Leo di Gioia: “Comune Foggia, non si è vista tutta un’altra storia. Regionali? Non so oggi se mi ricandiderò”

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L’amministrazione Episcopo si avvia, a Foggia, verso il traguardo del primo anno di mandato. Mesi caratterizzati da un’eccessiva paralisi dell’azione di governo, da cui ci si attendeva ben altro. E’ lucida la disamina effettuata al riguardo dall’ex assessore regionale Leo di Gioia, tornato a farsi sentire con due interventi analitici sulla squilibratissima gestione di Amiu Puglia spa rispetto ai due soci, i Comuni di Foggia e Bari. L’Attacco lo ha intervistato. 

Dopo il lungo silenzio degli scorsi anni, seguito alle sue dimissioni da assessore regionale prima e consigliere comunale poi, molti pensano che i suoi interventi a mezzo social su Amiu siano parte di una strategia che la porterà ad essere candidato alle prossime elezioni regionali. E’ così?
Anzitutto voglio ringraziare gli organi di stampa che stanno dando risalto ad una doverosa battaglia di legalità in tema di rifiuti. Poi voglio chiarire che ritagliarsi uno spazio di visibilità pubblica, su temi così importanti per la nostra comunità, non necessariamente prelude ad un impegno politico. Chi ha avuto ruoli nelle istituzioni a mio avviso deve sempre difendere l’interesse del territorio che ha rappresentato anche quando quei ruoli ha voluto lasciare. 

Quindi la sua iniziativa è dettata da mero senso civico di tutela della città di Foggia nel rapporto con Bari?
Certamente. Non per rappresentare una visione lamentosa e recriminante di Foggia, ma per ristabilire delle verità storiche che narravano una vicenda diversa e per guardare al futuro con la speranza di ricevere servizi adeguati. E’ fuori discussione che Bari, nel matrimonio con Foggia sulla gestione di Amiu, abbia tratto grande beneficio ed abbia goduto di risorse che non dovevano essere indirizzate verso il capoluogo regionale.  Abbiamo contribuito al risanamento di Amiu riferito a perdite generate in periodi in cui non eravamo soci. Abbiamo oggi un servizio non allineato con i contratti, troppo costoso ed investimenti carenti rispetto a quanto paghiamo.

Cosa pensa che l’amministrazione Episcopo debba fare?
Credo che si debba uscire dal timore reverenziale verso Bari e spiegare le nostre ragioni, carte alla mano. Trovo assurdo che la politica locale stia silenziosamente declassando questo tema ad una cosa conosciuta e già denunciata. Vedo una corsa ad accreditarsi la primogenitura della denuncia piuttosto che un vero impegno per la soluzione del problema. Il Comune ha tutti gli strumenti per invertire una tendenza patologica e per ripristinare un regolare rapporto con la partecipata Amiu.

Come replica alla vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile?
Mi è dispiaciuto leggere alcune sue affermazioni ma le va riconosciuto il merito di aver dato un impulso nuovo alla gestione dei rifiuti in città. Ed è proprio per questo che nei miei accorati interventi pubblici sul tema mai è stata attaccata questa amministrazione comunale. Ciò che ci divide, invece, è il giudizio sull’esperienza Amiu nel suo complesso, che non può essere formulato con i paraocchi guardando solo al presente. Anche ipotizzando un presente roseo, e ne siamo ben lontani, il vero problema è come regolare le storture macroscopiche del passato per evitare di subirle nuovamente. L’approccio migliore non è certo quello di edulcorare i problemi, mettendo la sabbia sotto il tappeto. E’ necessaria un’operazione di trasparenza vera e non solo dichiarata a parole. Il fatto poi di aver impiegato quasi un anno per nominare le rappresentanze in cda e nel collegio sindacale non è una giustificazione ma un’aggravante, considerata l’attenzione speciale che il tema Amiu avrebbe invece meritato, svincolandolo dagli usuali riti sfiancanti della politica. Nel frattempo, forse, altre risorse sono state perdute. Veniamo ai dati. Quelli richiamati nei miei appelli su Amiu sono purtroppo esatti e nessuno di loro è stato ancora ufficialmente smentito. Su molti di essi è, anzi, calato il silenzio tombale. Non un buon segnale. E’ vero che i dipendenti sono aumentati in questo ultimo anno, ma ne mancano all’appello ancora una trentina, ovvero quelli dirottati e già spesati per la gestione dell’impianto di Passo Breccioso. Lavoratori, questi ultimi, che risultano invece regolarmente pagati dal Comune tra quei 270 citati dalla vicesindaca e destinati, tutti, a spazzare le strade. 
E’ vero, ma è stato detto anche da me, che 4 milioni di utili sono stati accantonati, ma non si può dimenticare che altri 24 milioni sono stati puntualmente distribuiti con regolari assegni staccati a favore del Comune di Bari, pur essendo stati prodotti quasi integralmente dalla commessa di Foggia. In definitiva, credo che l’approccio dell’amministrazione comunale e di Aprile sia sbagliato, oltre che paradossale.  Gli avversari non sono coloro che cercano di contribuire con pacatezza ad una analisi che andava fatta già un anno fa. In questo momento storico è Amiu che va considerato un soggetto esterno all’amministrazione e non una costola da coccolare. Un soggetto che ora va controllato e bacchettato senza più indugi, chiedendo conto dettagliato del passato. Chiudo con un esempio. Bene ha fatto questa estate l’amministrazione a comunicare alla cittadinanza l’acquisto da parte di Amiu di 7 spazzatrici di ultima generazione. Nessuno degli autorevoli esponenti dell’impresa intervistati ha però segnalato che, forse, dovevano essere 13 e disponibili già da marzo 2023, così come i 250 cassonetti intelligenti, etc. Speriamo almeno non siano stati pagati dal 2023.

