Congresso Foggia, non c’è sintesi in FdI. A Cerignola spunta ipotesi Marino per regionali. Attesa per Mainiero

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Come a Bari anche a Foggia i meloniani rischiano seriamente di arrivare spaccati al congresso cittadino. Una decina di giorni fa nel capoluogo di regione il verdetto dell’importante appuntamento di partito ha certificato la divisione interna tra la corrente che fa capo al sottosegretario Marcello Gemmato e quella di Fabrizio Tatarella, al quale non sono bastati i voti degli ex di AN e dei fittiani. A Foggia, come anticipato su queste colonne lo scorso mese, non si riesce a trovare alcuna sintesi rispetto a Daria Cascarano, Salvatore de Martino e Mario Giampietro. Il coordinatore provinciale e consigliere regionale Giannicola De Leonardis invano ha indicato come via la ricerca di un quarto nominativo capace di ricondurre ad unità i meloniani foggiani. Tuttora la strada resta in salita, tant’è che non c’è nemmeno certezza rispetto alla data del congresso, che dovrebbe essere il 30 marzo prossimo. Come per le grandi città la convocazione spetta a Gemmato, ma tutti hanno interesse a prendere altro tempo vista la situazione e l’assenza ancor oggi di un’alternativa che superi la corsa a tre. Un anno fa, al congresso provinciale di gennaio 2024, l’accordo interno trovato con l’irruente Luigi Miccoli, per frenarne ogni proposito bellicoso, fu quello di promettergli la segreteria foggiana, anche perché allora l’avvocato foggiano esprimeva numerose tessere. Adesso per le fonti interne al partito Cascarano esprimerebbe oltre il 50% delle tessere, mentre la restante parte sarebbe divisa tra il gruppo del deputato Giandonato La Salandra (che ha lanciato l’ex consigliere comunale de Martino) e quello del giovane Giampietro. Cascarano non intende fare passi indietro, anche perché forte del sostegno di due consiglieri comunali (Amorese e Accettulli) e di diversi ex AN. “Non rinuncerà”, dicono i beninformati a l’Attacco. “L’idea della sua candidatura nacque dal compianto Paolo Agostinacchio, tant’è che oggi è sostenuta dai suoi ex assessori”. La consigliera comunale Concetta Soragnese sostiene de Martino, mentre il ritrovato Gino Fusco non rientra nel tesseramento 2024. 

Le candidature dovranno essere presentate entro il 23 marzo, se il congresso verrà effettivamente convocato per il 30 marzo.  

La Salandra intenderebbe tenere il punto su de Martino, dopo aver dovuto di fatto rinunciare al fidato Gianvito Casarella come candidato cerignolano per le regionali “per non farsi contare”. Nella città ofantina la disputa tra Casarella e l’ex sindaco Antonio Giannatempo è nota. Il medico ha peraltro la scorsa settimana visto diventare il proprio nipote (figlio della sorella) coordinatore di FdI ad Orta Nova, dove Giannatempo era il commissario uscente. 

L’ipotesi che starebbe iniziando a circolare per superare tale impasse porta all’avvocata di AIGA Francesca Marino: donna, capace e stimata, legata a La Salandra, di peso anche finanziario considerata la famiglia cui appartiene (moglie dell’imprenditore dei vini Castellano, figlia dell’ex presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Nicola Marino, nipote di Michele Marino già dirigente presso Palazzo Chigi e nel gabinetto dei ministri Tatarella e Fini). 

A San Severo è stata lei la persona indicata da De Leonardis per presiedere il congresso. “La Salandra non può lanciare candidati uomini, lo prevede l’accordo con De Leonardis. L’unica alternativa che ha è dare il proprio contributo con candidate donne”. Se tale disegno andasse in porto Marino si aggiungerebbe alla certa corsa di Rita Montrone, l’ex poliziotta foggiana moglie di Fusco.

Il nome di punta della lista degli otto candidati FdI di Capitanata (se resteranno 50 i consiglieri pugliesi) sarà ovviamente quello di De Leonardis, dietro il quale ci sarà come secondo uomo forte il sindaco di Candela ed ex presidente della Provincia Nicola Gatta. 

“Al momento non esistono ancora candidature ufficiali per il congresso cittadino di Foggia, ci sono aspirazioni. E’ chiaro che più un partito è grande più sono le aspirazioni”, commenta De Leonardis a l’Attacco. “Non parlerei di spaccatura bensì di pluralità e democrazia. Sulla stessa data dei congressi di Foggia e Cerignola, trattandosi di comuni superiori ai 50mila abitanti, deciderà Gemmato. Quello che posso dire è che esistono, legittimamente, più sensibilità. Se ci sarà la volontà di tutti di trovare un candidato unitario bene, altrimenti non sarà un problema votare tra i più candidati presenti. Piuttosto, evidenzierei che FdI è l’unico partito che sta tenendo i congressi comune per comune, a conferma del radicamento territoriale e della crescita”. 

Quanto alla disputa interna per le regionali a Cerignola De Leonardis si mostra altrettanto sereno: “A Cerignola il partito ha registrato numeri importanti nel tesseramento. Potrebbe sembrare che ci siano più candidati ma ufficialmente nessun nome è sul tavolo”. Netto rispetto alla ripartizione tra uomini e donne: “La scorsa volta il dibattito in consiglio regionale sulla legge elettorale si interruppe, intervenne il governo Conte che inserì per quella tornata la doppia preferenza di genere. Adesso sta per passare la proposta di legge bipartisan col 60% di uomini e il 40% di donne in lista e la doppia preferenza, siamo tutti d’accordo nel votarla. Non ci saranno problemi”. 

Gli ultimi rumors, infine, sono legati al consigliere comunale foggiano Giuseppe Mainiero, che da qualche tempo ha ritrovato il dialogo con l’antico amico La Salandra: secondo fonti meloniane, il deputato intende dimostrare la crescita del partito grazie al ritorno di Mainiero e alla sua candidatura alle regionali. “Il gruppo consiliare di Foggia arriverebbe a cinque eletti, che sarebbero addirittura sei in caso di dimissioni di Raffaele di Mauro e seggio in favore del nostro Salvatore de Martino”, dicono alcuni meloniani a l’Attacco. “Vedremo, per ora non ho ricevuto alcuna richiesta in tal senso. Se dovessero arrivare le valuteremo, ci sono passaggi da fare nelle sedi opportune”, si limita a dire De Leonardis.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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