Comune di Foggia, muro contro muro tra Sindaca Episcopo e M5S: “St…za e irriconoscente nei nostri confronti”

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Il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni attorno alla dirigente dei Servizi sociali del Comune di Foggia Sara Croce e all’ipotesi, sollecitata dai partiti di maggioranza e prima accettata e poi rigettata dalla Sindaca Marida Episcopo, di una sua possibile rotazione finalizzata a sciogliere almeno uno dei nodi della crisi del campo largo progressista che governa Palazzo di Città continua a produrre effetti non solo sul piano amministrativo ma anche su quello politico. Nelle ultime ore sulla questione è intervenuto Micky De Finis, giornalista e vicesegretario nazionale Direl/Direts, nonché figura di rilievo all’interno del M5S di Capitanata, con un comunicato che prende posizione al riguardo. “Rimuovere un dirigente vincitore di un concorso specifico invocando il principio della rotazione prima che sia trascorso il termine di cinque anni di permanenza funzionale nel settore palesa un’operazione che contrasta i canoni della corretta amministrazione, oltre a determinare la violazione delle normative contrattuali non derogabili”, scrive. “Se poi il dirigente in questione riveste un ruolo sindacale, l’iniziativa assume in tutta evidenza profili di illegittimità che non possono passare inosservati innanzi al Giudice del lavoro, prefigurando una chiara azione discriminatoria, ingiustificata e di profilo ritorsivo. Mi pare che questo sia il contesto che serve rappresentare per osservare una corretta informazione tenuta a raccontare le cose come sono e che ad oggi riguardano la dirigente del Comune di Foggia, la dottoressa Serafina Croce, il cui impegno professionale al servizio dell’Ente è lineare e proficuo, come gli stessi organi deputati in via del tutto autonoma a valutarne la performance hanno decretato. Appare quindi suggestivo parlare di inamovibilità se questa è la condizione che la norma detta. La congruenza di queste ragioni suggerirebbe di mettere al riparo gli aspetti professionali della dottoressa Croce da quelli più squisitamente politici nei quali la dirigente non può e non deve entrare, perché è ovvio che le funzioni da lei esercitate sono previste da espressa previsione normativa. Eventuali problemi di incompatibilità interpersonali esorbitano i compiti e le ragioni del sindacato chiamato a tutelare il lavoratore nel rispetto delle leggi. Spetta alla politica ristabilire le migliori condizioni operative tra organi di governo e tecnostruttura di vertice, che auspicabilmente andrebbero trattenute nel più corretto equilibrio, tenuto conto che il nesso intercorrente sui diversi piani non scorre più, come nel passato remoto, su meri criteri gerarchici ma si fonda su un rapporto di direzione che lega la dirigenza al responsabile legale dell’Ente che è il Sindaco. Questo sì che è un concetto inamovibile”. Le parole di De Finis arrivano mentre il M5S ha riunito nei giorni scorsi il proprio gruppo territoriale cittadino per fare il punto sia sul rinnovo del Consiglio provinciale sia sulla verifica amministrativa in corso a Palazzo di Città.

“È stata una riunione importante per condividere l’azione portata avanti dai nostri rappresentanti nelle istituzioni in vista del rinnovo del Consiglio provinciale e della definizione della verifica in corso al Comune di Foggia. Il contributo della base è fondamentale nel nostro percorso che è mirato a rispondere al bene comune con i valori di sempre”. Così il responsabile del gruppo territoriale di Foggia del M5S, Nicola Salvatore, al termine della riunione svoltasi sabato e che ha fatto registrare un’intensa partecipazione. 

All’incontro è intervenuto anche il coordinatore provinciale del Movimento, l’europarlamentare Mario Furore. “La nostra scelta di stare nel campo largo nell’ormai prossimo test chiamato a ricomporre il Consiglio provinciale risponde alla stessa logica di coerenza che ha dato i suoi frutti nella recente esperienza elettorale regionale”, ha detto Furore. “Una posizione che abbiamo assunto con molta linearità anche verso quelle forze civiche che si riconoscono nell’area progressista cui va il nostro pieno rispetto”. 

Quanto alla verifica in corso al Comune di Foggia, Furore ha aggiunto: “Noi restiamo in attesa fiduciosa, assieme alle altre componenti politiche, della chiusura di un percorso in cui abbiamo posto con chiarezza alcune questioni di metodo per le quali sono state prospettate soluzioni migliorative. Fondamentale è il rispetto di tutte le forze concorrenti al progetto politico per la città di Foggia, un obiettivo raggiungibile attraverso la migliore mediazione, fattore indispensabile per superare criticità anche comprensibili ma che non possono in nessun caso frenare un cammino che, al contrario, è necessario riprendere subito e di buona lena per continuare a dare risposte alla comunità, a cominciare dai grandi temi”. 

Dietro la linea ufficiale del comunicato, tuttavia, la riunione avrebbe fatto emergere un clima molto più critico all’interno della base del Movimento. Secondo fonti presenti all’incontro, nel dibattito sarebbe affiorata una diffusa delusione nei confronti dell’operato della Sindaca Episcopo. 

In diversi interventi sarebbe stato ricordato come nel 2023 proprio il M5S abbia indicato Episcopo come candidata alla guida della città, sottolineando quella che alcuni attivisti hanno definito una forma di ingratitudine politica nei confronti dei cinquestelle. Sempre secondo le stesse fonti, tra gli interventi sarebbe stata evidenziata anche una percezione di disparità nei rapporti all’interno della maggioranza. La Sindaca, è la valutazione emersa nella riunione, alzerebbe i toni soprattutto con il M5S, mentre manterrebbe un atteggiamento diverso nei confronti del Pd. 

Nel confronto interno sarebbe riemerso anche il nodo del rapporto tra Episcopo e l’assessora ai Servizi sociali Simona Mendolicchio, centrale nella comprensione del caso riguardante Sara Croce. Secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alla riunione, la Sindaca – in linea con la propria esperienza di dirigente scolastica – considererebbe Mendolicchio una figura poco incline ad accettare indicazioni dall’alto. Una insubordinata, insomma. 

Nello stesso dibattito sarebbe stato inoltre espresso un consenso piuttosto diffuso rispetto alle ricostruzioni pubblicate nei giorni scorsi da l’Attacco sulla gestione dei Servizi sociali e sul ruolo della dirigente Croce. Tra gli attivisti presenti sarebbe circolata anche una battuta significativa sulla fase attuale: “Magicamente Sara Croce sta diventando operativa, anche se ha preteso una nota di difesa dal sindacato”, con un riferimento diretto proprio all’intervento pubblico firmato da De Finis. 

Sempre secondo le fonti presenti alla riunione, all’interno del Movimento starebbe maturando una posizione molto netta. Il M5S non sarebbe disposto ad accettare quello che viene percepito come un aut aut politico da parte della Sindaca, cioè il mantenimento della dirigente Croce al fine della testa politica dell’assessora Mendolicchio. Il risultato è un muro contro muro che, nelle ultime settimane, avrebbe irrigidito ulteriormente i rapporti tra la Sindaca e il M5S. Una situazione che, se non dovesse trovare una mediazione a stretto giro nella verifica in corso, rischierebbe di avere ripercussioni sugli equilibri complessivi e già precari della maggioranza, tanto che negli ambienti politici cittadini si inizia a parlare apertamente della possibilità che la stessa Episcopo possa trovarsi esposta al rischio di una sfiducia qualora la frattura con le forze che la sostengono dovesse allargarsi ulteriormente. 

In questa chiave viene letto anche l’intervento di De Finis, che pur difendendo sul piano tecnico e normativo la posizione della dirigente Croce finisce per indicare nella politica – e quindi nella Sindaca – il livello chiamato a ristabilire le condizioni operative tra organi di governo e macchina amministrativa. Un passaggio che conferma come il caso dei Servizi sociali si stia progressivamente trasformando in uno dei nodi più sensibili della fase politica che attraversa Palazzo di Città. Perché, al di là delle questioni amministrative, il confronto ormai riguarda direttamente gli equilibri della maggioranza e la capacità dell’amministrazione – segnatamente di Episcopo – di mantenere una linea condivisa nella gestione dei settori più delicati della macchina comunale. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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