Prende forma in IV Commissione consiliare la riforma regionale sulle locazioni turistiche, destinata a ridisegnare le regole degli affitti brevi in Puglia. Il disegno di legge, illustrato dal dirigente della Sezione Turismo Patrizio Giannone, punta a disciplinare in maniera organica un settore che oggi conta quasi 60 mila locazioni turistiche, di cui circa 45 mila attive, affidando ai Comuni nuovi strumenti per governare il fenomeno. Il provvedimento nasce con l’obiettivo di coniugare sviluppo turistico e tutela della residenzialità, consentendo ai Comuni, attraverso specifici regolamenti, di individuare aree nelle quali introdurre criteri e limiti alle locazioni turistiche, fino alla possibilità di fissare un numero massimo di immobili destinabili agli affitti brevi. Previsti anche standard qualitativi per gli immobili, requisiti di accessibilità, norme igienico-sanitarie e nuove procedure amministrative che distinguono le attività imprenditoriali da quelle occasionali. La Commissione ha deciso di approfondire il testo convocando per la prossima settimana le associazioni di categoria.

La Giunta della Regione Puglia ha proceduto al rinnovo dei componenti della Commissione Provinciale di edilizia residenziale pubblica istituita presso il Comune di Foggia, sede operativa dell’ARCA Capitanata. I componenti saranno: dott. Aldo Di Mola, Presidente della Commissione; dott. Francesco Belmonte, in rappresentanza dell’ANCI; sig.ra Margherita Silvana Capparella, in rappresentanza del SUNIA; 

"Gli incendi che negli ultimi giorni hanno colpito il Salento e la provincia di Foggia, arrivando a raggiungere la  Fortezza Svevo - Angioina di Lucera richiedono una risposta immediata da parte delle istituzioni. La Regione Puglia in un anno ha investito 70 milioni di euro nella Protezione Civile e oltre 2 milioni 760mila euro sono stati impiegati nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi nelle cinque aree interne regionali: Monti Dauni, Gargano, Alta Murgia, Sud Salento e Alto Salento; 2 milioni di euro sono stati destinati ai Comuni per l’adozione di tecnologie per il controllo e la mitigazione del rischio incendio e per il miglioramento delle aree boscate. È stata sottoscritta una convenzione tra Regione Puglia, Protezione Civile Regionale e Arif per il potenziamento dei mezzi destinati all’antincendio boschivo con un investimento di 3 milioni di euro, e ulteriori 1,5 milioni sono stati spesi dalla Protezione Civile per l'acquisto di mezzi AIB distribuiti a Enti Parco, Comuni e Organizzazioni di Volontariato. Per il sostegno al volontariato della Protezione Civile, che svolge un ruolo fondamentale per quello che riguarda la repressione degli incendi, è stato predisposto un avviso pubblico con risorse che ammontano a 2,5 milioni di euro. Per la prevenzione degli incendi è necessario che i cittadini facciano la propria parte pulendo i terreni dalle sterpaglie e creando fasce di protezione tagliafuoco, come impone la normativa regionale. Spesso purtroppo questo non avviene e si preferisce bruciare le sterpaglie, tanto che la maggior parte degli incendi di questo periodo si è concentrato nell’ultimo fine settimana di maggio, ovvero quello in cui scadeva il termine per realizzare le fasce di sicurezza. Per il mancato rispetto della normativa i carabinieri forestali hanno comminato 1400 multe per un totale di quasi 2 milioni di euro.

Serpeggia una certa preoccupazione tra gli addetti ai lavori e le organizzazioni di categoria del mondo agricolo. Da mesi si rincorrono indiscrezioni rispetto alla volontà del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro di proseguire la propria azione di rinnovamento e discontinuità, dopo il decennio del predecessore Michele Emiliano, anche rispetto al vertice del dipartimento agricoltura, finora guidato dal docente Unifg Gianluca Nardone. Al suo posto andrebbe un sociologo quale il brindisino Roberto Covolo, che nel 2021 l’allora sindaco di Bari Decaro volle nel proprio ufficio di staff. Com’è noto, la riforma della macchina amministrativa della Regione Puglia voluta da Decaro è partita con l’approvazione, da parte dell’esecutivo, di 16 bandi pubblici per selezionare i nuovi vertici dell’ente: tredici direttori di dipartimento, il segretario generale della presidenza, quello della giunta e il responsabile della struttura autonoma “Attuazione del programma”. L’operazione segna il debutto del nuovo modello organizzativo “Maia 2.0”, con cui l’amministrazione punta a rendere più efficiente e moderna la struttura regionale. Ma il riassetto ha anche un forte valore politico: l’obiettivo è costruire una nuova catena di comando amministrativa in linea con la presidenza Decaro, superando progressivamente l’assetto ereditato dall’era Emiliano. I dipartimenti coinvolti gestiscono settori strategici come sanità, bilancio, sviluppo economico, ambiente, infrastrutture, welfare, lavoro, agricoltura, turismo, transizione digitale e fondi europei, con competenze su miliardi di euro tra PNRR, sanità e risorse comunitarie. C’è l’ipotesi di un radicale turnover nei posti di comando della tecnostruttura dell’ente. Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma nazionale inPA entro 30 giorni dalla pubblicazione degli avvisi, ovvero entro il 9 giugno prossimo. Ebbene, i rumors relativi a Covolo suscitano alcune perplessità nel mondo agricolo. “Le voci appaiono molto concrete, la decisione sarebbe stata già presa da Decaro”, dicono alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Covolo, nella sua esperienza, si è sempre occupato di politiche sociali, non di agricoltura. Il direttore può anche non essere più Nardone, ma in questo momento storico per il settore ci pare azzardato, un vero salto nel buio, l’idea di affidare il dipartimento a chi non sa nulla della materia. L’attuale fase è delicata: dopo la chiusura del vecchio PSR (Piano di sviluppo rurale, ndr), ci troviamo nel pieno del CSR”, è il riferimento al Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, lo strumento di programmazione agricola che ha preso il posto dei vecchi PSR.

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