"Gli incendi che oggi stanno nuovamente devastando il Gargano non rappresentano un’emergenza imprevedibile, né una calamità comparsa improvvisamente all’orizzonte. Ogni estate assistiamo allo stesso drammatico copione: boschi e macchia mediterranea in fiamme, cittadini e turisti in pericolo, strutture ricettive minacciate, Vigili del fuoco e volontari costretti a operare in condizioni difficilissime. Poi arrivano le dichiarazioni della politica regionale: grande preoccupazione, vicinanza alle comunità colpite, qualche telefonata, una lettera indirizzata a Roma e, naturalmente, l’immancabile video destinato ai social. Il Gargano brucia, mentre il presidente Antonio Decaro comunica. Comunica molto. Governa un po’ meno. Ogni volta sembra scoprire i problemi della Puglia con lo stupore di chi sia appena arrivato dal pianeta Marte: osserva, si indigna, assume il tono paternalistico di chi vuole rassicurare tutti e promette che si interesserà personalmente della questione. Peccato che Antonio Decaro non sia un commentatore esterno, un inviato televisivo o un influencer prestato alle istituzioni. Dal 7 gennaio 2026 è il presidente della Regione Puglia e, dunque, dovrebbe anzitutto rispondere di ciò che la Regione ha fatto e, soprattutto, di quello che continua a non fare. Il punto è molto semplice: perché la sede logistica regionale della Protezione civile prevista presso l’aeroporto Gino Lisa di Foggia non è stata ancora realizzata?
Non stiamo parlando di una proposta avanzata oggi sull’onda emotiva degli incendi. Il progetto di riqualificazione e recupero dell’area dell’ex Villaggio Azzurro, destinata a diventare sede logistica regionale della Protezione civile, fu presentato dalla Regione Puglia nel Consiglio comunale di Foggia già il 9 ottobre 2017. Sono trascorsi quasi dieci anni. Per l’intervento risultano assegnate risorse per 37.071.394,40 euro, inserite nell’Accordo per la coesione tra Governo e Regione Puglia. Eppure, al 30 aprile 2026, il progetto risultava ancora non avviato, con pagamenti pari a zero euro. Analoga situazione di ritardo riguarda la caserma e il distaccamento dei Vigili del fuoco nell’area aeroportuale. Trentasette milioni di euro programmati, quasi dieci anni trascorsi e zero euro pagati.
Questa non è più semplice inerzia amministrativa. È immobilismo politico. È l’incapacità di trasformare gli annunci in opere, le conferenze stampa in cantieri e le promesse in sicurezza per i cittadini. La precedente amministrazione regionale, guidata da Michele Emiliano, aveva indicato il Gino Lisa come infrastruttura strategica anche per le attività della Protezione civile. Raffaele Piemontese, oggi assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità e già vicepresidente della Giunta Emiliano, rappresenta la continuità politica e amministrativa tra quelle promesse e l’attuale governo regionale.
Nessuno, dunque, può fingere di non conoscere la vicenda. Nessuno può presentarsi oggi come se avesse trovato sulla propria scrivania, proveniente da un’amministrazione sconosciuta, un fascicolo polveroso del quale ignorava l’esistenza. Decaro e Piemontese non devono scoprire il problema: devono risolverlo. La particolare conformazione del Gargano, la complessità della costa, la presenza di vaste aree boschive, le difficoltà di collegamento con l’entroterra e l’enorme incremento della popolazione durante la stagione turistica rendono indispensabile un sistema di prevenzione e intervento molto più rapido ed efficiente. Una base operativa della Protezione civile presso il Gino Lisa consentirebbe di rafforzare il coordinamento regionale, ospitare uomini e mezzi, sostenere le operazioni antincendio e creare le condizioni per la presenza stabile o stagionale di velivoli Canadair.
Ma per ospitare stabilmente mezzi aerei antincendio non basta scrivere una lettera al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Occorrono infrastrutture, servizi aeroportuali adeguati, una caserma dei Vigili del fuoco pienamente operativa, l’innalzamento della classe antincendio e un’organizzazione logistica capace di intervenire tempestivamente sull’intera Capitanata e sul Gargano. Tutte cose che la Regione Puglia aveva programmato e finanziato, ma che non ha ancora realizzato. Per questo la richiesta formulata dal presidente Decaro al Governo nazionale affinché venga assegnato un Canadair alla Puglia rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione di comunicazione. È fin troppo comodo chiedere a Roma uomini e velivoli quando la Regione non ha ancora completato la struttura che dovrebbe accoglierli. Non vorremmo che, dopo aver lasciato fermo per anni il progetto della sede della Protezione civile, la Regione tentasse oggi di trasferire altrove le proprie responsabilità, attribuendo al Governo nazionale ogni carenza del sistema antincendio.
Il presidente Decaro può scrivere tutte le lettere che vuole. Ma prima dovrebbe rispondere pubblicamente ad alcune domande: Dove sono finiti i 37 milioni di euro destinati alla sede logistica della Protezione civile di Foggia? Perché il progetto, annunciato nel 2017, non è stato ancora avviato? Qual è il cronoprogramma per la realizzazione della sede presso l’ex Villaggio Azzurro? Quando sarà costruita la caserma dei Vigili del fuoco all’interno dell’aeroporto Gino Lisa? Quali atti concreti sono stati adottati per consentire allo scalo di ospitare mezzi aerei antincendio? La Regione intende davvero realizzare la sede della Protezione civile a Foggia o sta preparando l’ennesimo ridimensionamento ai danni della Capitanata?
Su queste domande attendiamo risposte precise, documentate e accompagnate da date. Non video. Non espressioni contrite. Non racconti paternalistici nei quali il presidente interpreta, di volta in volta, il ruolo del cittadino stupito, del soccorritore, del sindaco, dell’operaio, del medico o del passante casualmente informato dei fatti. Quando un territorio brucia, la politica non deve recitare. Deve decidere. Chiediamo quindi alla Regione Puglia: la pubblicazione immediata dello stato amministrativo, finanziario e progettuale dell’intervento relativo all’ex Villaggio Azzurro; un cronoprogramma pubblico e vincolante per l’avvio e il completamento delle opere; l’attivazione immediata della sede logistica regionale della Protezione civile presso l’aeroporto Gino Lisa; la realizzazione della caserma e del distaccamento dei Vigili del fuoco nell’area aeroportuale; l’adeguamento dei servizi e della classe antincendio dello scalo; l’apertura di un confronto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile per la collocazione a Foggia di uno o più mezzi aerei antincendio durante la stagione estiva; la predisposizione di un piano operativo specifico per la costa e l’entroterra garganico.
Il Gargano non può continuare a essere ricordato dalla Regione soltanto quando brucia. La Capitanata non può essere utilizzata come sfondo per video, promesse e visite istituzionali, per poi essere dimenticata quando bisogna aprire i cantieri e spendere le risorse già stanziate. Meno paternalismo e più Protezione civile. Meno social e più Canadair. Meno Marte e più Gino Lisa. Dopo quasi dieci anni di annunci, la pazienza è finita" - questo il commento del consigliere comunale foggiano Giuseppe Mainiero sull'emergenza incendi.
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