Stallo a Palazzo Dogana da mesi, sospesa sentenza TAR: impossibile fare assunzioni senza rendiconto

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Per quanto tempo ancora resterà bloccata l’attività del consiglio provinciale, da cui si attende da parecchi mesi ormai l’approvazione del rendiconto di gestione? La guerra dei consiglieri Pd e civici emilianisti al presidente Giuseppe Nobiletti ha portato ad uno stallo che nemmeno in sede giudiziaria si è riusciti finora a sbloccare. Dopo la vana richiesta al prefetto Paolo Giovanni Grieco di nominare un commissario ad Acta, Nobiletti mesi fa fece ricorso al TAR, che lo accolse (“Stante l’obbligatorietà dell’approvazione del rendiconto provinciale, sarà onere della Prefettura individuare con ogni consentita urgenza gli strumenti giuridici necessari alla eliminazione della situazione di stallo politico istituzionale venutasi a creare, anche, se del caso, applicando analogicamente l’art. 141, secondo comma, del D.lgs. n. 267/2000, da considerarsi norma generale di chiusura applicabile in via di principio a tutti gli enti locali, non essendo in alcun modo ammissibile un blocco sine die delle funzioni economico-contabili di un ente di rilievo come una Provincia”). Ora la decisione del Consiglio di Stato, massimo giudice amministrativo, sull’appello presentato dall’Ufficio Territoriale del Governo di Foggia e dal Ministero dell'Interno, contro la Provincia, per la riforma della sentenza di primo grado. “Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza del TAR di accoglimento del ricorso di primo grado, ritenuto che nelle more della decisione di merito deve essere accolta tale domanda, avuto riguardo al pregiudizio allegato dalle amministrazioni appellanti, da ritenersi prevalente – in ragione dei tratti di gravità ed irreparabilità dedotti in relazione allo stesso – sulle esigenze antagoniste delle controparti”, il Consiglio di Stato, dopo l’udienza dell’11 dicembre scorso, ha deciso con propria ordinanza di accogliere l’istanza cautelare della Prefettura e di sospendere l'esecutività della sentenza impugnata, fissando per la trattazione del merito l’udienza pubblica del 7 maggio 2026. 

Su assunzioni e capo di gabinetto i revisori: “Inefficace senza rendiconto approvato”
Se in sede di giustizia amministrativa non si comprende se e come si possa risolvere l’impasse in consiglio provinciale, a livello politico si continuano ad analizzare le ripercussioni delle elezioni regionali di novembre. Finora Nobiletti ha avuto contro il dominus Pd Raffaele Piemontese e il coordinatore provinciale della civica emilianista CON Rosario Cusmai, artefici della decisione di paralizzare l’attività consiliare fino a che il presidente non si dimetterà, cosa che il sindaco di Vieste ha sempre rifiutato di fare. Ma le urne hanno lasciato strascichi evidenti in entrambe le forze politiche del campo largo. Le più evidenti sono quelle in CON: la mancata elezione di Cusmai in Regione lo indebolisce certamente e rischia di provocare un disfacimento del gruppo, anche perché ormai Michele Emiliano è uscito di scena e ci sarà un riallineamento rispetto al neo presidente Antonio Decaro. Il gruppo consiliare (nel Comune di Foggia e nella Provincia) ha già di fatto perso un uomo: è il foggiano Antonello Di Paola, passato con Nobiletti. C’è chi scommette in questi giorni, tra quanti sono vicini al numero uno di Palazzo Dogana, che anche altri eletti di CON si avvicineranno a Nobiletti e che il solo ex sindaco di Panni Pasquale Ciruolo (consigliere comunale a Foggia) resterà alla fine fedele a Cusmai. 

Più velati ma comunque interessanti i mal di pancia interni al Pd, che si è di certo rafforzato dopo il voto di novembre ma registra anche, dietro le quinte, il malcontento di chi non ha gradito l’operazione fatta da Piemontese, che ha portato due figure finora esterne in lista – l’ex assessora viestana Rossella Falcone e la dirigente scolastica di San Giovanni Rotondo Maria Fiore in Mangiacotti – facendo eleggere la prima, mentre Fiore si è piazzata terza. 

