E’ iniziato ufficialmente domenica scorsa, a Foggia, il cammino di avvicinamento del M5S di Capitanata alle elezioni regionali del prossimo autunno. I contiani partono dalla consapevolezza che stavolta i numeri e gli eletti sono destinati ad essere assai inferiori alla scorsa tornata. Che si vada verso un dimezzamento dell’attuale gruppo consiliare è un esito cui in tanti sono preparati e rassegnati da tempo. Molto più aleatorie e variabili altre questioni, su cui i 5S stanno ragionando dietro le quinte. Da un lato c’è l’attesa, che continua, sulla decisione di Roma – e dunque del leader nazionale Giuseppe Conte – in merito alla possibilità di derogare al divieto attuale di ricandidarsi per il terzo mandato. Non è un mistero per nessuno che la consigliera regionale uscente Rosa Barone voglia restare a Bari e che consideri un ripiego, in caso le sarà negata la ricandidatura, l’ipotesi di doversi spostare su altra competizione, ovvero le politiche. La proposta di modifica dei mandati è sotto la lente di ingrandimento dei tre del comitato di garanzia, ovvero Fico, Bottici e Raggi. “Una volta che avranno visto la proposta del presidente si metterà alla votazione degli iscritti”, dicono fonti contiane a l’Attacco. Stando alle indiscrezioni che fuoriescono dal M5S e dal consiglio nazionale, l’ex presidente del Consiglio Conte consentirà la deroga sullo stesso livello tramite micro deroghe. Dunque c’è ottimismo rispetto alla rielezione di Barone in consiglio regionale: “Conte potrebbe fare una micro delega per Barone, altrimenti lei correrà per Roma”.
L’altro dubbio che tiene sospesi i 5S riguarda il leader del centrosinistra alleato, ovvero Decaro. Nel M5S c’è il convincimento che l’ex sindaco di Bari non abbia ancora annunciato di scendere in campo come candidato presidente per altre mire, legate alla guida del Pd nazionale: “Se ci sarà il congresso Pd, Decaro vorrà sfidare Elly Schlein e quindi altro che Regione Puglia…Mentre Emiliano attende la sentenza del TAR Campania relativa a Vincenzo De Luca sul terzo mandato, prevista per metà aprile”. Intanto in Capitanata gli eletti ed iscritti al M5S cercano di capire che lista verrà fuori.
Non sono stati fatti nomi domenica scorsa. “È stato un appuntamento importante per avviare una fase d’ascolto con la base, i militanti, i tanti simpatizzanti alla vigilia di un importante appuntamento politico ed elettorale. Gli spunti e le riflessioni del dibattito danno la cifra di un Movimento che ha due punti fermi: promuovere la partecipazione democratica dal basso e stare sempre dalla parte dei cittadini”, è il commento di Mario Furore, europarlamentare e coordinatore provinciale del Movimento, al termine dell’assemblea chiamata a discutere delle prossime elezioni regionali, presieduta dall’onorevole Leonardo Donno, coordinatore del Movimento in Puglia.
Nell’incontro, moderato da Micky dè Finis (che da tempo collabora con Furore), sono intervenuti i deputati Carla Giuliano e Marco Pellegrini, la senatrice Gisella Naturale e Rosa Barone. Significativi, in vista della manifestazione contro il riarmo prevista il prossimo 5 aprile a Roma, i contributi del senatore Mario Turco e dell’onorevole Alfonso Colucci, in collegamento esterno.
“Un confronto intenso sui temi, improntato sulle questioni dello sviluppo e della crescita della Capitanata e dei suoi problemi cruciali legati all’ambiente, alle difficoltà delle aree interne soggette al fenomeno dello spopolamento, alle forme preoccupanti di degrado sociale e delle nuove povertà, ma anche alla crisi delle imprese e del lavoro e a tutto ciò che si annida dietro il consumo del suolo e nella mancata rigenerazione urbana”, spiegano i pentastellati.
“Per il Movimento di Giuseppe Conte la svolta sta nel promuovere vere azioni di sistema per interpretare il cambiamento: ma per poter incidere davvero su un versante così delicato servono programmi chiari, trasparenti e lungimiranti”.
“Il tema delle alleanze per una forza progressista e indipendente come la nostra è nodale”, ha detto Leonardo Donno. “Ma prima di ogni cosa per noi serve costruire un’idea condivisa che abbia i tratti distintivi di una modernità concreta perché la Capitanata e tutta la Puglia lo meritano. Per questo il nostro è un impegno sul piano programmatico forte e deciso, intransigente nell’arginare sul nascere ogni spinta conservatrice. Siamo pronti a farlo come e più di ieri”.
Numerosi gli interventi di militanti ed amministratori comunali: Giovanni Quarato, Giovanni Buononato, Francesco Strippoli, Nicola Salvatore, Gaetano Lorusso, Giuseppe Zullo, Stefano Santangelo, Lucia Lenoci, Matteo Capuano, Antonio Tasso, Gianluca Iaconeta, Walter Frattarolo, Gianluca Totaro, la vicesindaca di Foggia Lucia Aprile e il sindaco di San Giovanni Rotondo Filippo Barbano.
Ma proprio tra i nomi degli intervenuti si nascondono alcuni dei candidati in pectore. E’ noto da diversi mesi quello del consigliere comunale e provinciale Mario Dal Maso, capogruppo a Palazzo di città. Ma secondo fonti interne tale ambizione sarebbe coltivata anche dall’ex candidato sindaco di Foggia Quarato (attuale presidente della commissione comunale ambiente e territorio) e da Nicola Salvatore, sindacalista foggiano Cgil; in forse l’orsarese Giuseppe Zullo.
Nella riunione provinciale si è parlato di un massimo di due candidati per Foggia capoluogo, di cui un uomo ed una donna, nel caso di consiglio regionale ridotto a 40 eletti.
“Si va verso una sfida Dal Maso-Quarato”, dicono alcuni pentastellati a l’Attacco. “Se la Puglia non dovesse subire la riduzione degli eletti potremmo invece esprimere otto nomi, in quel caso per Foggia ci potrebbero essere due candidati uomini oltre alla donna. In caso contrario avremmo solo sei nomi, di cui i due per Foggia città, uno per Manfredonia, uno per Cerignola, uno per San Severo ed uno per i Monti dauni”.
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