"Gli incendi che negli ultimi giorni hanno colpito il Salento e la provincia di Foggia, arrivando a raggiungere la  Fortezza Svevo - Angioina di Lucera richiedono una risposta immediata da parte delle istituzioni. La Regione Puglia in un anno ha investito 70 milioni di euro nella Protezione Civile e oltre 2 milioni 760mila euro sono stati impiegati nelle attività di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi nelle cinque aree interne regionali: Monti Dauni, Gargano, Alta Murgia, Sud Salento e Alto Salento; 2 milioni di euro sono stati destinati ai Comuni per l’adozione di tecnologie per il controllo e la mitigazione del rischio incendio e per il miglioramento delle aree boscate. È stata sottoscritta una convenzione tra Regione Puglia, Protezione Civile Regionale e Arif per il potenziamento dei mezzi destinati all’antincendio boschivo con un investimento di 3 milioni di euro, e ulteriori 1,5 milioni sono stati spesi dalla Protezione Civile per l'acquisto di mezzi AIB distribuiti a Enti Parco, Comuni e Organizzazioni di Volontariato. Per il sostegno al volontariato della Protezione Civile, che svolge un ruolo fondamentale per quello che riguarda la repressione degli incendi, è stato predisposto un avviso pubblico con risorse che ammontano a 2,5 milioni di euro. Per la prevenzione degli incendi è necessario che i cittadini facciano la propria parte pulendo i terreni dalle sterpaglie e creando fasce di protezione tagliafuoco, come impone la normativa regionale. Spesso purtroppo questo non avviene e si preferisce bruciare le sterpaglie, tanto che la maggior parte degli incendi di questo periodo si è concentrato nell’ultimo fine settimana di maggio, ovvero quello in cui scadeva il termine per realizzare le fasce di sicurezza. Per il mancato rispetto della normativa i carabinieri forestali hanno comminato 1400 multe per un totale di quasi 2 milioni di euro.

Serpeggia una certa preoccupazione tra gli addetti ai lavori e le organizzazioni di categoria del mondo agricolo. Da mesi si rincorrono indiscrezioni rispetto alla volontà del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro di proseguire la propria azione di rinnovamento e discontinuità, dopo il decennio del predecessore Michele Emiliano, anche rispetto al vertice del dipartimento agricoltura, finora guidato dal docente Unifg Gianluca Nardone. Al suo posto andrebbe un sociologo quale il brindisino Roberto Covolo, che nel 2021 l’allora sindaco di Bari Decaro volle nel proprio ufficio di staff. Com’è noto, la riforma della macchina amministrativa della Regione Puglia voluta da Decaro è partita con l’approvazione, da parte dell’esecutivo, di 16 bandi pubblici per selezionare i nuovi vertici dell’ente: tredici direttori di dipartimento, il segretario generale della presidenza, quello della giunta e il responsabile della struttura autonoma “Attuazione del programma”. L’operazione segna il debutto del nuovo modello organizzativo “Maia 2.0”, con cui l’amministrazione punta a rendere più efficiente e moderna la struttura regionale. Ma il riassetto ha anche un forte valore politico: l’obiettivo è costruire una nuova catena di comando amministrativa in linea con la presidenza Decaro, superando progressivamente l’assetto ereditato dall’era Emiliano. I dipartimenti coinvolti gestiscono settori strategici come sanità, bilancio, sviluppo economico, ambiente, infrastrutture, welfare, lavoro, agricoltura, turismo, transizione digitale e fondi europei, con competenze su miliardi di euro tra PNRR, sanità e risorse comunitarie. C’è l’ipotesi di un radicale turnover nei posti di comando della tecnostruttura dell’ente. Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma nazionale inPA entro 30 giorni dalla pubblicazione degli avvisi, ovvero entro il 9 giugno prossimo. Ebbene, i rumors relativi a Covolo suscitano alcune perplessità nel mondo agricolo. “Le voci appaiono molto concrete, la decisione sarebbe stata già presa da Decaro”, dicono alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Covolo, nella sua esperienza, si è sempre occupato di politiche sociali, non di agricoltura. Il direttore può anche non essere più Nardone, ma in questo momento storico per il settore ci pare azzardato, un vero salto nel buio, l’idea di affidare il dipartimento a chi non sa nulla della materia. L’attuale fase è delicata: dopo la chiusura del vecchio PSR (Piano di sviluppo rurale, ndr), ci troviamo nel pieno del CSR”, è il riferimento al Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, lo strumento di programmazione agricola che ha preso il posto dei vecchi PSR.

