Dopo lo choc iniziale per il mancato approdo in Parlamento, che pareva scontato grazie al listino bloccato, si vedono i primi messaggi in difesa del vicepresidente della Regione e dominus del Pd di Capitanata Raffaele Piemontese. Nella sua Monte Sant’Angelo ci pensa l’assessore dem Generoso Rignanese, ex consigliere provinciale, a soccorrere sui social Piemontese, preso di mira da più parti per la clamorosa sconfitta.
“Disfatta, chiuso per lutto, fine di un'era. Questi alcuni dei termini usati dal centrodestra e da alcuni giornali a loro vicini”, ha affermato Rignanese. “Calma ragazzi, non è una finale di Champions e nessuno è morto per una sconfitta, tra l’altro annunciata. Non ho letto gli stessi termini due anni fa quando Fitto e il centrodestra collezionavano la quarta sconfitta di fila, o quando qualcuno perdeva sonoramente tutte le elezioni (quelle con le preferenze), o tre mesi fa alle amministrative di questa provincia. L’unico partito che può esultare è Fratelli d'Italia con la sua leader Giorgia Meloni che, in effetti, ha trainato tutti i suoi candidati. Chapeau”, continua il quarantenne montanaro, dipendente della Motorizzazione Civile dallo scorso anno.
“Il M5S passa dal 35% del 2018 al 15% del 2022 ed esultano, Forza Italia passa dal 14% del 2018 all'8% del 2022 ed esultano, la Lega passa da 18% del 2018 all'8% del 2022 ed esultano. Il Pd passa dal 18% del 2018 al 19% del 2022 restando il secondo partito a livello nazionale ed è morto, tutti i suoi dirigenti sono prossimi alla morte. Non che il Pd goda di piena salute, ma sono io che non capisco o qualcosa non torna? Sui dati di Monte non mi soffermo. Caro Raf, in molti ti aspettano sulle sponde del torrente, ma tra la sorgente e la foce ci sono ancora migliaia e migliaia di chilometri”, ha concluso l’assessore comunale.
Intanto nel M5S, dopo il 45,60% preso nel capoluogo a fronte del 13,07% del Pd e il generale primato in Capitanata e Puglia, è partito il pressing su Emiliano sia in vista delle comunali foggiane del 2023 che rispetto all’esecutivo regionale, dove oggi siede come pentastellata Barone.
“La posizione che arriva dal M5S sulle comunali di Foggia è legittima, sono autorizzati a chiedere di poter esprimere il candidato sindaco, anche se il voto delle amministrative è cosa ben diversa da quello delle politiche. Distinguerei, invece, la questione della giunta regionale, dove ci sono equilibri che sono il frutto di un accordo politico condiviso nato dal risultato delle regionali 2020”, commenta a l’Attacco l’ex dem Elena Gentile. “Sicuramente in Regione ci saranno mesi difficili e turbolenti, anche perché finora il centrodestra ha ballato il minuetto. Ma adesso che ha in mano il governo del Paese vorrà preparare sin da ora il terreno per le prossime elezioni regionali”.
Tanta esposizione pubblica del loro supporto ma alla fine, nei fatti, si è rivelata inconsistente la “rete dei sindaci” vantata sui social da Raffaele Piemontese. Dalla sua il piddino ha avuto quasi tutti i primi cittadini del Gargano. Gli unici a votare diversamente sono stati, da quanto è noto, Tavaglione (Peschici), di Nauta (Lesina), Rotice (Manfredonia), Potenza (Apricena). Ma quanti voti poteva davvero spostare la rete di amministratori locali fedele al vicepresidente della Regione? L’interrogativo posto da l’Attacco nelle scorse settimane era indovinatissimo.
Persino nelle comunità di coloro che più si sono sbracciati per lui, Piemontese è arrivato secondo o terzo, sebbene si tratti di amministrazioni a lui legate totalmente o di paesi in cui il M5S è rappresentato da piccoli gruppi non rappresentati in aula consiliare o comunque debolissimi. Piemontese ha perso ovunque nei centri garganici, arrivando primo solo nella sua Monte Sant’Angelo (2.525 voti contro i 1.291 di Marrazzo e i 947 di Gatta) e nella Carpino del sindaco Rocco di Brina (655 contro i 600 di Gatta e i 199 di Marrazzo). Un disastro altrove.
