Decaro troppo distratto, a vuoto i tentativi di mediazione M5S: “Siamo con Nobiletti ma va risolta l’impasse”

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Più si avvicinano le elezioni regionali del prossimo autunno e più a Foggia Pd e civici emilianisti di CON alzano il tiro contro il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti. Non paghi del durissimo affondo del mese scorso - quando colsero la palla al balzo dell’affidamento diretto all’assessora viestana e candidata in pectore alle regionali Graziamaria Starace – Raffaele Piemontese e Rosario Cusmai non vogliono ora sentire ragioni rispetto alla ulteriore permanenza di Nobiletti a Palazzo Dogana. Si spiega così la mozione di sfiducia presentata dai rispettivi eletti in consiglio provinciale, pur non esistendo tale previsione nella legge Delrio che ha reso le Province enti di secondo livello. “La crisi alla Provincia di Foggia si apre formalmente e punta a frenare una deriva che ha ripercussioni reali sulla gestione dell’ente e sui servizi ai cittadini”, dicono i sette consiglieri provinciali eletti con la maggioranza del sindaco di Vieste - Emilio Di Pumpo, Leonardo Cavalieri, Anna Rita Palmieri, Giuseppe Mangiacotti, Pasquale Ciruolo, Tonio De Maio e Giosuè Del Vecchio – che hanno firmato il documento ufficiale con cui si chiede un cambio alla guida della Provincia di Foggia. La decisione arriva dopo mesi di tensioni e di una gestione definita “chiusa e verticistica”, con scelte amministrative che, secondo i firmatari, non sono state condivise con i consiglieri provinciali e con i territori. “Una situazione che ha minato la fiducia e la stabilità istituzionale, con il rischio di rallentare interventi cruciali per le infrastrutture, la viabilità e i servizi provinciali”. Tra le criticità segnalate, la mancanza di condivisione delle scelte amministrative con la maggioranza che ha sostenuto l’elezione di Nobiletti, l’assenza di trasparenza e dialogo con il consiglio provinciale e con i Comuni, un metodo di governo accentrato che ha creato fratture e instabilità politica. La sfiducia non arriva da un solo gruppo politico, ma da forze diverse, a dimostrazione di un malessere diffuso. “Non si tratta di beghe di partito, ma di garantire un governo efficace alla Provincia.  Quando un presidente perde la fiducia di chi lo ha eletto, deve prenderne atto”. Ora la palla al consiglio provinciale, che dovrà discutere la mozione. 

Il banco di prova è imminente: l’assise provinciale è stata convocata per le ore 11.00 di domani in seduta ordinaria di prima convocazione e per le ore 13.00 di giovedì in seduta di seconda convocazione, per il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, la ratifica della deliberazione del presidente relativa alla variazione di bilancio di previsione 2025-2027 annualità 2025 adottata in via d’urgenza, la spesa relativa a lavori di somma urgenza per lo sgombero neve e spargimento materiale antiscivolo necessari a garantire le condizioni di sicurezza agli utenti in transito sulle strade provinciali nei mesi scorsi. 

Il M5S continua ad essere leale alleato di Nobiletti, ma sapendo che la situazione rende complicato andare avanti. Come si approverà il rendiconto di gestione approvato da Nobiletti lo scorso 7 marzo? 

“Per il momento come M5S manteniamo fede agli impegni assunti con l'elezione del presidente Nobiletti”, afferma a l’Attacco il contiano Mario Dal Maso. “Ma una verifica a questo punto si rende necessaria, non si può continuare a lavorare in un clima di perenne disaccordo. Vedremo in consiglio le motivazioni che Pd e CON porteranno. E’ chiaro che diventa un problema l'approvazione dello stesso bilancio. L’ente deve essere operativo, con una maggioranza che è in contrasto col presidente penso che ciò sia impossibile. E’ necessario trovare una quadra. Tecnicamente non esiste la mozione di sfiducia, il presidente è di fatto un organo monocratico. Ma comunque non si può andare avanti così, con sette consiglieri che votano contro su 12, compreso il presidente. E’ una situazione di impasse che va risolta. Noi M5S stiamo avendo interlocuzioni sia col presidente che con Pd e CON per tentare di fare da tramite nella ricucitura. Abbiamo mantenuto l'appoggio al presidente proprio perché lui stesso ha espresso l'intenzione di provare a ricucire ma si è trovato di fronte un muro di gomma. La mia sensazione è che si sia reso davvero disponibile in tal senso e che un passo lo abbia fatto”, conclude Dal Maso. 

“Quanta ipocrisia: chiedono le dimissioni, ma non si dimettono dagli incarichi ricevuti, come i Consorzi di bonifica, l'ATC caccia ed altro. La piovra”, il commento caustico dell’ex consigliere regionale Pino Lonigro (Socialismo Dauno). 

Nel M5S hanno apprezzato, dunque, che Nobiletti abbia tentato di riallacciare il dialogo con Piemontese e Cusmai, ma i due sono rimasti sordi. Come trapela sia da fonti contiane che da ambienti dem, hanno avuto gioco facile perché non c’è stata alcuna mediazione barese. Antonio Decaro, che pure in Nobiletti aveva trovato un anno fa il riferimento per la costruzione delle proprie liste civiche in Capitanata, è apparso anche in questo caso distante e distratto, senza interessarsi della guerra del duo emilianista contro il viestano. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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