“Le primarie non sono saltate per decisione di Giuseppe Conte, ma innanzitutto per mia scelta, condivisa dagli alleati della Convenzione per Bari 2024”. Lo spiega Michele Laforgia, avvocato penalista, candidato sindaco a Bari sostenuto dal M5S, nel corso di un’intervista rilasciata a un quotidiano nazionale. “Avrei potuto sfruttare il clamore dell’inchiesta per chiedere consenso dicendo che avevo avuto ragione a sollevare il problema dei rischi di inquinamento del voto - prosegue -. Probabilmente avremmo vinto le primarie, ma il senso di responsabilità e la prudenza devono sempre prevalere sul calcolo politico”.
Secondo Laforgia “è evidente a tutti che a Bari e in Puglia alcuni fenomeni stanno esplodendo e che la sinistra ha il dovere di fare pulizia al proprio interno. Potevamo ignorare gli arresti e andare a votare tre giorni dopo nei gazebo come se nulla fosse accaduto e stesse accadendo? Io, molto prima che ne parlasse Conte, avevo proposto al sindaco e al presidente della Regione di sospendere le primarie di comune accordo, con una dichiarazione congiunta dei due candidati. Sarebbe stato un bel segnale, di responsabilità e di unità”. In merito alla possibilità di fare un terzo nome nella corsa, trovando una sintesi con l’altro candidato Vito Leccese, Laforgia spiega: “Io spero sempre di trovare una soluzione unitaria per l’intero fronte progressista, ma se un altro nome non è stato trovato in tutti questi mesi una ragione ci sarà”.
“Dal nostro punto di vista Michele Laforgia rappresenta quella necessità di rinnovamento di una classe dirigente ormai ingessata nei giochi di potere e nella conservazione del potere stesso”, tuttavia “Italia Viva non può essere schiacciata in posizioni politiche populiste portate avanti da chi vuole strumentalizzare le battaglie sui territori per la propria voglia di fare campagna elettorale per le europee”. Lo dichiara il presidente di Italia viva in provincia di Bari, Stefano Franco, in merito all’annullamento delle primarie a Bari. “Italia Viva - ricorda Franco - è un partito da sempre in contrapposizione alla politica di Emiliano” e “rivendichiamo che su Bari siamo stati, dopo Sinistra Italiana, la prima forza politica ad appoggiare la candidatura civica di Michele Laforgia”. “Ma - annuncia - non possiamo esimerci dal dichiarare che siamo rimasti sbigottiti di fronte alla strumentalizzazione che Giuseppe Conte ha fatto sulle vicende baresi, prendendosi la scena, e togliendola agli attori principali di quella serata”.
Per questo motivo “abbiamo ufficialmente chiesto una verifica delle realtà presenti nella Convenzione per Bari 2024. E abbiamo chiesto al Movimento 5 Stelle di chiarire la propria posizione rispetto all’adesione o meno alla Convenzione per Bari 2024. Deve essere chiaro a tutti che Italia Viva non si riconosce in un Partito Democratico che ormai ha perso la sua anima riformista e che rimane in silenzio rispetto agli episodi di cronaca di questi giorni. Così come Italia Viva non può nemmeno coesistere in una coalizione dove qualcuno ha la presunzione di poter decidere per tutti, senza un confronto e un approccio democratico. E il presente valga come ultimatum”.
A corroborare la posizione dei referenti locali di Italia Viva, il senatore Enrico Borgi, capogruppo dei renziani al Senato: “Dal punto di vista politico, non c’è dubbio che quanto sta succedendo tra M5s e Pd su Bari si tratti di una operazione cinica e spregiudicata di Giuseppe Conte, che entra all’interno del Partito democratico con l’obiettivo evidente di renderlo subalterno alla propria leadership e alla sua proposta politica. Colpisce che Elly Schlein, anziché difendere il suo partito, scenda sul terreno del presidente M5s per regolare i conti al proprio interno. È una operazione di subalternità che penso il Pd pagherà”. “Ricordo che Italia Viva non ha avuto bisogno delle inchieste per tirare il proprio giudizio sul cosiddetto sistema di potere Emiliano, che ci vede all’opposizione. Ma bisogna anche stare attenti - aggiunge il presidente del Gruppo Italia Viva - a non trarre conclusioni politiche dalla lettura parziale di atti giudiziari o di stralci di intercettazioni. Ricordo i casi di Catiuscia Marini, di Mario Oliverio, del sindaco Uggetti di Lodi, tutti finiti in una bolla di sapone dopo anni di attacchi mediatici e politici. Bisogna essere garantisti fino in fondo”.
Sul piano giudiziario intanto la commissione parlamentare antimafia ha chiesto tutti gli atti riguardanti le inchieste di Bari, Torino e Palermo sulla compravendita di voti elettorali mentre tornando al quadro politico, sul fronte moderato la scelta del candidato sindaco di Bari è il piatto forte della riunione del centrodestra in programma nelle prossime ore. Alla vigilia viene dato in pole il consigliere regionale della Lega Fabio Romito, rispetto al senatore di FdI Filippo Melchiorre e al viceministro alla Giustizia di FI Francesco Paolo Sisto. L’obiettivo della maggioranza di governo è riconquistare il capoluogo pugliese.
Il nome “arriverà molto presto - ha assicurato il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli -, in questo momento quello che è importante è riuscire a cambiare anche l’etica della politica a Bari. Il centrodestra deve ancora individuare una candidatura unitaria in altre delle città al voto. In queste ore si passano in rassegna gli ultimi candidati, alla ricerca di equilibri nella coalizione, anche tenendo conto del fatto che il primo partito, FdI, punta a valorizzare alcuni dei suoi amministratori locali nelle liste per il Parlamento europeo”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).