Tentativo (abortito) di dar vita a secondo gruppo vannacciani con Mainiero: “Il generale non va sottovalutato”

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Se si votasse oggi i futuristi, come li chiama l’ex generale e attuale europarlamentare Roberto Vannacci, sarebbero il 3,4%. E’ quanto emerge, rispetto all'orientamento di voto degli italiani, dall’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7, datato 23 febbraio. Risulta che tra i partiti maggiori Fratelli d'Italia rimane stabile al 29,8%, mentre calano Partito Democratico (21,9%, -0,1%), Movimento 5 Stelle (11,5%, -0,3%) e Forza Italia (8,3%, -0,1%). In risalita Verdi e Sinistra (6,7%, +0,1%) e Lega (6,6%, +0,2%). Tra i partiti minori in risalita Azione (3,5%, +0,2%). In calo la neonata Futuro Nazionale dell’ex leghista Vannacci (3,4%, -0,2%) e Italia Viva (2,2%, -0,1%). Stabili +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,1%). Vannacci e i suoi sentono di avere un grande spazio politico da poter occupare, incrociando una sensibilità politica che oggi non si riconosce (più) nella Lega del ministro Matteo Salvini. E’ in questo contesto che domenica prossima 1° marzo, alle ore 11.00 nei locali de Laltrocinema Cicolella in via Duomo 11, a Foggia, verrà presentato ufficialmente il primo comitato costituente locale di Futuro Nazionale. Saranno presenti l’onorevole barese Rossano Sasso, socio fondatore e firmatario di Futuro Nazionale, e il foggiano, Massimo Russo, leader del Team Vannacci Federico II di Svevia e referente del comitato costituente, che invitano la cittadinanza a partecipare “per conoscere gli obiettivi, i programmi e gettare le basi per un profondo rinnovamento della politica e del centrodestra, anche a livello locale”. Nelle scorse ore Vannacci, con una conferenza stampa al Parlamento Europeo, ha annunciato il proprio ingresso nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, di cui fanno parte i tedeschi di Alternative für Deutschland (AfD), i francesi di Reconquête, i polacchi di Konfederacja Wolność i Niepodległość, i bulgari di Revival, gli ungheresi di Mi Hazánk Mozgalom, gli slovacchi di Hnutie Republika, i lituani di Tautos ir teisingumo sąjunga e i cechi di Svoboda a přímá demokracie. “Non è una scelta tattica né improvvisata. È un passaggio coerente con il percorso politico di Futuro Nazionale”, ha spiegato. “Lo statuto di ESN riflette pienamente i principi che abbiamo sempre sostenuto: un’Europa consapevole delle proprie radici greco-romane e cristiane; la difesa della cultura europea e dei popoli autoctoni; il riconoscimento delle Nazioni come soggetti sovrani; un’Europa delle nazioni e delle identità; il cristianesimo intesa come elemento di appartenenza e devozione, non come strumento politico; lo stop a un Green Deal ideologico; il rifiuto dell’immigrazione di massa con priorità alla protezione delle frontiere esterne; il no alle imposizioni dell’ideologia di genere e alla trasformazione di certe agende in strumenti di pressione culturale; la centralità della sicurezza e dell’interesse nazionale. L’ingresso in ESN consolida una posizione che ho sempre sostenuto”.

Intanto a Foggia, stando ai rumors, ci sarebbe stato un tentativo di dar vita ad un secondo gruppo riferito all’ex generale e c’è chi parla di qualche riunione cui avrebbero partecipato l’ex candidato consigliere di Nunzio Angiola Steduto, l’ex meloniano Ivan Russo e persino il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Mainiero, che dopo l’addio anni fa a Fratelli d’Italia è sempre stato civico. “Fin dalla fondazione Fratelli d'Italia si è mossa nel solco dei Partiti Identitari, Sovranisti. Il no all'euro. Insomma un partito di destra”, ha scritto Mainiero alcuni giorni fa.

“In questo solco è risalita dal 2% fino ad arrivare al 27% consacrandola al governo della Nazione. Il suo no al governo di unità nazionale muoveva da questo assunto. Draghi rappresentava una visione tecnocratica e monetaristica. Sia chiaro io ritenevo fosse necessario Draghi, il governo Conte giallo-rosso è stato il peggior esecutivo che questo paese potesse aspettarsi. Giorgia Meloni da posizione oltranzista non sostenne Draghi, e cinicamente ne approfittò incentrando su FdI l'unica opposizione. Poi una volta arrivata al governo ha cambiato pelle. Ha adottato politica economica e di bilancio di assoluta continuità con il governo Draghi, addirittura nominando lo stesso ministro, Giorgetti appunto. Altri ministri di Draghi - vedi Cingolani - sono rimasti nell'orbita di Palazzo Chigi”. 

“Oggi il generale onorevole Vannacci decide di occupare politicamente quello spazio rimasto orfano. Salvini è al governo ed è diventato mediaticamente una macchietta laddove ogni sua posizione politica viene sistematicamente smentita dal governo. In politica estera, vedi Ucraina, come in politica economica, vedi legge Fornero. Quanto vale Vannacci? Chi dice 3%, chi 5%. Non lo so. Quello che so è che nel 2013, poco più di 10 anni fa, da quella posizione politica Giorgia Meloni partì con il 2% (a Foggia ci misi mano io, con oltre il 4% alle europee del 2014). Quindi, se il buongiorno si vede dal mattino, io non sottovaluterei il generale Vannacci. Ha dimostrato di saper toccare le corde giuste e non è uno sprovveduto. È diventato generale sul campo, e lo stesso dicasi in politica, eletto con mezzo milioni di preferenze. Per il resto l'elettore di destra non è disciplinato e non ha l'anello al naso come quello di sinistra. Personalmente ho apprezzato la scelta dell'onorevole Vannacci: se un partito fa esattamente il contrario delle cose che dice, e che ha promesso di fare, e non le ha fatte, chi tradisce è il partito e non chi continua a combattere altrove per quelle idee. Insomma per fortuna qualcosa si muove”. 

Stando ai beninformati, Mainiero avrebbe preso parte ad alcuni incontri di aspiranti vannacciani prima di mollare il tavolo e c’è chi ritiene sia dipeso dal ruolo di consigliere comunale di lunga esperienza, nonché di candidato sindaco per due volte, che avrebbe voluto spendere per rivendicare un peso maggiore rispetto agli altri (compreso Massimo Russo). 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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