Docenti di sostegno senza i titoli per esserlo, un’avvocata indagata e ritenuta al centro di un giro di affare milionario, l’intervento del Ministero dell’Università e del Merito nel chiedere conto ad Unifg di insegnanti non qualificati e nel revocarli dalla funzione. Sono numerose le questioni opacissime che si intrecciano rispetto ai corsi universitari del TFA Sostegno, diventato sempre più l’ultima spiaggia per tanti in cerca dell’agognato posto fisso nel pubblico. Come anticipato nelle settimane scorse su queste colonne, c’è in primis un’indagine della Procura di Foggia su una professionista che qualcuno già ha definito “Lady TFA”: un’avvocata di Stornarella, paesino dei Cinque Reali Siti dove l’approdo al titolo di docente di sostegno ha registrato un vero boom. “A Stornarella sarebbero centinaia le persone, tramite un’avvocata già in passato inquisita, che avrebbero ottenuto l’abilitazione per insegnare come docenti di sostegno senza aver mai frequentato i previsti corsi, tutti senza laurea o diplomi”, spiegano alcuni beninformati a l’Attacco.
“Tutto si svolgeva, a quanto pare, tra Stornarella e Napoli, con un costo tra i 20.000 ed i 40.000 euro a testa. Insomma, un giro milionario. Alcune persone di Stornara, madre e figlio, insegnano o insegnavano a Oristano, in Sardegna, pur avendo solo il diploma di terza media. Una questione molto grande che andrebbe avanti da diversi anni e che adesso è esplosa”.
Il secondo aspetto riguarda le revoche. A dicembre scorso il Ministero – Ufficio scolastico regionale per la Puglia - Ambito territoriale della provincia di Foggia, dopo aver accertato l’assenza dei titoli di specializzazione per l’insegnamento sul posto di sostegno, ha disposto la revoca delle individuazioni e la risoluzione dei contratti nei confronti di ben 25 persone. Si tratta di casi rispetto ai quali Unifg non è coinvolta, essendosi solo limitata a fornire gli elementi informativi richiesti per gli annullamenti.
C’è, però, anche un altro caso specifico che ha interessato MUR e Unifg. Anche a l’Attacco è stato trasmesso un esposto-ricorso inviato in forma anonima al ministro dell'istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. “Siamo alcuni docenti che hanno frequentato il 4° TFA Sostegno per la scuola media di primo grado, anno scolastico 2018-2019, presso l'Università di Foggia”, vi si legge. “Navigando casualmente su internet, abbiamo fatto una scoperta a dir poco scandalosa, che vogliamo esporre a lei ministro perché si faccia carico del rispetto del merito, tanto voluto e difeso dall'attuale governo. Vogliamo rimanere nell’anonimato per evitare minacce. La nostra scoperta è che una donna (una foggiana indicata con le generalità nell’esposto, ndr), che ha frequentato insieme a noi il suddetto 4° TFA sostegno per la scuola media inferiore, risulta invece docente a tempo indeterminato presso un liceo scientifico di un'altra regione da settembre 2020 sulla classe ADSS sostegno per la scuola superiore di secondo grado, senza aver mai conseguito tale specializzazione, della quale è comunque in possesso e che è stata rilasciata dalla stessa Unifg. Ci chiediamo, con molta rabbia, come è possibile tutto questo. Può una Università statale rilasciare una certificazione falsa così tanto importante? La docente in questione ha conseguito una laurea che non le permette di insegnare nella scuola media inferiore, perché non ha classi di concorso per tale ordine di scuola e per questo, egregio signor ministro, il problema diventa ancor più scandaloso”, continua l’esposto.
“Per partecipare al TFA per il sostegno bisogna presentare una domanda distinta per ogni ordine di scuola, pagando la relativa tassa, per essere ammessi a sostenere le prove preselettive. Se tale docente è stata ammessa alla prova preselettiva per la scuola media di primo grado ha dichiarato necessariamente il falso nella domanda. Come mai l’Università non si è accorta di ciò? A questo punto ci viene spontaneo un dubbio: forse la docente, non avendo superato la prova preselettiva del TFA per la scuola di secondo grado, è stata inserita volutamente e illegalmente nell’elenco degli ammessi al corso per la scuola media di primo grado. Da chi? Ha frequentato tutto il corso insieme a noi, ha sostenuto gli esami, ha frequentato i laboratori e ha svolto il tirocinio presso la scuola media inferiore Bovio di Foggia. Non ha sostenuto, però, l’esame finale nel mese di maggio 2020 insieme a noi altri, ma nel mese di luglio, guarda caso pochi giorni prima della scadenza della domanda per l’inserimento nelle graduatorie 2020-2022. Ammettiamo anche che sia stata inserita, per errore, dall’Università nel TFA per la scuola media inferiore: perché lei non l'ha fatto presente immediatamente, sapendo di non poter assolutamente insegnare nella scuola media inferiore? Chi ha commesso l’illegalità e perché?”. Infine l’appello al ministro: “Bisogna assolutamente ed immediatamente controllare presso l'Università di Foggia gli elenchi degli ammessi al corso del 4° TFA sostegno per la scuola di primo e secondo grado e verificare quale prova preselettiva la docente in questione abbia superato. Ci rivolgiamo a lei chiedendo un tempestivo intervento per il rispetto della legalità e soprattutto per riconoscere il merito solo a coloro che l'hanno sudato e conquistato con impegno serio e grandi sacrifici, anche economici, visto il costo del TFA. Noi abbiamo superato la prova preselettiva del primo e del secondo grado e abbiamo, come vuole la normativa, dovuto scegliere quale corso frequentare. Abbiamo optato per la scuola media inferiore perché avevamo saputo che c'erano più possibilità per una supplenza. Non vogliamo sentirci dire da parte di qualcuno che tanto, alla fine, il TFA Sostegno è lo stesso per i due ordini di scuola. Non è assolutamente vero, altrimenti che senso avrebbe separare i corsi per i vari ordini di scuola? Soltanto per una questione di soldi che le Università ricevono? Non lo vogliamo assolutamente credere”.
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