Commissione (infuocata) al Personale, Di Staso: “Nessun ostruzionismo, piuttosto siamo stati sviliti nel valore”

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In principio era (doveva essere) un Consiglio comunale monotematico sulla tecnostruttura del Comune di Manfredonia: questa era la richiesta avanzata da tutti i membri della minoranza consiliare. In una sorta di compromesso volto a garantire una migliore tempestività, il tema è stato inserito nell’ordine del giorno di un’assise che aveva da discutere anche su altri accapi. E, infine, ne è stata impedita la discussione in aula attraverso una pregiudiziale sollevata dal consigliere di maggioranza Alfredo De Luca. Da lì, sono scoppiate fragorose le proteste dell’opposizione e le dichiarazioni rese a l’Attacco dall’ex assessore al Personale Libero Palumbo, attualmente consigliere di Città Protagonista, hanno riacceso così tanto le polemiche da costringere l’intera maggioranza ad intervenire con una nota congiunta “in difesa” del presidente della I Commissione Daniele Spano e del consigliere del Partito Democratico Matteo Pacilli. In quella stessa Commissione c’è l’ex candidato Sindaco Vincenzo Di Staso che non può fare a meno di evidenziare come venga svilito il valore e il significato della stessa, dal momento che “tra tutti i provvedimenti adottati in materia di personale, non è passato nemmeno uno attraverso la relativa Commissione”. L’ultimo di numerosi esempi “è quello del Piano del fabbisogno inviato alla Cosfel senza che il presidente Spano ricevesse alcuna comunicazione in merito”. Di Staso aggiunge che “come dimostrabile dai verbali che abbiamo redatto, abbiamo audito le rappresentanze sindacali provinciale e le rsu comunali e ci hanno riferito che nemmeno loro hanno ricevuto alcuna notizia sul Piano”.

Secondo la maggioranza, la perdurante assenza di incontri da parte della I Commissione sarebbe dovuta soprattutto alle assenze di Palumbo. Una versione che Di Staso non supporta e, anzi, fa rilevare che “non facciamo nessun tipo di ostruzionismo, né blocchiamo alcun tipo di lavoro visto che non ce ne sono. A norma di regolamento, quello stesso che ha permesso la pregiudiziale in Consiglio, la convocazione deve contenere l’ordine del giorno. Invece le ultime tre ne erano del tutto prive. Di cosa avremmo dovuto discutere?”. Inoltre, il consigliere di Strada Facendo eccepisce che “serve comunque un verbale in cui si dichiari che la Commissione si è riunita e non è stato raggiunto il numero legale. Invece non è stato fatto nulla del genere”. 

L’Attacco ha potuto visionare la pec che ha ad oggetto “Convocazione 1^ Commissione” che reca la data del 10 dicembre scorso, inviata alle ore 23.26, il cui contenuto recita: “Cari colleghi consiglieri, siete convocati per giorno 11 dicembre alle ore 18 per la suddetta seduta della 1^ Commissione nella sala dei capigruppo sita nel palazzo comunale San Domenico”.

Tutta questa sensibilità verso lo stallo che si è creato nella Commissione sul Personale avrebbe sullo sfondo anche il timore di perdere qualche consigliere per strada. Secondo voci di corridoio, l’eletto di Progetto Popolare e il democratico Pacilli lamenterebbero che ci sono Commissioni che arrivano a riunirsi più giorni a settimana, mentre quella dove sono loro si distingue in negativo con riflessi altrettanto negativi sui gettoni di presenza che ricevono. Si spiegherebbe così, secondo costoro, la nota a firma di tutti i consiglieri di maggioranza per esprimere vicinanza ai due consiglieri “destinatari di dichiarazioni inopportune” da parte di Palumbo. 

Che, comunque, ha suscitato l’eloquio scritto di Spano, il quale ha affidato ad una nota la sua versione dei fatti con il filo conduttore di un primo bilancio dopo 5 mesi di Commissione.

Di Staso precisa che le Commissioni “sono pubbliche, per legge. Vi può partecipare chiunque. Allora che si convochi una con l’ordine del giorno, alla quale partecipino tutti – la sua proposta -. E magari la facciamo in diretta streaming”.

Sul merito delle assunzioni per rimpolpare la scarna tecnostruttura, il consigliere Di Staso dedica una lunga parte della chiacchierata con l’Attacco. 

“Hanno mandato il Piano del fabbisogno alla Cosfel soltanto il 9 dicembre scorso, chiedendo l’autorizzazione per il dirigente (Giuseppe Di Tullo, ndr) il cui contratto scadeva il 22 dicembre successivo. Stessa cosa per i 4 operatori di Polizia Locale, perché anche nel loro caso bisognerà prima rifare il Piano e poi chiederne l’autorizzazione. La dirigente che stava all’ufficio del giudice di pace (Silvana Salvemini, ndr) se n’è andata per disperazione, visto che non le davano gli strumenti per lavorare. Cosa grave, perché l’ufficio non potrebbe nemmeno stare aperto visto che la pianta organica disposta dal Ministero della Giustizia prevede che ci sia almeno un funzionario/dirigente, che invece ora non c’è! Serve aggiunge altro?”.

E lo aggiunge: “L’atto di indirizzo per il personale sovrannumerario, senza specificare da dove devono venire fuori quelle risorse economiche necessarie. Usciranno dagli oltre 2,8 milioni di residui attivi che vengono portati solo per alleggerire il bilancio visto che la maggior parte di questi sono crediti prescritti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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