Le parole sussurrate possono fare più rumore di quelle strillate, come è successo per le dichiarazioni rese su queste colonne da Ciro del Nobile, coordinatore di Demos Manfredonia. Il gruppo politico che ispira la propria azione a quella dell’ex assessore regionale Guglielmo Minervini ha annunciato che non prenderà parte alle prossime elezioni amministrative perché “i gruppi politici e civici che si affacciano sul panorama politico locale – la spiegazione fornita a l’Attacco - non presentano al loro interno discontinuità sostanziali rispetto al passato”. Il tema della discontinuità con il passato unisce invece le dichiarazioni di tutti gli schieramenti in campo, perciò si è generata una discussione a cui gli attuali quattro candidati Sindaco hanno concorso, sollecitati da l’Attacco, in rappresentanza delle coalizioni che li sostengono. Ugo Galli premette che condivide alcune riflessioni di Demos sulla “necessità di perseguire l’etica della legalità” e “di rendere la politica un’arte nobile, come asseriva don Tonino Bello”. Il candidato Sindaco di Manfredonia 2024 afferma che la sua coalizione vuole segnare “una forte discontinuità rispetto a qualunque Amministrazione precedente”. Un taglio col passato che emerge, a detta di Galli, dalle persone che compongono le liste a suo sostegno, cioè Forza Manfredonia, Città Protagonista, Generazione Viva, Manfredonia al Centro, Fratelli d’Italia, Forza Italia e la sua civica.
“Salvo pochi casi che valgono per conferirci un po' di esperienza e capacità amministrativa - riferisce Galli -, nelle nostre liste ci sono tanti candidati che si affacciano all’agone politico per la prima volta”.
Sul fronte del centrosinistra, Domenico la Marca esordisce con una laconica risposta: “Per cambiare le cose, bisogna starci. Anche con i piedi nel fango, serve tenere la testa alta e adoperarsi”.
Il candidato Sindaco di CON Manfredonia, la Marca Sindaco, Manfredonia Civica, Molo 21, Partito Democratico e Progetto Popolare, non nasconde di essere dispiaciuto “perché Demos sarebbe stata una bella risorsa, da qualunque parte avesse deciso di stare. I partiti politici sono espressione di partecipazione, e l’impegno che stiamo mettendo è nel cercare belle persone e belle risorse della nostra città. Perciò mi auguro che possano comunque dare il loro contributo, anche con un candidato. Sarebbe segno di partecipazione e democrazia”.
“Il nostro non stare, il non votare per troppo tempo - riprende -, poi dà spazio ad altre logiche. Questo è il momento opportuno per cambiare le cose. E il cambiamento non è una cosa che si realizza con le parole ma con i fatti delle persone che si impegnano attivamente”.
Secondo la Marca, il proliferare di liste civiche “è segno della crisi dei partiti ma comunque mostra desiderio di partecipazione, che non è affatto facile vista tutta la sfiducia che si avverte diffusamente. Il vescovo Moscone disse ‘Ri-alzati, Manfredonia!’. Bisogna starci, perché le cose si cambiano da dentro”.
“A quanti sostengono che nel panorama dell’offerta elettorale delle coalizioni presenti a Manfredonia non vi sia discontinuità politica con precedenti Amministrazioni – il pensiero dell’onorevole Antonio Tasso -, mi permetto di rilevare che la proposta di ‘Manfredonia…Una sfida da vincere insieme’ - formata da AgiAMO, Antonio Tasso Sindaco, Noi Siamo Manfredonia e Sipontum -, liste che mi onorano con il loro sostegno, rappresenta quanto di più lontano ci sia da tutto quello che è l’attuale panorama di aggregazione politico/elettorale, in vista delle prossime amministrative di Manfredonia”.
“Le quattro liste civiche, con cui, per il momento, ho intrapreso questo percorso – aggiunge Tasso -, non presentano candidati e neanche sostenitori/organizzatori 'dietro le quinte' che siano stati amministratori del passato, remoto o prossimo che sia”.
E che non passi inosservato quel “per il momento”, visto che pare ormai vicino alla chiusura l’accordo con il MoVimento 5 Stelle. I pentastellati, fuori da ogni coalizione, dovrebbero sciogliere gli ultimi dubbi nella giornata odierna e convergere sul sostegno per la coalizione di Tasso.
“Il rilievo che viene mosso sulla mancanza di discontinuità – conclude l’ex deputato prima del M5S e poi del MAIE - credo proprio che sia indirizzato agli altri raggruppamenti in lizza, in competizione con noi, e non già alla nostra coalizione che evidenzia tutti gli elementi della forte volontà auspicata di cambiamento e rinnovamento”.
Come detto, il ritornello con la parola ‘cambiamento’ viene ripetuto da almeno 5 anni a questa via. Ognuno lo declina a modo proprio anche in vista delle prossime amministrative, per quanto ci sia anche chi non ha nessun desiderio di fare diversamente dal passato. Un passato recente, in realtà. Quello che ha riguardato la scorsa Amministrazione guidata da Gianni Rotice.
“Non abbiamo ragioni per creare discontinuità con la precedente esperienza amministrativa – la riflessione di Vincenzo Di Staso -, anzi: squadra che vince non si cambia. Noi abbiamo la nostra continuità che è in discontinuità con quelli che stavano in passato”.
Il candidato primo cittadino di Strada Facendo, Lega, Puglia Popolare, UdC e Chiamami per nome, si pone una domanda retorica: “Gli altri sono riusciti a smontare il ristorante (Guarda che luna, ndr)? Quello è il primo esempio di discontinuità con il passato”. E conclude, ricordando “altri esempi, come il piano approvato dalla Cosfel, l’Agenzia per la casa, il garante per i diritti dei disabili, e numerose altre azioni che hanno sempre segnato un taglio netto con quello che era stato fatto fino a quel momento”.
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