Veleni e rancori covano da tempo nel campo largo di Maria Aida Episcopo a Foggia. Ultimi in ordine di tempo quelli che hanno portato buona parte della sua maggioranza ad assentarsi durante la prima delle due sedute di Consiglio comunale della settimana scorsa. Stando a quanto fuoriesce dalle prime indiscrezioni, i due socialisti Mino Di Chiara e Stefania Rignanese sarebbero pronti a dare forfait anche alla prossima convocazione. Da mesi è costante il loro pressing per avere un assessorato, utile in campagna elettorale alle prossime elezioni regionali. Mentre Pasquale Cataneo di Italia del Meridione potrebbe addirittura lasciare la maggioranza. “Si tratta di semplice dialettica politica. Chi stava male ha mandato la giustifica. Siamo tutti quanti in serenissimi rapporti”. Con queste parole la Sindaca ha tentato vanamente di smorzare i toni e di smentire le fibrillazioni interne. Ma è stata lei stessa, poi, nella riunione di maggioranza, a tuonare contro i suoi. “Se come Sindaca non vi sto bene, me ne vado”, avrebbe detto. Parole che confermerebbero il clima tutt’altro che sereno nel campo largo e il netto scollamento tra i consiglieri, che si sentirebbero inascoltati e poco coinvolti dalla giunta nelle decisioni.
Nervosismo che si è palesato in tutta la sua veemenza durante la seduta del giorno successivo, quando la prima cittadina ha sbottato contro il consigliere di opposizione Antonio de Sabato. “Nelle coalizioni così larghe può capitare che qualche forza politica non si ritenga adeguatamente rappresentata in base a quella che è la sua posizione nella squadra di governo”, ha sottolineato Italo Pontone del Partito Democratico a l’Attacco - uno dei grandi assenti in Consiglio -, ammettendo, dunque, almeno parzialmente, dei malumori esistenti in coalizione. “Ma sono cose risapute, che accadono da sempre. Non è mica la prima volta”, ha tentato di tagliare corto. “Il Pd, però, è il perno di questa amministrazione. Come partito non abbiamo avuto nessun tipo di problema. A volte abbiamo chiesto maggiori delucidazioni su diverse iniziative, ma solo per confermare un rapporto di stretta collaborazione con la giunta”, ha proseguito.
“Il problema non ha riguardato il Pd nello specifico, ma alcuni consiglieri comunali che, a mio avviso giustamente, chiedono alla giunta di essere presi maggiormente in considerazione nelle valutazioni, e di conseguenza anche nelle decisioni”, ha confermato. “Fino a questo momento, tuttavia, nulla che non si possa risolvere. Certo, siamo ancora al primo anno di fidanzamento. Dobbiamo vedere nei prossimi anni che succede. Ma credo che la cosa si possa risolvere senza nessuno scossone”, ha chiosato il consigliere.
“Personalmente, mi sono assentato per problemi di salute. Tant’è vero che ho anche presentato regolare certificato”, ha spiegato invece il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Dal Maso a l’Attacco. “Il problema è piuttosto del Pd che nostro. Erano loro i veri assenti. Al limite i socialisti. Come M5S non abbiamo grandi problemi. Poi, se qualcuno vuole dare una lettura politica alla mia assenza, si sbaglia”, ha concluso. Più approfondita la disamina di Cataneo, che da tempo lamenta la poca considerazione da parte di Episcopo e della sua giunta. “Ho chiesto una verifica politica. Io voglio sapere dalla Sindaca, e l’ho detto in maniera molto chiara già qualche mese fa, qual è il ruolo di Italia del Meridione in questa maggioranza”, ha raccontato.
“Ci ha risposto che entro dicembre ci avrebbe dato delle garanzie. Adesso siamo quasi alla fine del mese e dell’anno e stiamo ancora aspettando. Ovviamente, se non dovesse esserci questa verifica, agiremo di conseguenza”, ha continuato il consigliere. “Innanzitutto, non ci stiamo trovando con la giunta dal punto di vista dell’attività politica. Noi abbiamo offerto un importante contributo elettorale, senza avere alle spalle nessun maggiorente di qualsiasi tipo. Il 2,65%, raggiunto da una lista di 32 persone, che hanno dato una grossa mano al campo largo, permettendogli di passare al primo turno, è un dato di fatto. Inoltre, noi abbiamo fatto anche un discorso di natura programmatica. Stiamo portando avanti delle nostre proposte in Consiglio comunale, che sistematicamente non vengono accolte. È evidente, dunque, che la prima verifica va fatta innanzitutto su queste cose”, ha affermato.
“Se, dopo un anno, non si riesce a concludere una pratica amministrativa per spostare una locomotiva restaurata da altri, evidentemente qualche problema c’è. Questa inerzia amministrativa sta causando dei disagi alla città. Se facciamo un Consiglio monotematico sul ciclo dell’acqua, e poi a Manfredonia e a San Severo arrivano i soldi per l’affinamento delle acque reflue, e a Foggia invece non arrivano, è evidente che ci sono degli scollamenti tra gli indirizzi e le linee programmatiche di mandato e l’attività amministrativa”, ha evidenziato. “Infine, terza questione: quella dell’aeroporto. Abbiamo parlato con Anas, abbiamo fatto una delibera con tanto di mozione a luglio dove si diceva che bisognava fare alcuni passi, ma risposte a riguardo ancora non ne abbiamo avute su questo dalla giunta. Abbiamo fatto un’interpellanza circa due mesi fa, e ancora oggi non abbiamo riposte. Alla luce di tutto questo, posso dire che una verifica politica va fatta, perché dal punto di vista programmatico abbiamo delineato alcune cose e dal punto di vista operativo, gestionale e esecutivo non ci troviamo con i conti?”, ha chiesto retoricamente. “Questi sono i motivi. Oltre ai riconoscimenti che la Sindaca ha fatto prima in giunta e poi nelle partecipate come nomina politica e che ci hanno sempre visti tagliati fuori”.
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