarietà, europeismo, cattolicesimo riformista. “C’è tanto da fare per la nostra città e per la provincia – continuava –. Spero, soprattutto, di essere un esempio per altri della mia generazione, perché anche loro possano impegnarsi in politica. Basta critiche, bisogna costruire: Foggia è una città al macero che ha vissuto anni di buio. E su questo pesa certamente la responsabilità del centrodestra. Ma oggi tutti noi, ognuno per la propria parte, dobbiamo rispondere alla chiamata per la ricostruzione”. Nell’agenda politica squadernata in campagna elettorale in primo piano legalità e sicurezza: “E’ necessario – aveva sottolineato a più riprese - garantire sicurezza e decoro urbano, per poter permettere ai nostri figli di passeggiare senza timori per strada o ad un anziano di poter uscire tranquillamente per ritirare la propria pensione. Urgono misure straordinarie direttamente dal governo centrale’”. Figlia di Massimo Lucianetti, magistrato in quiescenza che si è occupato, negli anni ’80 e ’90, delle principali vicende di mafia del territorio, la candidata del Pd non poteva che contemplare un’agenda simile: “Vado fiera della mia famiglia. L’aria che ho respirato a casa mi ha aiutato a toccare con mano la necessità di legalità in Capitanata e l’impegno umano della squadra Stato sul nostro territorio”, aveva dichiarato a l’Attacco durante quell’intervista.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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