Dalla Carta di Venosa, l’appello al Presidente Mattarella: “Fermi l’autonomia regionale di Calderoli”

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La Rete Culturale Meridionalista “Carta di Venosa” ha ufficialmente rivolto un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché blocchi il progetto di autonomia regionale differenziata proposto nei giorni scorsi dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. L’autonomia regionale mira a rendere definitivo il gap sociale, economico e politico tra Mezzogiorno e resto del Paese perché, si legge nel documento scritto dai promotori, “non si potrà pensare di annullare il divario semplicemente riducendo o rimodulando i trasferimenti statali di risorse alle aree più deboli in favore delle aree più ricche in nome di una non verificata efficienza”.

Ad illustrare a l’Attacco il senso dell’appello (già sottoscritto da oltre duemila personalità meridionali della cultura e della politica) è Raffaele Vescera, scrittore, giornalista ed intellettuale tra gli ideatori dell’iniziativa.

“L’autonomia regionale differenziata rischia seriamente di istituzionalizzare la cosiddetta spesa storica – spiega Vescera - Per spiegarmi faccio questo esempio: se Foggia ha ottenuto finora tre asili a causa della mancanza di fondi mentre Reggio Emila ne ha ottenuti cento, la spesa storica potrebbe diventare ufficialmente il timone che guida la distribuzione dei fondi pubblici in futuro. Inoltre, una delle condizioni necessarie per godere di finanziamenti pubblici (anche di quelli previsti dal PNRR) risiede nella capacità di gestione dei finanziamenti stessi. Il personale delle amministrazioni pubbliche meridionali è circa la metà di quello delle amministrazioni pubbliche settentrionali in virtù di una legge che limita la spesa pubblica. Ciò ha impedito al Sud di recuperare il personale andato in pensione mediante l’inserimento di nuovo personale, e questo significa che al Sud mancano uomini in grado di creare progettazione e gestione. Lo Stato ha deciso che la condizione per avere più soldi è di essere già ricchi e ben amministrati a danno di chi non è in condizioni di operare. Tutto questo avrà il solo risultato di accrescere il divario Nord – Sud”.

Continua Vescera: “Tra gli anni 50 e gli anni 80 del secolo scorso, il divario tra regioni settentrionali e regioni meridionali si ridusse, anche grazie all’opera di politici di spessore come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, tanto che negli anni 80 l’emigrazione dal Sud al Nord si ridusse ai minimi storici. Con la nascita e l’affermazione della Lega Nord, si è assistito ad un prepotente ritorno del concetto di Italia a trazione settentrionale che ha causato un aggravamento delle condizioni delle regioni meridionali. Solo per citare un dato, è notizia di pochi giorni fa il fatto che, nel Sud, il numero di pensionati sia superiore al numero degli occupati. Si sta assistendo ad un fenomeno di desertificazione che sta uccidendo la nostra economia”.

Perché rivolgersi proprio al Capo dello Stato? “Il Presidente Mattarella è attualmente l’unica autorità che possa fermare questa deriva. Nel suo discorso di capodanno, il Presidente ha denunciato la disparità tra Nord e Sud, auspicando che possa essere superata. Il nostro è un atto estremo al quale hanno aderito personalità di peso come docenti universitari e sindaci del Sud”.

La questione adesso riguarda cosa questo appello possa ottenere nel concreto: “C’è un proverbio che afferma “Fa’ quel che devi, accada quel che può” – dice l’intellettuale – Noi speriamo che il Presidente della Repubblica, a fronte del risveglio del Meridione contro l’autonomia regionale differenziata, prenda posizione contro il progetto di Calderoli. Non dobbiamo dimenticare che Calderoli ha minacciato i giornalisti che lo accusano di voler spaccare l’Italia, arrivando a promettere querela con la motivazione che lui ha giurato sulla Costituzione. Tuttavia, l’articolo 1 dello statuto della Lega Nord recita che il partito opera per la secessione della Padania. Inoltre, Calderoli è stato condannato per gli insulti razzisti alla ministra Kyenge e ha chiamato topi di fogna i meridionali”.

Ma non c’è il timore che il rivolgersi a istituzioni, che si sono spesso dimostrate insensibili alle istanze del Meridione, si riveli inutile ancora una volta? “Il timore esiste perché, nei fatti, l’Italia è uno stato con una concezione antimeridionale sin dalla nascita – risponde lo scrittore senza mezzi termini – Si tratta però di un appello utile a risvegliare le coscienze. Mai come in questo inizio del 2023 si è visto un risveglio tale. CGIL, CISL e UIL si sono già dichiarate contrarie all’autonomia regionale differenziata, così come i partiti dell’opposizione, i sindaci del Sud, tanti intellettuali del meridione. Questo lascia ben sperare”.

Per contrastare l’autonomia regionale differenziata, il movimento della Carta di Venosa propone “un’equa distribuzione delle risorse a tutti i cittadini italiani Per i servizi pubblici, lo Stato spende 19 mila euro l’anno per un cittadino del Nord e 14 mila per un cittadino del Sud. Questo è inaccettabile, occorre ridare pari dignità a tutti”, conclude Vescera.

(Giovanni Soldano - l’Attacco)

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