Prende forma in IV Commissione consiliare la riforma regionale sulle locazioni turistiche, destinata a ridisegnare le regole degli affitti brevi in Puglia. Il disegno di legge, illustrato dal dirigente della Sezione Turismo Patrizio Giannone, punta a disciplinare in maniera organica un settore che oggi conta quasi 60 mila locazioni turistiche, di cui circa 45 mila attive, affidando ai Comuni nuovi strumenti per governare il fenomeno. Il provvedimento nasce con l’obiettivo di coniugare sviluppo turistico e tutela della residenzialità, consentendo ai Comuni, attraverso specifici regolamenti, di individuare aree nelle quali introdurre criteri e limiti alle locazioni turistiche, fino alla possibilità di fissare un numero massimo di immobili destinabili agli affitti brevi. Previsti anche standard qualitativi per gli immobili, requisiti di accessibilità, norme igienico-sanitarie e nuove procedure amministrative che distinguono le attività imprenditoriali da quelle occasionali. La Commissione ha deciso di approfondire il testo convocando per la prossima settimana le associazioni di categoria.
Per il capogruppo del Pd, Stefano Minerva, la riforma rappresenta uno strumento necessario per affrontare una trasformazione che interessa ormai tutto il territorio regionale. “Non è una legge contro il turismo - ha spiegato - ma un modo per garantire il diritto all’abitare, preservare i centri storici e offrire ai Comuni la possibilità di decidere in autonomia come gestire il fenomeno”. Di diverso avviso il presidente del Gruppo Misto, Luigi Lobuono, che invita la Regione a valutare con attenzione le possibili ricadute economiche delle nuove limitazioni. “Parliamo di quasi 60 mila attività che garantiscono posti letto, occupazione e un indotto importante. Dobbiamo evitare di creare un tappo proprio mentre la Puglia continua ad attrarre sempre più turisti”. Sulla stessa linea il consigliere di Fratelli d’Italia Nicola Gatta, secondo cui il testo dovrà tenere conto anche delle esigenze delle aree interne. “Nelle città interessate dall’overtourism servono regole, ma nei piccoli comuni gli affitti brevi possono rappresentare un’opportunità contro lo spopolamento e per valorizzare un patrimonio immobiliare oggi inutilizzato”. Il confronto proseguirà con il ciclo di audizioni prima dell’approdo del disegno di legge in Aula.
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