San Giovanni Rotondo, Fabbrica delle Idee e Casa Riformista: “Una cosa nuova per ribaltare modo di fare politica”

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Un nuovo contenitore civico che guarda al centro riformista e punta sulla partecipazione come metodo politico. A San Giovanni Rotondo prende forma “Casa Riformista”, progetto che nasce da un percorso avviato attraverso incontri pubblici aperti alla cittadinanza e che ora prova a strutturarsi in vista delle prossime sfide amministrative. Un nuovo soggetto civico, prima ancora che politico, nato nel solco tracciato dalla “Fabbrica delle Idee”, laboratorio di confronto avviato con l’obiettivo dichiarato di costruire il programma cominciando dai contributi raccolti sul territorio. A spiegare il senso dell’iniziativa è Giuseppe Miglionico, uno dei promotori, che a l’Attacco racconta come l’idea sia maturata anche alla luce delle indicazioni nazionali dell’area riformista. “Provengo da Italia Viva - spiega - ma oggi l’intenzione è quella di costruire un raccoglitore più ampio che riunisca le forze centriste. A San Giovanni Rotondo siamo partiti con un gruppo composto da ex consiglieri e personalità che nelle ultime consultazioni hanno già raccolto un consenso importante, come Pio Cisternino e Francesco Mangiacotti”. Il gruppo, almeno in questa fase, non prevede lo schierarsi rigidamente nello schema tradizionale di centrodestra e centrosinistra. “Ci collochiamo al centro - precisa Miglionico - dialogando con tutti. Prima del posizionamento politico viene la costruzione di un programma condiviso con la città”. Il percorso parte dalla convinzione che il programma non debba nascere nei tavoli ristretti della politica ma dal confronto diretto con i cittadini. Per questo è stata avviata la “Fabbrica delle Idee”, con un ciclo di incontri pubblici aperti a professionisti, associazioni, giovani e rappresentanti del territorio. Il primo appuntamento si è tenuto lo scorso 13 febbraio e, secondo gli organizzatori, ha registrato una partecipazione superiore alle attese. “C’erano circa duecento persone - racconta Miglionico - arrivate spontaneamente. Non abbiamo fatto grandi campagne: qualche manifesto, alcuni messaggi e post sui social e, soprattutto, il passaparola”.

La formula scelta punta all’ascolto più che all’approccio politico tradizionale: nessun comizio, ma interventi liberi, moderati dalla giornalista Mattea Dragano, con l’obiettivo di raccogliere proposte e trasformarle in linee programmatiche. “Noi non parliamo - sottolinea - ascoltiamo. Le istanze raccolte diventano programma.

Tra i temi emersi durante il primo incontro, il turismo visto in chiave territoriale e non più esclusivamente legato alla dimensione religiosa, la necessità di rafforzare i servizi sociali e la richiesta di nuovi spazi di aggregazione, in particolare per anziani e associazioni”.

L’idea è di creare comitati e consulte tematiche permanenti capaci di accompagnare anche un’eventuale futura esperienza amministrativa.“Vogliamo evitare il meccanismo per cui si entra in Comune e si perde il contatto con la città - spiega Miglionico, forte di una lunga esperienza in consiglio comunale -. L’ascolto deve continuare anche dopo le elezioni. Se si sbaglia, si sbaglia insieme ai cittadini”.

Sul piano operativo, le prime urgenze individuate riguardano principalmente la gestione ordinaria della città. “San Giovanni Rotondo - dice Miglionico - vive una situazione difficile, basta guardare le strade e lo stato della manutenzione urbana”.

Tra i nodi indicati anche il servizio di nettezza urbana, ritenuto da rivedere nonostante la recente gara d’appalto, e la volontà di rilanciare progetti legati alla smart city: “Un percorso - ricorda Miglionico - già avviato in passato durante una precedente esperienza amministrativa (la parentesi di Costanzo Cascavilla) ma mai completato a causa della breve durata della stessa”.

A dare una cornice più politica e ideale è Pio Cisternino che, sentito da l’Attacco, insiste sulla necessità di una rottura rispetto al passato. “Proviamo a invertire la piramide della politica - afferma -. Non più una politica che decide e cittadini che subiscono, ma una comunità che indica la strada attraverso le migliori intelligenze e i talenti della città”. Per Cisternino, il punto di partenza è un giudizio netto sulle esperienze degli ultimi decenni. “Gli ultimi vent’anni hanno sostanzialmente fallito. Serve una cosa nuova, capace di mettere al centro qualità e competenze e non i pacchetti di voto che hanno prodotto soltanto disastri”.

“Con passione, coraggio e devozione - aggiunge - vogliamo offrire un impegno diverso dal solito, lontano dalle logiche tradizionali che si muovono a destra e a sinistra senza una vera visione”.

Una lista civica vera e propria è ancora in fase di costruzione e resta aperto al dialogo con altre realtà civiche del territorio. Sul nome del candidato sindaco, per ora, nessuna decisione definitiva. “Ci sono disponibilità - ammette Miglionico - ma vogliamo condividerle con eventuali partner prima di fare scelte”.

Intanto, il calendario prevede nuovi incontri tematici già nelle prossime settimane, con la partecipazione di figure regionali e tecniche - tra cui serpeggia il nome di Antonio Tutolo - chiamate a confrontarsi su temi specifici come agricoltura, ambiente e gestione delle risorse idriche.

La nascita di Casa Riformista arriva in un momento di forte fermento politico e prova a inserirsi come proposta alternativa alle tradizionali coalizioni. Una sfida che gli stessi promotori definiscono ambiziosa ma necessaria. “Può sembrare un sogno - conclude Miglionico - ma senza immaginare qualcosa di diverso non si cambia mai nulla”.

Per ora il progetto resta un laboratorio aperto, ma la direzione sembra chiara: riportare i cittadini dentro il processo decisionale e trasformare l’ascolto in metodo politico. Non resta che capire se la spinta partecipativa riuscirà a tradursi in consenso elettorale, in un quadro cittadino dagli equilibri ancora fluidi.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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