A un anno di distanza dalla prima esplosione del caso Marino, la vicenda politico-amministrativa che ruota attorno al Comune di San Severo continua ad arricchirsi di nuovi elementi, confermando come le tensioni e le ombre emerse nel gennaio 2025 non rappresentassero un episodio isolato, ma l’inizio di una lunga sequenza di criticità. Oggi, a gennaio 2026, l’attenzione degli organi istituzionali e giudiziari resta alta, mentre nuove informazioni contribuiscono a delineare con maggiore precisione il ruolo esercitato, nel tempo, da alcune figure chiave dell’amministrazione Colangelo. Il primo punto di rottura risale all’inizio del 2025, quando l’assessore comunale Gigi Marino rassegnò le dimissioni in seguito a un’indagine legata a presunti affidamenti diretti, tra cui uno da 147mila euro, effettuato sotto la soglia dei 150mila euro. Affidamenti che, secondo quanto emerso allora, avrebbero riguardato soggetti legati da rapporti personali agli amministratori e che sarebbero stati oggetto di esposti e accertamenti da parte della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica. In quel contesto, il nome di Giuseppe Manzaro – geometra e figura ritenuta centrale negli equilibri politici cittadini – venne indicato come quello di un sindaco-ombra, capace di esercitare un’influenza determinante pur in assenza di incarichi formali. Nel corso del 2025, la vicenda si è ampliata, intrecciandosi con ulteriori elementi di criticità: il mancato rinnovo del Nucleo di Valutazione, le questioni relative alle presunte incompatibilità della presidente del Consiglio comunale, le diffide e i silenzi istituzionali che hanno accompagnato le richieste di chiarimento. Un quadro che ha portato, all’inizio del 2026, all’avvio di una nuova attività ispettiva da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, concentrata, tra l’altro, sulla presunta nomina di Manzaro come esperto a supporto del Sindaco, incarico del quale non risulterebbero pubblicazioni ufficiali né atti formali. È proprio su Manzaro che si concentrano anche le più recenti informazioni acquisite da l’Attacco. Secondo fonti interne all’amministrazione, dal 24 dicembre scorso – il giorno successivo alla pubblicazione del primo articolo che ne ricostruiva il ruolo informale – Manzaro avrebbe smesso di leggere i messaggi sul gruppo WhatsApp degli amministratori comunali, del quale avrebbe fatto parte pur non ricoprendo alcun ruolo istituzionale. Un comportamento che, secondo le stesse fonti, potrebbe indicare un allontanamento, una fase di attrito o una scelta strategica legata all’esposizione mediatica. Altre fonti, tuttavia, sostengono che Manzaro continuerebbe a svolgere le stesse funzioni di raccordo politico e operativo che gli vengono attribuite da tempo, seppure in modo meno visibile.
Emergono inoltre dettagli su frizioni interne alla maggioranza, in particolare tra Manzaro e alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia, in relazione al recente bando per agenti di Polizia Locale. Secondo quanto riferito, Manzaro avrebbe spinto per l’utilizzo di procedure di mobilità finalizzate all’ingresso di soggetti a lui vicini, mentre Fratelli d’Italia si sarebbe opposta, imponendo la strada del concorso pubblico.
Sempre secondo le stesse fonti, nel tempo Manzaro avrebbe modificato anche le modalità della propria azione, passando da accordi esclusivamente verbali a comunicazioni scritte, tramite messaggi, lasciando tracce più esplicite delle interlocuzioni politiche.
Sul fronte giudiziario, resta aperto il filone sugli affidamenti diretti che avevano coinvolto l’assessore Marino. In questo ambito si collocano anche le audizioni davanti alla Procura della Repubblica. Tra queste, quella dell’ex assessore Amerigo Sponcichetti, che nei giorni scorsi ha diffuso una smentita pubblica: “In procura ci vado per motivi legati alla mia professione. Non so quali iniziative stia portando avanti la procura e se ci sono delle indagini in corso. Non sono mai stato chiamato dalla Procura per questioni legate al periodo del mio assessorato. Sono sereno del mio operato e sono a disposizione della Procura per tutto quanto di mia conoscenza acquisita durante il mio mandato”.
Tuttavia, secondo nuove indiscrezioni, oltre a Sponcichetti sarebbe stato ascoltato anche il Rup del procedimento relativo all’affidamento a Umberto Calabrese, il funzionario Di Nauta, il quale avrebbe riferito agli inquirenti di aver subito pressioni per l’assegnazione dell’incarico.
Elementi che, se confermati, inserirebbero ulteriori tasselli nel quadro delle dinamiche decisionali che hanno accompagnato gli affidamenti finiti sotto la lente della magistratura. A distanza di un anno, la vicenda appare dunque tutt’altro che conclusa. Le indagini giudiziarie proseguono, le verifiche ispettive di Palazzo Chigi sono in corso e il ruolo di Giuseppe Manzaro continua a emergere come un elemento ricorrente nei racconti e nei retroscena della politica sanseverese. Un intreccio di fatti, atti e testimonianze che, dal gennaio 2025 al gennaio 2026, continua a segnare profondamente la turbolenta esperienza amministrativa guidata dalla sindaca Lidya Colangelo.
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