Evasione Raduano, potrebbe essere nel nord Europa (in Olanda o Germania) con l'aiuto di Troiano

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Potrebbe aver raggiunto un posto sicuro nel nord Europa, forse in Olanda o Germania, Marco Raduano, il boss della mafia garganica e al vertice dell’omonimo clan che gestisce il business illegale a Vieste, evaso dal carcere di massima sicurezza di Nuoro il 24 febbraio scorso.

È una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti che stanno indagando sulla clamorosa fuga del boss. Una ipotesi non remota visto che in passato diversi esponenti della criminalità foggiana sono stati arrestati in Germania e in Olanda dove avevano trovato rifugio. Nel 2008 Giuseppe Manzella, esponente di spicco di un clan di Manfredonia, era stato arrestato a Langenfeld, una città della Renania settentrionale (Germania).

E non escluso che Raduano possa godere dell'appoggio di Gianluigi Troiano, il suo braccio destro e anche lui latitante. I due, l'8 marzo scorso dovevano essere presenti all'udienza del processo “Neve di marzo” davanti ai giudici della Corte d’Appello di Bari, udienza rinviata ad aprile per difetto di notifica a uno degli accusati. Il processo prende il nome dall’operazione che nel 2019 sgominò il clan di Raduano. Tra le accuse contestate associazione dedita al traffico di droga aggravata dal metodo mafioso, detenzione illegale di armi, furto e riciclaggio.

E mentre nel foggiano le forze dell'ordine continuano i controlli e le perquisizioni per cercare indizi per capire dove possa essere il boss anche in Sardegna proseguono le indagini alla ricerca di chi, tra la criminalità organizzata del posto, possa aver aiutato Raduano nella eclatante fuga. Al processo mancava anche il suo braccio destro, Gianluigi Troiano, anche lui latitante.

Intanto al carcere di Bardu ‘e Carros, da cui Raduano è fuggito, c’è stato il cambio al vertice: Amerigo Fusco, già comandante della casa di reclusione di Milano Opera, è subentrato a Francesco Dessi, sospeso per tre mesi dopo la clamorosa evasione.

“Trovo assurdo quello che è successo nel carcere di Nuoro. Un’evasione, quella del boss pugliese Marco Raduano, che vede responsabili i ‘colletti bianchi’”: così Donato Capece, segretario generale locale del Sappe, che ha visitato il penitenziario nuorese e incontrato la direttrice Patrizia Incollu. “Sono loro che devono rispondere, i nostri agenti non devono essere i capri espiatori. Anzi, vanno ringraziati per i sacrifici quotidiani che fanno, in una struttura dove manca l’organico e la tecnologia”, ha aggiunto.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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