A questo punto, per Antonio Decaro, sembra non esserci più spazio per mediazioni, compromessi o eredità politiche da gestire con prudenza. La “tolleranza zero” mantra ripetuto fin dalla campagna elettorale come segno di discontinuità rispetto al passato, sta assumendo i contorni di un vero e proprio undicesimo comandamento della Stirpe Decariana.

Tutta colpa del Governo”. È questo, in sintesi, il messaggio politico con cui la Regione Puglia ha presentato il nuovo squilibrio della sanità regionale e la conseguente manovra fiscale destinata ad aumentare l’addizionale Irpef per coprire il disavanzo. Nel corso della conferenza stampa, la linea seguita dall’amministrazione regionale è stata chiara: il deficit sanitario pugliese sarebbe soprattutto il risultato di un Fondo sanitario nazionale cresciuto troppo poco rispetto all’aumento dei costi sostenuti dalle Regioni. Secondo le slide illustrate, nel 2025 la spesa sanitaria nazionale aumenterebbe del 3,6%, mentre il Fondo sanitario nazionale si fermerebbe a una crescita dell’1,09%. Una forbice che, secondo la Regione, avrebbe inevitabilmente prodotto squilibri economici non soltanto in Puglia ma in gran parte del Paese. Non a caso, nella conferenza, il presidente Antonio Decaro, in qualità da qualche giorno di commissario straordinario alla sanità, ha  ribadito più volte come anche Regioni tradizionalmente considerate virtuose – Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia – stiano registrando difficoltà analoghe. La tesi sostenuta dalla Regione è dunque quella di una crisi strutturale della sanità pubblica italiana, aggravata dall’aumento dei costi del personale, dei farmaci innovativi, dell’assistenza sociosanitaria e dei dispositivi medici. In questo scenario, la Puglia avrebbe semplicemente subito un problema nazionale senza avere strumenti sufficienti per evitarlo. Ma se il racconto istituzionale punta decisamente verso Roma, le stesse slide e diversi passaggi della conferenza finiscono per aprire interrogativi anche sulla gestione regionale degli ultimi anni. Il disavanzo sanitario pugliese per il 2025 viene quantificato in 349 milioni di euro. Il percorso illustrato parte da 433 milioni di maggiori costi, compensati soltanto in parte da 51 milioni di maggiori ricavi e 25 milioni di recuperi e compensazioni ottenuti dalla revisione di oltre 500 voci di bilancio. A questi dati si aggiunge una perdita strutturale di 131 milioni, che porta il totale della maggiore perdita a 488 milioni. L’aumento del Fondo sanitario nazionale, pari a 139 milioni, riduce solo parzialmente il divario, lasciando aperto il buco finale da 349 milioni. La voce più pesante è quella del personale sanitario: 188 milioni di euro di costi aggiuntivi. La Regione attribuisce l’aumento alle nuove assunzioni, al rinnovo dei contratti collettivi nazionali, agli adeguamenti delle indennità e alle prestazioni aggiuntive necessarie per rafforzare i servizi. È la stessa amministrazione a sostenere che la Puglia abbia investito per recuperare ritardi storici e migliorare la qualità dell’assistenza. Subito dopo arriva la spesa farmaceutica, cresciuta di 117 milioni di euro. 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet