Il progetto politico del campo largo progressista ispirato da Mario Furore sembrerebbe in crisi. Contro ogni previsione, infatti, nel fine settimana, durante una riunione, si sarebbe verificato un clamoroso battibecco tra la Sindaca Episcopo e l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle. Episcopo avrebbe intimato a Furore di controllare il proprio gruppo, mentre lei si sarebbe occupata di scegliere gli assessori. “Pensa a tenere sotto controllo i tuoi, che a scegliermi gli assessori ci penso io”, sarebbero state le testuali parole della Sindaca. A quel punto, Mario Furore, in preda alla rabbia, si sarebbe alzato e avrebbe abbandonato il tavolo. In sua difesa sarebbe intervenuto l’onorevole pentastellato Marco Pellegrini. “Non ti puoi permettere di trattare Mario in questo modo”, avrebbe detto alla Sindaca. “È stato l’unico che ti ha sostenuta dall’inizio alla fine della campagna elettorale”. Per tutta risposta, Episcopo avrebbe esclamato: “Camìn! Ma se lo sanno tutti che Mario Furore voleva candidare a Sindaco Giuseppe Mainiero. Adesso cosa intendete fare? Chiamare Giuseppe Conte?”.
A raccogliere la palla al balzo sarebbe stata Rosa Barone, che si sarebbe allontanata e avrebbe davvero chiamato Conte a telefono. Una volta messo in contatto diretto con Episcopo, il leader del Movimento avrebbe tentato invano di calmare le acque: “Aida, non esagerare. Noi siamo stati leali con te”, avrebbe detto Conte. Episcopo, intanto, avrebbe continuato a mandare messaggi con il telefono del figlio. Ma i casini, tuttavia, non finiscono qui. Dopo una serie di discussioni, infatti, si sarebbe verificato un altro episodio particolarmente increscioso. Alla proposta di alcuni presenti di fare assessore Giorgio Cislaghi, qualcuno avrebbe affermato: “Ma davvero possiamo fare assessore uno che sembra un parcheggiatore abusivo?”, mettendo naturalmente in imbarazzo tutto l’uditorio.
Nel frattempo, dopo le indiscrezioni dell’ultimo periodo, che vorrebbero il barese Giuseppe Galasso alla guida dell’assessorato ai lavori pubblici di Foggia, sarebbe arrivato il secco veto del Movimento Cinque Stelle rispetto al conferimento tecnico dell’incarico, in quanto secondo loro Galasso sarebbe a tutti gli effetti un esponente politico del Partito Democratico. A spingere per l’ipotesi Galasso, infatti, sarebbero il vicepresidente regionale foggiano Raffaele Piemontese e l’attuale primo cittadino di Bari, ormai prossimo ad una candidatura alle elezioni europee di giugno, Antonio Decaro.
Il rifiuto dei Cinque Stelle nei confronti del tecnico, tuttavia, non sarebbe ascrivibile esclusivamente al gruppo consiliare locale, ma si estenderebbe ai vari parlamentari, all’europarlamentare Mario Furore e al coordinatore regionale Leonardo Donno. Lo sfogo di quest’ultimo è sintomatico in tal senso. “Non è che possiamo piazzare in consiglio comunale tutti gli uomini che servono alla campagna elettorale di Decaro”, avrebbe affermato il coordinatore regionale. A questo, si aggiunge la disponibilità da parte del presidente Michele Emiliano, che avrebbe accordato l’opzione Galasso a patto che quest’ultimo rimanga in quota PD. Insomma, da una parte, ci sarebbe il rifiuto netto del gruppo dirigente pentastellato all’incarico tecnico di Galasso. Dall’altra, invece, Emiliano che accetterebbe l’ipotesi solo a determinate condizioni.
Ieri, tuttavia, Episcopo ha confidato alla stampa che la giunta comunale sarebbe sul punto di essere definita. In realtà, però, ci sarebbero almeno tre scogli importanti che condizionerebbero la formazione del nuovo esecutivo: il primo, come anticipato, sarebbe rappresentato dal rifiuto dell’ipotesi Galasso come tecnico, che oltre al M5S sarebbe indigesta anche al gruppo Con di Rosario Cusmai e alla lista Tempi Nuovi di Sergio Clemente.
Il secondo grande problema, invece, sarebbe rappresentato da un altro rifiuto del M5S: ovvero, quello nei confronti del nome di Lia Azzarone come presidente del consiglio comunale. Una condizione, quest’ultima, che il M5S definisce non negoziabile. Alla luce di ciò, si starebbe affacciando in maniera sempre più concreta, nelle ultime ore, l’ipotesi della giovanissima Alice Amatore, del PD, prediletta di Peppino D’Urso, che nelle dinamiche del partito rappresenta un po’ l’alter ego di Piemontese, come presidente del consiglio comunale. Il terzo ed ultimo scoglio da superare, infine, sarebbe rappresentato dal secondo assessorato di Con. Questo problema, ad ogni modo, potrebbe venire meno qualora, in sede di verifica del voto, dovesse saltare un consigliere della lista. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, l’assessore in quota Con dovrebbe essere Giulio De Santis. Per quanto riguarda l’assessore di Tempi Nuovi, invece, ci sarebbero due candidati in ballo: Frattarolo e Fasano. I nomi, in pratica, ci sarebbero tutti. Parola di Episcopo.
Nel frattempo, però, si sarebbe venuto a creare un vero e proprio doppio asse: da una parte, infatti, si sarebbe profilato uno stretto rapporto tra Cinque Stelle e Tempi Nuovi, e dall’altro un collegamento tra PD e Con. In buona sostanza, dunque, Furore starebbe giocando di sponda con Clemente, mentre Piemontese starebbe facendo altrettanto con Cusmai. Ad ogni buon conto, il solido rapporto tra l’ispiratore del campo largo progressista e la sindaca sembrerebbe essere, ormai, davvero ai minimi termini. E questo, naturalmente, peserebbe non poco sulla composizione della giunta.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).