Provincia: vicepresidenza al M5S, poi i civici. Comune, il sogno Furore

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Tra i pentastellati c’è grande serenità rispetto alle imminenti nomine da parte del neo presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti. L’accordo stretto da tempo prevede la vicepresidenza per l’unica consigliera provinciale del M5S, ovvero la sangiovannese Nunzia Palladino, che era sul punto di lasciare il partito pur di non votare per il Sindaco di Vieste.

Il M5S ha chiesto per lei anche le deleghe a cultura e legalità. Tutto il resto spetterà ai civici di Rosario Cusmai, consigliere politico di Michele Emiliano per gli enti locali e grande tessitore dell’operazione che ha vinto a Palazzo Dogana.

Le maggiori chance vanno a tre eletti: in primis il più suffragato del consiglio, il lucerino Tonio De Maio, braccio destro del primo cittadino Giuseppe Pitta; la ricercatrice Lucrezia Cilenti, assessora a Ischitella e fedelissima di Cusmai; il sindaco di Vico del Gargano Michele Sementino (il quale secondo alcuni starebbe pensando, al termine del mandato a Palazzo di città, di puntare addirittura alla Regione, visto che le amministrative comunali arriveranno prima che possa andare in porto la riforma sui tre mandati anche per gli enti di dimensioni analoghe alla città garganica).

Il Pd non ha consiglieri provinciali ed è dunque fuori dai giochi, sebbene l’interlocuzione tra Piemontese e Nobiletti sia costante, come dimostra l’incontro tenuto nei giorni scorsi tra i due e Cusmai. Ben più complicata è invece la tenuta del campo largo benedetto da Giuseppe Conte e Emiliano in riferimento alle elezioni comunali di Foggia, che verosimilmente si svolgeranno a novembre.

Il via libera del presidente della Regione agli alleati contiani in teoria avvantaggia il M5S ma su quale nome puntare? La scelta di Conte in favore dell’europarlamentare foggiano Mario Furore quale coordinatore provinciale del M5S in Capitanata è stata letta da tanti, nelle scorse ore, come il prologo rispetto alla candidatura per Palazzo di città.

Una decisione che oggi appare frutto non solo dell’ottimo rapporto di stima e amicizia instauratosi tra Conte e Furore durante la campagna elettorale delle politiche (quando l’ex premier si affidò proprio al foggiano per la Puglia), ma anche del riconoscimento del giovane europarlamentare come il più abile, nel M5S, a dialogare con mondi esterni al partito e con gli ambienti della società civile.

L’apprezzamento, nella base pentastellata come in associazioni di categoria e personalità non legate al M5S, dimostra che a Furore si riconoscono doti di visione politica, capacità di mediazione, coraggio e determinazione nel dare battaglia. “Questa nomina ha riacceso così tanto entusiasmo che le persone pensano che Conte lo ha fatto appositamente per lanciare Furore come candidato sindaco”, commentano a l’Attacco diversi pentastellati.

Il caso di Brindisi sta contribuendo a questa aspettativa. Com’è noto il M5S non intende votare per il sindaco uscente Roberto Rossi. Come per Foggia, i beninformati ritengono che la scelta finale non avverrà a Brindisi bensì sarà conseguenza dell’accordo che verrà sottoscritto a livello regionale tra Emiliano e Conte.

L’ex presidente del Consiglio punta decisamente su un candidato del M5S nei due Comuni capoluogo in cui si vota, Brindisi e Foggia.

Ebbene, a Brindisi Conte ha scelto come coordinatore provinciale il preside Salvatore Giuliano, che pare essere proprio il nome del M5S per Palazzo di città. Peccato che, con le attuali regole del M5S, ciò sia al momento impossibile a Foggia. A chi ritiene che servirebbe un candidato forte – come Furore o Rosa Barone – l’europarlamentare foggiano ha così risposto ieri tramite l’Attacco: “Il regolamento del M5S è molto chiaro, servirebbe una deroga ad hoc ma non ne sono state mai concesse a livello nazionale. Quel che è certo è che serve un candidato che riesca a trainare. Sono molto fiducioso, anche perché il centrodestra appare estremamente disgregato a Foggia. Il nostro obiettivo è un'offerta unitaria e concreta, da contrapporre alle divisioni altrui dovute a logiche di spartizione del potere”.

Solo un nome politico forte – al pari per l’appunto dell’europarlamentare e dell’assessora regionale welfare – porterebbe Giuseppe Mainiero a fare un passo indietro. Ad oggi è lui il primo nome che dal M5S e dai civici emilianisti trapela come loro papabile candidato sindaco, per quanto appaia altamente inverosimile che su tale ipotesi possa convergere il Pd. Emiliano ha ribadito più volte come si debba correre a Foggia con la stessa coalizione della Regione (dunque tenendo fuori Azione e Italia Viva) e che ha portato Nobiletti a prendere il posto di Nicola Gatta in Provincia.

Ma nessuno mette le mani sul fuoco su questo scenario. Anzi. La sensazione, sempre più forte, è che il vicepresidente regionale e dominus Pd Raffaele Piemontese – il cui rapporto con Emiliano è definito da ambienti regionali “logorato” e che rischierebbe di essere estromesso dalle questioni legate alla sanità foggiana - stia lavorando a una ipotesi diversa di coalizione, un ampio rassemblement che tenga dentro pezzi moderati di centrodestra non ufficiale.

Nessuno si fa illusioni nel fronte emilianista: “Non è detto che le stesse alleanze della Provincia ci saranno per le comunali. Se ci saranno con proposte diverse si vedrà chi arriverà al ballottaggio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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