A valere sulle risorse finanziate dal Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) Puglia 2023-2027, come Regione Puglia abbiamo disposto una dotazione finanziaria complessiva di 60 mln di € per l'Avviso 'Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole'. Si tratta di una misura strategica che, assieme all'Assessore Regionale all'Agricoltura e allo Sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli, abbiamo studiato al fine di rafforzare la filiera corta e la trasformazione agroalimentare e sostenere gli imprenditori agricoli, accompagnandoli in un cambiamento strutturale del comparto pugliese.

“Prima svuotano gli ospedali, poi presentano il conto ai malati. E hanno pure il coraggio di chiamarla soluzione”. Non usa mezzi termini il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera sulle cinque delibere con cui la giunta Decaro si prepara a mettere un tetto alla mobilità sanitaria passiva. “Mettiamola come la capisce la gente - attacca Cera -. Da domani, se ti curi fuori dalla Puglia e superi una certa soglia, te la paghi tu. Di tasca tua. Ma il pugliese che va a operarsi d'anca a Bologna non ci va in gita: ci va perché a casa sua la lista d'attesa è lunga mesi. Ci va perché è stato costretto. E adesso, oltre alla beffa di dover partire, ci mettono pure il salasso”. Il consigliere leghista martella sul numero. “Sono 246 milioni di euro l'anno spesi per i pugliesi che scappano per curarsi. Duecentoquarantasei milioni. Non è gente capricciosa, sono cittadini abbandonati da chi governa questa Regione da vent'anni e ha lasciato i reparti senza medici. La fuga verso il Nord non è la malattia: è il sintomo. E loro cosa curano? Il sintomo, mettendo la mordacchia ai malati. Della malattia vera - ospedali che non funzionano - non parla nessuno”.

Dopo aver istituito l’Unità di crisi per affrontare il pesante squilibrio dei conti della sanità pugliese, la Giunta regionale guidata da Antonio Decaro mette nero su bianco le prime misure operative. Non semplici delibere tecniche ma un vero cambio di metodo nella gestione del Servizio sanitario regionale, con un controllo molto più stringente sulla spesa farmaceutica, ritenuta una delle principali voci sulle quali intervenire per riportare in equilibrio i bilanci. Le deliberazioni n. 985 e n. 986, pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, ridisegnano infatti i tetti di spesa e gli obiettivi di contenimento per il triennio 2026-2028 sia per gli acquisti diretti di farmaci e gas medicali sia per la farmaceutica convenzionata. L’aspetto più significativo, però, non è rappresentato soltanto dai nuovi limiti economici, quanto piuttosto dal sistema di controlli che la Regione intende mettere in campo.
Le delibere assegnano ai Direttori Generali e ai Direttori Sanitari delle aziende del Servizio sanitario regionale precisi obiettivi di contenimento della spesa. Non sarà più sufficiente rispettare il bilancio a fine anno: ogni azienda dovrà dimostrare, passo dopo passo, di aver adottato tutte le misure organizzative necessarie per evitare sprechi e prescrizioni inappropriate. La verifica non sarà episodica ma continua, attraverso indicatori regionali e report periodici che consentiranno di monitorare costantemente l’andamento della spesa. Uno dei punti centrali riguarda l’appropriatezza prescrittiva. La Regione chiede alle aziende sanitarie di rafforzare immediatamente le verifiche sulle prescrizioni dei medici, concentrandosi soprattutto sulle categorie terapeutiche considerate maggiormente responsabili dell’incremento della spesa. Gli uffici farmaceutici aziendali saranno chiamati ad effettuare controlli sistematici mentre i prescrittori dovranno confrontarsi periodicamente con i dati relativi ai propri comportamenti prescrittivi. Non solo controlli documentali. Le aziende dovranno organizzare audit periodici con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ospedalieri. Durante questi incontri verranno illustrati gli obiettivi economici assegnati dalla Regione, analizzati gli eventuali scostamenti e concordate le azioni correttive necessarie. In pratica ogni prescrittore riceverà un feedback costante sul proprio operato. 

La Puglia si prepara a dotarsi di una nuova disciplina sulle locazioni turistiche. La IV Commissione del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il disegno di legge che regolamenta gli affitti brevi in forma imprenditoriale, ora atteso dall’ultimo passaggio in Aula, convocata per martedì 28 luglio nell’ultima seduta prima della pausa estiva. L’obiettivo del provvedimento è offrire ai Comuni strumenti per governare la crescita del fenomeno, salvaguardando la residenzialità senza frenare uno dei comparti che più ha contribuito allo sviluppo del turismo pugliese. Nel 2025 la regione ha infatti superato i 6,6 milioni di arrivi e i 22,7 milioni di presenze, mentre le locazioni turistiche hanno raggiunto quasi 45 mila unità attive. La riforma consentirà ai Comuni a maggiore vocazione turistica e ai capoluoghi di provincia di adottare regolamenti per individuare aree nelle quali introdurre criteri e limiti alle locazioni turistiche, valutando indicatori come il rapporto tra posti letto e residenti, la disponibilità di alloggi destinati alla locazione ordinaria e gli effetti sulla qualità della vita nei centri urbani. Potranno inoltre fissare standard qualitativi, limiti numerici e requisiti per gli immobili, con un’applicazione graduale delle eventuali restrizioni.

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