Si è svolto mercoledì scorso, a Foggia, l’incontro tra il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti e il prefetto Paolo Giovanni Grieco, chiesto dopo che il consiglio di Palazzo Dogana ha bocciato il rendiconto di gestione. Un atto che va approvato entro il 30 aprile prossimo e che ha visto otto voti contrari contro soli quattro favorevoli per via dello sgretolamento della maggioranza del campo largo di Nobiletti, contro il quale hanno dichiarato guerra – chiedendone le dimissioni – sia i dem di Raffaele Piemontese che i civici emilianisti di Rosario Cusmai. Il nodo è tutto politico, visto che il sindaco di Vieste non ha più una maggioranza che ne approvi le proposte in aula. L’ipotesi di portare dalla propria parte altri consiglieri è ritenuta irrealizzabile da quanti sono rimasti fedeli al presidente. A Nobiletti sono rimasti soltanto i tre consiglieri della sua lista (il contiano Mario Dal Maso, Antonello Di Paola legato al calendiano Sergio Clemente, Gerardo Valentino). In tale situazione c’è davvero poco o nulla che il sindaco viestano possa fare per riavere una maggioranza e sbloccare l’impasse dell’ente. Prima della riforma Delrio, che ha trasformato le Province in enti di secondo livello con organi eletti dagli amministratori comunali, il TUEL prevedeva che il consiglio comunale o provinciale venisse sciolto in caso di mancata approvazione del bilancio o del rendiconto di gestione. Dopo la riforma, questa ipotesi di scioglimento non è più prevista per le Province.
Visto che l’assise di Palazzo Dogana ha votato contro il rendiconto di gestione le prospettive possibili erano due, secondo la tecnostruttura dell’ente: la prima è che il consiglio si riunisca nuovamente ed approvi una rimodulata proposta di delibera sull’accapo; in alternativa, l’unica altra possibilità è che il prefetto di Foggia nomini un commissario ad acta, qualora il rendiconto non venisse approvato entro la scadenza del 30 aprile fissata dal legislatore. Ma la prima opzione è considerata infruttuosa, perché l’esito non sarebbe diverso dal voto precedentemente espresso dall’assise.
Quanto alla seconda ipotesi, quando mercoledì Nobiletti si è recato dal prefetto, accompagnato dal fidato segretario generale Luigi Di Natale (che ha lo stesso ruolo di vertice della tecnostruttura pure a Vieste), lo ha fatto confidando nella nomina del commissario ad acta. Invece il prefetto Grieco ha deciso di chiedere un parere al Ministero dell’interno, che si conta possa esprimersi in breve tempo.
“Pensavano di chiedere la nomina di un commissario, che approvasse il rendiconto”, commentano alcuni addetti ai lavori, “ma il consiglio provinciale ha assolto al proprio compito. Ci sarà la paralisi, c’è un vuoto legislativo”. La situazione di crisi ed impasse a Palazzo Dogana rischia di durare a lungo: nell’attuale sistema normativo, a meno che Nobiletti non scelga di dimettersi cedendo al pressing fortissimo di Pd e CON, si prospetta che sia lui che il consiglio vadano avanti fino alle rispettive scadenze di mandato.
Una vicenda rovente in cui si registra la totale assenza di mediazione politica sia da parte del presidente della Regione Michele Emiliano (che ha lasciato Piemontese e Cusmai liberi di fare come crede) sia da parte del candidato presidente in pectore Antonio Decaro cui è legato Nobiletti (che candiderà in una delle civiche dell’ex sindaco di Bari la fedelissima assessora comunale Graziamaria Starace).
Impossibile sperare in un dialogo proficuo tra Nobiletti e i suoi nuovi oppositori, anche alla luce delle dure affermazioni fatte dal sindaco in consiglio comunale nei giorni scorsi. “Voglio tranquillizzare tutti dando alcune informazioni”, ha detto Nobiletti facendo riferimento al caso della Provincia.
“Se il consiglio chiede le dimissioni del presidente compie un atto illegittimo, perché può solo sindacare la bontà dei provvedimenti. Nell’ultima seduta i consiglieri hanno ritenuto che i provvedimenti per strade e scuole non fossero soddisfacenti. Secondo aspetto: non sono stati loro a chiedere l’intervento del prefetto, sono stato io a farlo subito dopo la seduta di consiglio provinciale. Ho chiesto al prefetto di attivare i poteri sostitutivi per l’approvazione del rendiconto di gestione. Pd e CON vogliono invece chiedere un’attività illegittima, ovvero la rimozione del presidente, che in termini di legge non si ha nemmeno se non vengono approvati bilancio o rendiconto. Dovevo questa spiegazione anche ai miei concittadini, preoccupati da quanto letto. L’ennesimo sfregio fatto alla nostra città, come ad altre realtà di Capitanata, con la lesione al diritto di avere un campetto da calcio presso l’istituto scolastico Fazzini. Dobbiamo ringraziare Piemontese, Cusmai e tutta la banda rappresentata dai loro consiglieri provinciali, che hanno votato contro. Ringraziamo queste persone per aver sottratto una struttura importante ad una scuola viestana, come in tante altre parti del territorio provinciale. Ma, al netto di quanto non potranno fare, l’azione amministrativa della Provincia subirà un rallentamento ma non sarà fermata perché troveremo il modo di far fare ugualmente gli interventi”, ha concluso Nobiletti.
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