Nell’ex feudo rosso di Manfredonia, dove il Pd si ritrova per la prima volta orfano del Comune e del proprio deputato Michele Bordo, Piemontese ha ottenuto appena 4.063 consensi, doppiato da Marrazzo (8.430) e lontanissimo da Gatta (9.307). Nulla ha potuto il primo cittadino di Rodi Carmine D’Anelli, sempre grato per i fondi ricevuti da Piemontese: il più votato è stato Gatta (575), solo secondo il piddino (479). Sfacelo pure nella Cerignola del sindaco Bonito: Piemontese terzo con 3.558 consensi, dopo Gatta (8.007) e Marrazzo (6.422).
Nella Vieste di Giuseppe Nobiletti e della vicesindaca Rossella Falcone (voluta da Piemontese nel cda di Aqp spa) il dem è arrivato terzo con 1.185 voti, dopo Gatta (1.892) e Marrazzo (1.621). Il caso di Vieste è tra quelli che hanno suscitato più interesse all’indomani delle urne perché Nobiletti e Falcone avevano ripetutamente dichiarato il proprio supporto, addirittura il primo cittadino durante una seduta consiliare la cui registrazione è stata poi rimossa per evitare sanzioni. Mentre Falcone fino all’ultimo (lo stesso 25 settembre) ha invitato a scegliere Piemontese parlando di “un voto prezioso per la vostra terra”.
Come si spiega, allora, un così risicato risultato a Vieste? “Piemontese ha ottenuto nella nostra città meno voti, in termini assoluti, rispetto a quelli conquistati nel 2018 da Lia Azzarone”, osserva un viestano a l’Attacco. “Non c’è stata in realtà una vera campagna elettorale per lui, l’amministrazione comunale è rimasta sostanzialmente ferma. Sul web ci sono stati i post degli assessori Falcone e Carlino, ma l’assessora Graziamaria Starace ha votato a destra e il collega di giunta Ascoli, titolare di uno stabilimento balneare e preoccupato dalla direttiva Bolkestein, non credo abbia potuto sostenere il Pd”.
Qualcuno ricorda anche la stagione estiva ancora da chiudere e il voto in Confcommercio sabato scorso, alla vigilia delle politiche. Sono imprenditori viestani sia lo sconfitto sfidante Gigi Manzionna che altri membri del suo gruppo, verosimilmente troppo presi dalla partita in Confcommercio per potersi dedicare anche alla campagna elettorale.
Davvero l’amministrazione comunale non poteva fare di più, nonostante l’aiuto promesso? “A Vieste Piemontese ha un rapporto di tipo personale e non politico con Piemontese. Nobiletti e i suoi non parlano mai del Pd, il Pd non esiste a Vieste e non ha alcun consigliere comunale. E’ stata anche chiusa la sezione. Non è possibile paragonare Vieste a Monte Sant’Angelo, dove gli amministratori hanno un rapporto politico e personale con Piemontese. Idem a Cerignola e altrove”, continua il viestano. “Qui da noi sono tutti amici di Piemontese ma non sono amici del Pd. Se si tratta di far incassare a Piemontese bene, ma se bisogna far votare Pd è tutt’altra storia. L’elettorato non voleva votare Pd e non l’ha votato. Del resto va dato atto a Nobiletti di esser sempre stato coerente, sostegno all’amico da anni ma mai hanno sognato di aderire al partito”.
Adesso ci si domanda che ripercussioni ci saranno sulla scelta del candidato presidente per la Provincia. “L’esito delle politiche sicuramente inciderà su tale scelta. Ci spera Nobiletti così come ci sperano d’Arienzo a Monte, Bonito a Cerignola, Merla a San Marco in Lamis e Crisetti a San Giovanni Rotondo”.
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