Crisi nuovamente deflagrata dopo le provinciali, giunta disertata: "La Sindaca è un treno che va a sbattere"

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A Foggia deflagra sempre più la crisi politica a Palazzo di città. Alla sicurezza e la tranquillità ostentate negli ultimi mesi, fino alla scorsa settimana, dalla sindaca Marida Episcopo fa da contraltare quanto di clamoroso è avvenuto giovedì scorso in sala giunta, dove la seduta dell’esecutivo cittadino è stata per la prima volta disertata dagli assessori Pd e M5S.  “Stavamo aspettando che, nella riunione di oggi (ieri, ndr), la sindaca chiuda la crisi. Non aveva senso fare quella seduta di giunta, in cui ha approvato solo una cosa inutile quale la carta dei servizi”, spiegano alcune fonti a l’Attacco. Non c’erano dunque i dem Alice Amatore e Davide Emanuele, al pari delle contiane Lucia Aprile e Simona Mendolicchio. Se con quest’ultima i rapporti di Episcopo sono da tempo gelidi, o meglio le due non hanno mai trovato una vera sintonia, provoca invece stupore l’assenza della vicesindaca Aprile, che da tempo appariva palesemente rispondere alla sindaca – di cui è (era?) una fedelissima - anziché al proprio partito. Mentre l’assenza dei piddini assessori alla cultura e al bilancio conferma i rumors che, nelle ultime settimane, davano persino il sempre moderato Emanuele fortemente incavolato con la prima cittadina, che da troppo tempo è considerata responsabile di portare per le lunghe l’infinita verifica di maggioranza, senza dare le risposte attese. “Non ha capito niente…”, avrebbero detto i dem nei corridoi del municipio.

“E’ impazzita. Qui non si tratta solo dei partiti, sono i consiglieri che in primis la detestano. Vedremo oggi la ricetta che lei proporrà. Ma la sensazione è che andrà avanti come un treno, senza rendere conto a nessuno. Temo che andremo a sbattere”, trapelava invece nella mattina di ieri da altro partito del campo largo, a poche ore dalla riunione di coalizione attesa per il pomeriggio dalle ore 17.00. Che la situazione si sarebbe arroventata nuovamente una volta archiviate le elezioni provinciali di domenica scorsa non era un mistero. E difatti sin da lunedì, quando c’è stata la precedente riunione del campo largo, i beninformati assicuravano che c’era da prepararsi ai “fuochi d’artificio” per via di un innalzamento del livello di scontro tra sindaca e ampi pezzi della coalizione. 

Da mesi, ormai, Pd, M5S, decariani legati al presidente della Provincia Nobiletti e AVS sono in rotta con Episcopo, che dopo le promesse fatte al campo largo non ha finora cambiato nulla rispetto a membri dell’esecutivo (ormai poco rappresentativo dell’attuale geografia politica), ridimensionamento del fedelissimo dirigente del personale Giuseppe Marchitelli (con l’incarico di capo di gabinetto ad altra persona) rotazione dei dirigenti (con la dirigente dei servizi sociali Serafina Croce invisa all’assessora al ramo Simona Mendolicchio e dunque ai 5Stelle), direttore generale, spacchettamento delle deleghe del super assessore decariano Pino Galasso (dai risultati insoddisfacenti rispetto a lavori pubblici e urbanistica, che andrebbe ad un altro tecnico in quota Pd), spostamento dell’imputato dirigente all’ambiente Saverio Pio Longo ad altro incarico perchè imputato nel processo Amiu in corso presso il Tribunale di Foggia.

Come rivelato su queste colonne, per alcuni giorni Episcopo ha persino bloccato il numero di telefono del coordinatore provinciale ed europarlamentare M5S Mario Furore, artefice della candidatura a sindaca dell’ex provveditrice agli studi. Una scelta di cui oggi in tanti appaiono pentiti.  Non è stato però il leader nazionale Giuseppe Conte, bensì il coordinatore regionale Leonardo Donno ad essere intervenuto per riportare Episcopo a più miti consigli e farle capire che deve necessariamente interloquire e confrontarsi con Furore. Oggi, da Bari, c’è chi insinua che Episcopo faccia riferimento direttamente a Donno, alla guida del partito regionale con Turco e con l’assessore al welfare Casili, ma da Foggia replicano che è il vertice pugliese – oltre che Conte – a ribadire che rispetto alla Capitanata l’interlocutore resta il foggiano. 

“E’ falso, Mario Furore si sta occupando della verifica di maggioranza insieme a Pierpaolo d’Arienzo e Raffaele Piemontese per il Pd”, dicono fonti contiane. In questo quadro così tumultuoso si comprende bene perché il post social del consigliere comunale M5S Giovanni Quarato di pochi giorni fa, con un laconico “Game over”, sia stato interpretato come la rassegnazione in maggioranza all’idea che metter fine alla consiliatura sia il solo modo per far terminare questo estenuante stillicidio. Un braccio di ferro che rischia di protrarsi fino a metà maggio, quando è atteso in consiglio comunale il voto sul bilancio consuntivo. “Chi non lo approverà sarà considerato fuori dalla maggioranza”, ha detto Episcopo la scorsa settimana, pensando evidentemente che sia una possibilità improbabile.  Ma stando agli umori che si raccolgono dalla coalizione le intenzioni di riporre l’ascia di guerra appaiono inesistenti al momento.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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