Biancofiore assolto in primo grado. Metta non parla (ancora), Dercole: “Sentenza strana, aspettiamo motivazioni”

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Nel corso della giornata di giovedì 18 aprile è giunta la notizia dell’assoluzione in primo grado dell’imprenditore Gerardo Biancofiore dall’accusa di istigazione alla corruzione ai danni del già Sindaco di Cerignola Franco Metta. Il Tribunale di Foggia ha giudicato innocente Biancofiore per non aver commesso il fatto. Il giudice Mario Talani, in seguito alla decisione presa in camera di consiglio, ha dunque prosciolto in primo grado l’imprenditore edile non accogliendo la richiesta di sette anni di reclusione proposta dalla pm Miriam Lapalorcia. Sull’assoluzione, Metta non si è ancora pronunciato, ma si attendeva nella giornata di sabato 20 aprile (ieri per chi legge, n.d.r.) un commento attraverso la sua striscia informativa quotidiana sul suo profilo social. Nel frattempo, giungono le prime reazioni alla notizia. “Riponiamo la massima fiducia nell’operato della magistratura. Se Gerardo Biancofiore è stato assolto per non aver commesso il fatto, significa che così è stato. Di certo la magistratura continuerà ad indagare per appurare quanto realmente accaduto. Intanto prendiamo atto di quanto deciso dal Tribunale in prima istanza ed attendiamo le motivazioni della sentenza”. Queste le parole pronunciate a l’Attacco da Teresa Cicolella, assessora comunale alla Legalità. 

“Quanto accaduto non è stato messo in dubbio dalla decisione del Tribunale – ha detto a l’Attacco Carlo Dercole, segretario cittadino di Forza Italia – Voglio ricordare che Rocco Bonassisa ha confessato ed ha patteggiato la pena. Ciò che per noi è strano è che Biancofiore sia stato assolto nonostante lo stesso Bonassisa abbia affermato che i due fossero d’accordo sul tentativo di corruzione. Perché avrebbe dovuto coinvolgerlo senza una ragione? D’altra parte, entrambi venivano in Comune a parlare del progetto di costruzione del V lotto della discarica. È bizzarro che in una società l’uno faccia qualcosa all’insaputa dell’altro. In ogni caso, le motivazioni non sono state ancora pubblicate e le aspettiamo per capire ciò che è stato deciso”. 

Per quanto riguarda Metta, Dercole spiega di “averlo sentito. Non è felice per la sentenza ed è molto perplesso per i motivi che ho già spiegato. Inoltre, i fatti sono avvenuti nel 2016 e ed è singolare che si sia impiegato tutto questo tempo che giungere ad una sentenza di primo grado. È vero che i tempi della giustizia italiana sono molto lenti, ma le indagini non sembravano essere così complicate da giustificare una simile attesa. Le telecamere piazzate all’interno del Comune hanno persino inquadrato Bonassisa, che infatti ha confessato subito. La sentenza però è stata emessa, va rispettata e attendiamo le motivazioni”, conclude il referente cittadino di Forza Italia.

Nel dicembre 2016, l’imprenditore di Deliceto Rocco Bonassisa si recò nell’ufficio comunale dell’allora Sindaco di Cerignola Franco Metta per fargli dono di una scatola di biscotti contenenti 20 mila euro in contanti. Il motivo alla base della mazzetta era di assicurarsi il favore di Metta in vista dell’ampliamento della discarica sita in località Forcone Cafiero. L’avvocato, infatti, era anche presidente del Consorzio di Bacino Fg4. Bonassisa e Biancofiore erano partner nel progetto di finanza per la realizzazione dell’opera. Il fatto fu immediatamente denunciato da Metta al locale commissariato di Polizia. 

Il delicetano, colto dalle telecamere nell’atto del tentativo di corruzione, ha immediatamente confessato, patteggiando nel 2019 una pena di un anno, otto mesi e 26 giorni. Inoltre, all’atto della confessione, tirò in ballo il suo socio cerignolano, affermando che quest’ultimo fosse d’accordo. In seguito a quanto sostenuto da Bonassisa, Gerardo Biancofiore fu costretto a dimettersi dalla carica di presidente dell’Ance e arrestato in esecuzione di apposita ordinanza della Procura per il reato di istigazione alla corruzione, sebbene si sia subito dichiarato estraneo ai fatti. 

Contestualmente alla richiesta di sette anni di reclusione nei confronti di Biancofiore, la pm Lapalorcia ha pure richiesto lo stralcio della posizione di Pio Cianci, all’epoca dipendente dell’imprenditore cerignolano, per imputarlo di falsa testimonianza. Secondo la magistrata, Cianci avrebbe reso il falso, fornendo un alibi fasullo ad un altro dipendente di Biancofiore e dichiarando di essere in sua compagnia.

Ora si attende il ricorso dell’accusa per il secondo grado di giudizio della vicenda giudiziaria sulla quale pende il rischio di prescrizione che andrebbe a chiudere il caso. 

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