In attesa di capire se davvero la situazione degli eletti possa cambiare in favore di Nobiletti, pesa quanto affermato dai revisori dei conti (Mario Aulenta, Cosimo Damiano Miccoli e Francesco Forleo) nel parere reso lo scorso 9 dicembre in merito alla proposta del presidente dello scorso 1 dicembre sulla modifica della sezione 3 “organizzazione e capitale umano” - sottosezione di programmazione “Piano triennale dei fabbisogni di personale” del PIAO 2025-2027 – approvato ad aprile scorso e da ultimo modificato a maggio. 

Il collegio ha reso parere favorevole nonché l’asseverazione del rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio, ma ha aggiunto: “Rimane il fatto che la modifica, rientrante nelle prerogative del presidente della Provincia, resta priva di effetti concreti fintantoché non venga approvato il rendiconto al 31.12.2024 il cui fascicolo è stato sottoposto più volte all’assise consiliare, senza esito. Rimane altresì del tutto inusuale un Piano qualsivoglia (o relativa modifica, il che è lo stesso, ai fini che interessano), che voglia conservare funzione previsiva alcuna, ma che venga proposto nello scorcio dell’ultimo mese dell’anno, sapendo altresì che fin dal successivo mese di gennaio 2026 si situa il termine di adozione del PIAO per questa annualità”. 

Insomma, finchè non sarà stato approvato il rendiconto non sarà possibile fare le assunzioni desiderate, cioè quello che gli anti Nobiletti avevano sostenuto sin dal primo momento. La modifica  del Piano delle assunzioni 2025 e 2026, adottata da Nobiletti lo scorso 12 dicembre, prevede nuove assunzioni: “In considerazione dei numerosi pensionamenti di personale inquadrato nell’area degli istruttori, che svolge attività di rilevante impatto sia esterno che interno, si ritiene necessario - al fine di assicurare la continuità operativa dei servizi dell’ente – procedere celermente: al reclutamento nell’ambito del piano assunzionale 2025, mediante concorso pubblico, di un istruttore giuridico-amministrativo, con avvio della procedura di reclutamento nell’anno in corso; al reclutamento nell’ambito del piano assunzioni 2026, mediante scorrimento di graduatoria della suddetta procedura, di un istruttore giuridico-amministrativo. Nell’ambito del piano delle assunzioni 2025, al fine di supportare il presidente nell’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo, nonché nei processi partecipativi con la cittadinanza e le istituzioni locali, si ritiene necessario procedere celermente al reclutamento del capo di gabinetto, mediante individuazione rivolta “in via primaria” al personale già dipendente dell’ente e solo “in via subordinata”, nel caso cioè in cui all’interno dell’ente non rinvengano le necessarie professionalità, all’assunzione - mediante procedura pubblica - di soggetto esterno con la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato, inquadrato nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata qualificazione CCNL del comparto Funzioni locali, con avvio della procedura di reclutamento nell’anno in corso. Il rapporto di lavoro avrà decorrenza sino al termine del mandato elettivo del presidente della Provincia. Il trattamento economico accessorio dovuto al personale individuato sarà sostituito da un unico emolumento quantificato in massimo 20.000 euro”. 

A Palazzo Dogana c’è chi scommette che Nobiletti voglia fare capo di gabinetto l’attuale braccio destro Antonio Di Carlo, ortese, assunto da lui nel 2023 per il proprio ufficio di staffa, artefice del sostegno elettorale portato ad Orta Nova in favore dell’assessora viestana Graziamaria Starace, eletta in consiglio regionale. 

“Per effetto del mancato rispetto dei termini di approvazione del rendiconto 2024 e del bilancio consolidato 2024, nonché del mancato invio dei relativi dati alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche, non si procederà alle assunzioni di personale a qualsiasi titolo fino a quando l’ente risulterà inadempiente”, precisa la delibera presidenziale. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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