Preoccupazione nel mondo agricolo per ipotesi del sociologo alla guida del dipartimento regionale Agricoltura

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Serpeggia una certa preoccupazione tra gli addetti ai lavori e le organizzazioni di categoria del mondo agricolo. Da mesi si rincorrono indiscrezioni rispetto alla volontà del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro di proseguire la propria azione di rinnovamento e discontinuità, dopo il decennio del predecessore Michele Emiliano, anche rispetto al vertice del dipartimento agricoltura, finora guidato dal docente Unifg Gianluca Nardone. Al suo posto andrebbe un sociologo quale il brindisino Roberto Covolo, che nel 2021 l’allora sindaco di Bari Decaro volle nel proprio ufficio di staff. Com’è noto, la riforma della macchina amministrativa della Regione Puglia voluta da Decaro è partita con l’approvazione, da parte dell’esecutivo, di 16 bandi pubblici per selezionare i nuovi vertici dell’ente: tredici direttori di dipartimento, il segretario generale della presidenza, quello della giunta e il responsabile della struttura autonoma “Attuazione del programma”. L’operazione segna il debutto del nuovo modello organizzativo “Maia 2.0”, con cui l’amministrazione punta a rendere più efficiente e moderna la struttura regionale. Ma il riassetto ha anche un forte valore politico: l’obiettivo è costruire una nuova catena di comando amministrativa in linea con la presidenza Decaro, superando progressivamente l’assetto ereditato dall’era Emiliano. I dipartimenti coinvolti gestiscono settori strategici come sanità, bilancio, sviluppo economico, ambiente, infrastrutture, welfare, lavoro, agricoltura, turismo, transizione digitale e fondi europei, con competenze su miliardi di euro tra PNRR, sanità e risorse comunitarie. C’è l’ipotesi di un radicale turnover nei posti di comando della tecnostruttura dell’ente. Le candidature potranno essere presentate tramite la piattaforma nazionale inPA entro 30 giorni dalla pubblicazione degli avvisi, ovvero entro il 9 giugno prossimo. Ebbene, i rumors relativi a Covolo suscitano alcune perplessità nel mondo agricolo. “Le voci appaiono molto concrete, la decisione sarebbe stata già presa da Decaro”, dicono alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Covolo, nella sua esperienza, si è sempre occupato di politiche sociali, non di agricoltura. Il direttore può anche non essere più Nardone, ma in questo momento storico per il settore ci pare azzardato, un vero salto nel buio, l’idea di affidare il dipartimento a chi non sa nulla della materia. L’attuale fase è delicata: dopo la chiusura del vecchio PSR (Piano di sviluppo rurale, ndr), ci troviamo nel pieno del CSR”, è il riferimento al Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, lo strumento di programmazione agricola che ha preso il posto dei vecchi PSR.

“Inoltre ci avviamo alla contrattazione per la nuova PAC 2028-2035. Insomma”, continuano gli addetti ai lavori, “è una fase cruciale, con una programmazione di 1,2 miliardi di euro in ballo. Non vorremmo fare la fine della sanità”, è il chiaro rimando al maxi disavanzo della sanità pugliese, che ammonta a circa 350-369 milioni di euro.

“Capiamo che possa essere giusto cambiare rispetto a Nardone, perché accostabile a Emiliano, ma non possiamo passare da un professore universitario di politica agricola, con 10 anni di esperienza specifica in materia, a un sociologo. Ci sono, peraltro, professionalità adeguate all’interno del dipartimento agricoltura. Perché la scelta deve ricadere sull’amico di Decaro? Nell’attuale contesto storico l’agricoltura ha bisogno di esperienza e professionalità. Il direttore del dipartimento non è una figura qualsiasi, è l’alter ego di fatto dell’assessore”.

La sensazione dei beninformati è che, anche in questo caso, sia “tutta farina del sacco di Decaro”, ovvero che la scelta della persona da far nominare dalla giunta appartenga al solo presidente della Regione, mentre l’assessore all’agricoltura Francesco Paolicelli, piddino come Decaro, non tocchi palla.

Che ci sia qualche timore nelle organizzazioni agricole lo ammettono i diretti interessati. “Passare da una figura competente come Nardone ad uno che non ne sa nulla o quasi di agricoltura qualche preoccupazione la mette”, dicono a l’Attacco fonti di una delle principali associazioni del settore. “L’agricoltura non è come gli altri comparti, ha una tipicità molto marcata”, sottolinea a l’Attacco un profondo conoscitore della politica regionale. “Anche Nardone, che pure era esperto, anni fa incappò nell’errore dei bandi del vecchio PSR. La paura odierna è che si possano commettere altri errori”.

Imprenditore sociale, attivista, esperto di politiche pubbliche e fondatore del laboratorio di innovazione urbana Ex Fadda a San Vito dei Normanni (Brindisi), dove si candidò a sindaco anni fa, Covolo fu nell’era vendoliana uno dei protagonisti della stagione di Bollenti Spiriti. Cinque anni fa era consigliere comunale a San Vito dei Normanni, e consulente esterno nel campo dell’innovazione sociale ed economica del Comune di Brindisi dove ricoprì anche il ruolo di assessore, quando Decaro lo chiamò a far parte del proprio staff del sindaco di Bari, affinchè si occupasse per tre anni dei temi legati all'economia urbana e al sostegno di nuove iniziative imprenditoriali nel capoluogo regionale. Già a gennaio scorso iniziarono a circolare rumors sul suo approdo alla direzione del dipartimento agricoltura della Regione, dove Paolicelli lo accoglierebbe a quanto pare a braccia aperte.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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