E’ durata appena nove minuti la seduta di consiglio provinciale prevista per ieri mattina a Foggia. A sorpresa è andata in scena una vera e propria protesta degli eletti della civica emilianista CON, guidata dal coordinatore provinciale Rosario Cusmai, contro il presidente dell’ente Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste. La sfuriata ha visto protagonisti prima l’ex primo cittadino di Panni Pasquale Ciruolo (consigliere comunale a Foggia) e poi l’eletto di Rignano Garganico Giosuè Del Vecchio, mentre non si è neppure presentato in aula l’altro consigliere di CON, il lucerino Tonio De Maio, che pure è il vicepresidente di Palazzo Dogana. Ciruolo e Del Vecchio hanno contestato pubblicamente la gestione Nobiletti, accusando il presidente di aver estromesso da ogni reale funzione i consiglieri (che già contano pochissimo dopo la riforma delle Province targata Delrio). Quando si stava per approvare il bilancio di previsione 2025-2027 di cui si era discusso anche nell’assemblea dei sindaci, Ciruolo si è alzato: “Ho fatto il sindaco per 15 anni, poi sono stato eletto in Comune a Foggia e in consiglio provinciale. Devo esprimere una lamentela: non riesco a svolgere oggi il compito assegnatomi dai cittadini. Richiedevo una condivisione in una precedente seduta consiliare. Oggi domando pure quale sia la strategia politico-amministrativa di questa amministrazione, perché io non ne ho contezza. Vorrei sapere quale sia il ruolo dei consiglieri delegati nella partecipazione alle decisioni assunte per il territorio. Dopo la riunione dell’assemblea dei sindaci ho ricevuto telefonate da primi cittadini mortificati, perché si sono sentiti dire di fare riferimento al capo di gabinetto. Penso sia una cosa inaccettabile questa, i consiglieri devono avere una figura forte. Mi rifaccio anche alle decisioni che si vanno a prendere, rispetto a certi affidamenti”.
Ciruolo ha fatto l’esempio ultimo della decisione della Provincia di aderire e supportare il progetto de l’Attacco e di Unifg “Fughe e declino demografico. La provincia di Foggia da oggi al 2070”, che porterà il tema di più grande attualità di questa fase storica in tutti i 61 comuni di Capitanata e che nel convegno di presentazione di una settimana ha registrato un grande successo e apprezzamenti unanimi.
“Non mettiamo voce sul piano triennale dei lavori pubblici, né sul bilancio di previsione dove i consiglieri potrebbero intervenire conoscendo il territorio. Da un anno e mezzo in Provincia sto facendo il cameriere, non il politico. Lascio i lavori dell’aula, se il presidente vuole una discussione seria sulle azioni da intraprendere sono a completa disposizione”, ha continuato Ciruolo. “Sono stato eletto dal popolo e per il popolo, dovrei lavorare a prescindere da accordi o non accordi. Il cameriere non lo faccio”, ha detto poi Ciruolo a l’Attacco. Stessa lagnanza da parte di Del Vecchio, delegato alla viabilità, che ha invitato l’ente a dare risposte sulle criticità dell’incrocio della strada statale 272 con la provinciale 27. “Siamo finiti sui giornali e sulle tv per tale problema”, ha detto. “Noi siamo qui per amministrare, non per rappresentare l’ente in qualche occasione. Siamo andati ieri a Bari per il patto di coesione: non è possibile che, da delegato, io sia venuto a sapere le cose dalla Regione e non dalla Provincia”.
Al termine dei rispettivi interventi, i due emilianisti hanno abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale e costringendo all’interruzione della seduta. Un’aula che era già scarsamente popolata: gli eletti del Pd, dopo la clamorosa guerra scoppiata tra Nobiletti e il dominus dem Raffaele Piemontese, non si sono mai visti in consiglio comunale (fatta eccezione per il sangiovannese Giuseppe Mangiacotti, più legato a Nobiletti che alla linea del partito) si sono chiamati fuori dalle deleghe e, di fatto, dalla stessa maggioranza.
Quello che è avvenuto ieri ha lasciato stupefatto Nobiletti, il cui volto terreo e nero ha fatto chiaramente comprendere come non se lo aspettasse affatto. A seguito della rottura col Pd, sembrava che il viestano potesse almeno fare affidamento sugli alleati M5S e CON per la serena prosecuzione della propria amministrazione. Le cose, però, si stanno evolvendo in maniera diversa e quando tutta la politica guarda ai prossimi appuntamenti elettorali, che potrebbero coincidere nell’election day di primavera 2026, ovvero regionali, comunali e provinciali. Tutti hanno necessità, nei partiti e nei movimenti civici, di assicurarsi postazioni in grado di garantire visibilità e ritorni in termini di consensi.
La situazione di malessere degli emilianisti, peraltro, pare riguardare anche il consigliere contiano Mario Dal Maso, che stando ai beninformati ambirebbe ad una candidatura alle regionali. A mandare su tutte le furie gli eletti è stata in particolare una affermazione fatta da Nobiletti all’assemblea di sindaci di Capitanata: l’invito, per qualunque necessità, a rivolgersi al proprio capo di gabinetto Antonio Di Carlo.
A ottobre 2023 l’Attacco rivelò come il presidente avesse assunto due ex consiglieri comunali: il sipontino Giuseppe La Torre legato a Rosario Cusmai e l’ortese piemontesiano Di Carlo. I due arrivarono a Palazzo Dogana all’esito dell’avviso pubblico per l’assunzione di due istruttori amministrativi con contratto a tempo pieno e determinato, per l’ufficio di gabinetto del presidente della Provincia. Di Carlo è stato da allora l’ombra di Nobiletti, che non se ne separa mai. Insomma, se i consiglieri provinciali raccontano di un proprio risentimento perché “non coinvolti”, i sindaci si sarebbero sdegnati a fronte dell’invito a fare riferimento al capo di gabinetto. Nessuna dichiarazione, al momento, da parte di Nobiletti.
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