Forza Italia, resa dei conti: leadership in discussione e caccia a una nuova identità nazionale e regionale

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il risultato del referendum sulla giustizia non è stato soltanto un passaggio politico fallito, ma il detonatore di una crisi più profonda che attraversa Forza Italia. Un partito che, dalla scomparsa del suo fondatore Silvio Berlusconi, appare sempre più fragile, diviso e alla ricerca di una nuova direzione. I numeri raccontano meglio di qualsiasi analisi il declino: dal picco del 29% nel 2001 all’8,1% delle politiche del 2022. Una contrazione costante che oggi si traduce in tensioni interne, accuse reciproche e una leadership sempre più contestata. L’ultimo ad intervenire sulla vicenda Luigi Vitali, storico esponente azzurro e già parlamentare, che in un’intervista senza filtri a l’Attacco, traccia una diagnosi severa ma lucida dello stato del partito. La riforma della giustizia rappresentava molto più di un semplice appuntamento elettorale: era una promessa politica e simbolica legata direttamente all’eredità di Berlusconi. Proprio per questo, il risultato negativo ha amplificato le fratture interne. “Non era una riforma qualsiasi – sottolinea Vitali – ma una battaglia identitaria. E invece il partito si è presentato diviso, con chi ha lavorato “pancia a terra” e chi, invece, si è sottratto”. Il riferimento è anche al caso pugliese e alle polemiche che hanno coinvolto il coordinatore regionale Mauro D’Attis, accusato da più parti – tra cui Francesca Pascale, ex compagna del presidente Berlusconi – di aver ostacolato iniziative a favore del Sì. Le tensioni sono esplose a livello nazionale con le dimissioni del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, uomo vicino al segretario Antonio Tajani, a seguito di una sfiducia firmata da 14 senatori, tra cui il viceministro alla Giustizia l’avv. barese Francesco Paolo Sisto. Un segnale politico chiaro: la leadership di Tajani non è più intoccabile. Secondo Vitali, “oggi Forza Italia è spaccata e vive una fibrillazione evidente. C’è anche il malumore della famiglia Berlusconi, che ha sempre sostenuto il partito anche economicamente e ora pretende risultati e crescita”. Nel mirino dell’ex senatore c’è proprio Tajani, accusato di aver gestito il partito con logiche poco meritocratiche. Le critiche si estendono anche alla classe dirigente territoriale: dalla difficoltà di eleggere rappresentanti a Bari e Brindisi – città di riferimento rispettivamente di Sisto e D’Attis – fino alle performance deludenti che hanno consentito al centrosinistra di guadagnare terreno. 

Guardando ai futuri congressi nazionali e regionali, annunciati per i prossimi mesi, Vitali usa parole durissime: “Così come sono concepiti, sono congressi farlocchi. Il risultato è già scritto: il voto ponderato annulla il peso degli iscritti, che servono solo a lavare la coscienza di chi vuole nascondere i propri insuccessi”. Un’accusa pesante, che mette in discussione la stessa legittimità dei futuri assetti del partito. La Puglia rappresenta un caso emblematico. Qui, secondo Vitali, Forza Italia ha perso circa 12 punti percentuali negli ultimi anni, contribuendo a rafforzare un ciclo politico favorevole al centrosinistra.

Le responsabilità, secondo l’ex coordinatore regionale, sono diffuse: debolezza organizzativa, scarso radicamento territoriale e una selezione della classe dirigente non sempre adeguata. Certo è che il partito pugliese può contare ancora su figure di alto profilo sociale oltre che politico, il riferimento è a Luigi Lobuono, definito “uomo naturale”  dopo aver affrontato una sfida difficile contro la corazzata di Antonio Decaro, ma anche l’avv. tarantino Massimiliano Di Cuia, al giovane imprenditore salentino Paride Mazzotta, cosi come all’avvocato penalista barese oggi deputato Davide Bellomo, ritenuto affidabile e pronto a rivestire cariche importanti anche nella sua regione. 

Al via dunque ufficialmente al totonomi e se nel perimetro nazionale, sono quelli dell’onorevole Giorgio Mulè e del presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto i più quotati, negli ambienti politici locali le voci seppur sommesse, quasi a filo di fiato, hanno più il valore di proposte, da Lobuono a Bellomo e persino dell’onorevole Guido Viceconte, definito uomo tutt’oggi di riferimento del popolo azzurro, per competenza, spirito di sacrificio e lealtà incondizionata. 

Tra i nuovi ingressi istituzionali spunta anche il nome di Marcello Lanotte, consigliere regionale e presidente del Consiglio comunale di Barletta. Non manca uno sguardo alla società civile e al mondo dell’imprenditoria, con profili come l’imprenditrice altamurana Lucia Forte e l’imprenditore barese Antonio Perruggini, simboli di un possibile rinnovamento fuori dagli schemi tradizionali. 

Un segnale di apertura arriva anche dal mondo giovanile, con figure come Francesco Mancini, di Pietramontecorvino, coordinatore regionale degli studenti per la libertà. Giovane universitario pugliese, rappresenta una generazione che chiede maggiore spazio, meritocrazia e partecipazione reale nei processi decisionali del partito, maturando il proprio impegno tra università e associazionismo. 

Intanto, il confronto interno è destinato ad entrare nel vivo già nei prossimi giorni: a partire dalla prossima settimana, il partito si riunirà a Roma per discutere del futuro degli azzurri, tra ipotesi di riorganizzazione, nuovi equilibri e possibili cambi al vertice.

La ricetta indicata da più parti e imposta dalla famiglia Berlusconi è chiara: superare le divisioni attraverso una fase di transizione condivisa. “La strada maestra è una transizione concordata che riporti il partito al merito e lo faccia tornare almeno sopra il 20%”.

Con le politiche del 2027 all’orizzonte e le amministrative già nel mirino, il tempo per intervenire è limitato. Forza Italia si trova davanti a un bivio: continuare lungo una traiettoria di declino o avviare una rifondazione profonda. Il “terremoto” post referendum ha scoperchiato tutte le fragilità. La partita è aperta. E questa volta, più che mai, decisiva.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet