Da qualche mese a questa via, sotto traccia, a Manfredonia si sta ricomponendo un’area politica che non si riconosce nell’attuale Amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Domenico la Marca e, piuttosto, guarda con crescente interesse alla possibilità di costruire un’alternativa credibile. In prospettiva delle prossime amministrative, ma anche con più breve respiro. A confermarlo è Giovanni Caratù, figura storica del civismo sipontino e già impegnato in passato in prima persona. Oggi è tornato nuovamente attivo, seppure con discrezione, nella tessitura di un progetto che coinvolge il Movimento 5 Stelle, insieme ai civici di Sipontum e AgiAMO, oltre ad alcuni non meglio specificati simpatizzanti del Partito Democratico. Caratù racconta a l’Attacco che il lavoro “è iniziato circa 6-7 mesi fa, insieme a Raffaele Fatone”, che è anch’egli una figura molto conosciuta in città. Già consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, è stato anche candidato Sindaco per quanto non raggiunse il turno del ballottaggio. Attualmente ricopre l’incarico di presidente del Rotary Club di Manfredonia. “Stiamo rimettendo su un po’ quello che avevamo fatto 7-8 anni fa”, spiega Caratù ricordando il precedente tentativo di costruire un’area civica larga. Questa volta, però, il perimetro è più definito dal momento che aggiunge “può fungere in preparazione di una candidatura di Raffaele a Sindaco, che dovrebbe comunque essere condivisa con un ampio gruppo”. Fatone, che negli anni ha mantenuto un profilo istituzionale e associativo molto attivo, viene descritto da Caratù come “il nostro candidato ideale e di punta”. Non una scelta calata dall’alto, ma piuttosto il frutto di un percorso che coinvolge più soggetti. “Abbiamo fatto già alcune riunioni e, man mano, ci sono sempre personaggi nuovi, gruppi nuovi, anche pezzi di partiti”.
Il precedente riferimento al MoVimento 5 Stelle non è generico, piuttosto Caratù chiarisce che si riferisce “a Gianluca Totaro e a tutto il gruppo comunale e provinciale”. Proprio al consigliere pentastellato d’opposizione, riconosce che “è particolarmente attivo nel settore della sanità e presiede l’apposita Commissione comunale. E’ una persona che si preoccupa che questa città abbia servizi migliori, anche negli altri ambiti”.
Il gruppo cinquestelle coinvolto nel progetto comprende “almeno 7-8 persone del gruppo territoriale”, a voler significare un interesse politico più ampio rispetto al solo consigliere comunale.
Accanto a loro, Caratù cita esplicitamente Antonio Tasso, consigliere comunale e leader della lista civica Sipontum. Tasso è noto per le sue battaglie sulle partecipate comunali, in particolare sul caso ASE e sulla gestione dei servizi pubblici, spesso in tandem con Massimiliano Ritucci, consigliere di AgiAMO.
Pur non nominandolo direttamente nella conversazione, Caratù lascia intendere che anche Ritucci sia parte del perimetro politico in costruzione. Tasso e Ritucci, negli ultimi anni, hanno rappresentato una delle opposizioni più tecniche e documentate, soprattutto su ASE, Gestione Tributi e DUP, con interventi molto critici sulla programmazione dell’amministrazione e sulla mancanza di una strategia industriale per le partecipate.
Caratù non risparmia critiche al Partito Democratico, pur riconoscendone la storia e il ruolo. “Il PD ha commesso errori madornali”, la constatazione che motiva aggiungendo che “non ha assessori in Giunta che ricevano visibilità esterna per le deleghe loro assegnate”. A suo avviso, è stata questa debolezza a spingere alcuni simpatizzanti del PD, che chiama “persone che hanno a cuore la città ma non fanno parte dell’attuale dirigenza”, ad avvicinarsi al progetto civico in costruzione.
Il giudizio sull’attuale maggioranza è netto. Premette che non si tratta di attacchi personali, ma politici e dice che “sono persone rispettabilissime, però quando fai l’amministratore pubblico devi produrre risultati, progetti, mettere in moto meccanismi. È vero che adesso si stanno inaugurando un sacco di cose, ma sono frutto di progetti di anni fa”.
La sua percezione è di una città ferma, incapace di trattenere i giovani. “Mi piacerebbe che i miei figli un giorno ritornassero in questa città e la trovassero più accogliente. Oggi vediamo solo che se ne vanno”.
“Io amo la mia città. La vorrei vedere sotto un’altra luce”. E conclude con una frase che sintetizza il senso del suo impegno. “Non ho interessi personali. Ho interesse che la città migliori”.
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