Incendi, Fallucchi: "Un anno fa avevo lanciato un allarme, oggi realtà. Assenza di programmazione regionale"

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Da giorni assistiamo impotenti alla distruzione di uno dei patrimoni naturalistici più preziosi d’Italia. Migliaia di ettari di macchia mediterranea ridotti in cenere, aziende agricole colpite, biodiversità compromessa e intere comunità costrette a convivere con paura e devastazione. Nel frattempo, gli uomini e le donne di ARIF, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, dei Carabinieri Forestali e del volontariato stanno compiendo un lavoro straordinario, spesso mettendo a rischio la propria vita. A loro va la nostra più sincera gratitudine. Ma il loro coraggio non può sostituire ciò che la politica regionale avrebbe dovuto fare da tempo. Il Gino Lisa è riconosciuto come aeroporto strategico per la Protezione Civile. E allora perché non è stato reso una vera base operativa dotata di una flotta aerea antincendio? Perché, mentre il fuoco divora il Gargano, dobbiamo aspettare canadair che arrivano da altre regioni? Questa è una responsabilità politica che non può più essere nascosta.
Prima Emiliano, oggi Decaro. Cambiano i presidenti della Regione, ma resta la stessa assenza di programmazione. Si continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle, nonostante il Gargano sia uno dei territori italiani più esposti al rischio incendi. È inaccettabile che una regione come la Puglia, con un aeroporto individuato come presidio della Protezione Civile e con incendi che ogni estate mettono in ginocchio il territorio, continui a non disporre di una propria capacità aerea di intervento. Non possiamo continuare a essere considerati figli di un Dio minore. Il Gargano non chiede privilegi. Chiede ciò che gli spetta: strumenti adeguati per difendere il proprio patrimonio ambientale, le proprie aziende, i propri cittadini e il lavoro di chi ogni giorno combatte contro il fuoco. Continuerò a chiedere con determinazione che il Governo riconosca lo stato di emergenza e che la Regione faccia finalmente la propria parte, trasformando il Gino Lisa in una vera base operativa della Protezione Civile, dotata dei mezzi necessari ad affrontare tempestivamente le emergenze. Perché dopo ogni incendio non basta contare gli ettari bruciati. Bisogna avere il coraggio di dire chi non ha fatto ciò che era suo dovere fare.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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