La sindaca, onnipresente su Fb, non ha risposto ai suoi post su Amiu. Come mai?
In effetti la sindaca è molto attiva sui social ma non ha replicato. Forse voleva prima approfondire la questione. In ogni caso non è importante che risponda a me ma che si ponga come prima risolutrice di una questione che ha anche a mio avviso risvolti molto delicati sull’utilizzo di risorse pubbliche e sull’erogazione di un servizio primario come l’igiene pubblica.

Cosa pensa dell’amministrazione Episcopo?
Al netto della vicenda Amiu, che si deve valutare alla luce dei provvedimenti che verranno e sulla ricostruzione delle responsabilità che si dovrà fare, credo che una ventata di novità fosse necessaria e che nuovo personale politico dovesse affacciarsi al governo della cosa pubblica. Un vero giudizio, comunque, lo si potrà dare solo all’esito delle scelte di programmazione che verranno formulate. Ad oggi apprezzo la buona volontà di molti assessori ma registro tanta inesperienza in ruoli chiave. Troppi atti amministrativi poco solidi e troppi errori negli atti deliberativi sul personale. Non si intuisce quanto poi sia in corso un reale controllo sulle partecipate con strumenti che consentano il cosiddetto controllo analogo. 

Che giudizio dà rispetto alla Sindaca?
Conosco Maria Aida da quando eravamo assieme in commissione di esami universitari con il caro professor Meccariello. E’ forte e tenace, ma credo dovrebbe rasserenare i suoi rapporti con il personale politico senza interpretare il ruolo di Sindaca in modo muscolare. Si possono imporre legalità e buon governo senza necessariamente lacerare i rapporti con gli eletti e con i partiti. Ovviamente questo è il giudizio sul racconto che viene riferito dagli addetti ai lavori. Potrebbe esserci altro che sfugge. Sulla questione amministrativa non vedo ancora un cambio di passo in materie vitali per la sopravvivenza della nostra città, così come mi pare rimanga il grande problema della incapacità di attingere a risorse esterne tramite una partecipazione a bandi europei o di altra natura.

C'è stato immobilismo finora da parte dell'amministrazione comunale? La stessa maggioranza ha ammesso di aver fatto poco, come nella recente Festa de l’Unità foggiana.
Sì, effettivamente il commento prevalente sull’operato ad oggi dell’amministrazione è condivisibile. Non si è vista finora un’attività di programmazione ed individuazione delle strategie che fosse all’altezza delle aspettative create, ovvero quelle di “tutta un’altra storia”. Il vero problema resta anche il raccordo con la macchina amministrativa, dove mi pare che tanti siano stati gli scivoloni dell’organo politico. 

Tornerà a fare politica attivamente?
Ciascuno di noi, interpretando in maniera attiva la propria cittadinanza, svolge un ruolo politico. Ed in questo credo di non essere diverso da altri. La vera domanda forse sarebbe se ho intenzione di candidarmi ancora per qualche ruolo istituzionale. E devo dire che a questo so rispondere meno. Credo ci vorrà del tempo e dovranno rinascere entusiasmo e motivazioni. Essere coerenti con i propri valori, cercando di fare sempre la cosa giusta, in politica non paga. Conviene di più stare allineati all’interno di grandi contenitori al riparo dalle critiche e da contestazioni, con i propri tifosi in curva che ti acclamano. Sarò un idealista ma ad oggi l’unica cosa che mi appassiona è difendere gli interessi di Foggia. Per il resto ci sarà tempo e modo. 

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