Caso Bari, Di Donna: “Pericoloso doppiopesismo, l’infiltrazione lì pare già ricostruita dal gip”

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Pare pronto a tornare in campo l’ex sindaco di Foggia Franco Landella. Il redivivo ex dominus del centrodestra nel capoluogo daunio, dopo anni di silenzio seguiti allo scioglimento per mafia del consiglio comunale e alle indagini penali che lo hanno travolto per presunte tangenti a Palazzo di città, si è rifatto sentire due giorni fa, rispondendo a sorpresa all’attuale vicesindaca M5S Lucia Aprile. I beninformati di Foggia sostengono che Landella sia ottimista rispetto all’esito dei due processi che lo vedono imputato presso il Tribunale daunio per ipotesi di corruzione e tangenti riguardanti appalti pubblici e alloggi popolari. Chi si è rimessa in moto già dallo scorso anno è la cognata Michaela Di Donna, approdata nell’UdC dell’ex sottosegretario e senatore Massimo Cassano. Di Donna, come tutti, sta ovviamente seguendo con attenzione ciò che sta avvenendo a Bari, dove l’indagine della DDA sta facendo emergere fatti anche più gravi di quelli che hanno determinato altrove lo scioglimento del consiglio comunale. “Il procedimento di scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose è caratterizzato da una discrezionalità talmente ampia da poter acquisire in alcuni casi la forma dell’arbitrio”, commenta. 

“Il confronto tra quanto successo a Foggia e quanto accaduto a Bari ne è la dimostrazione. Se provassimo a raffrontare le due vicende, non ci potrebbe essere il minimo dubbio circa la gravità penale di quanto emerso dagli atti di indagine nel capoluogo barese rispetto a quanto posto come motivazione per lo scioglimento del Comune di Foggia. L’infiltrazione nell’amministrazione del Comune di Bari sembra essere già pienamente ricostruita nelle carte dell’indagine al punto tale da aver portato alla nomina di un amministratore giudiziario nell’azienda di trasporti cittadina, l’Amtab e agli arresti di tanti esponenti di spicco della mafia barese, tra cui anche una consigliera comunale, con contestazione di reati tutti aggravati dal metodo mafioso. La considerazione che ne deriva è quella di un pericoloso doppiopesismo che rappresenterebbe la plastica dimostrazione di come, con il favore del pregiudizio, si possa scegliere di tracciare i destini di un’amministrazione, di una collettività e di una classe politica, nascondendo la verità in un cassetto sotto migliaia di documenti”. 

“Nelle aule dei Tribunali”, analizza l’avvocata e politica, “è scritto a caratteri cubitali “la legge è uguale per tutti”. Se così fosse non dovremmo essere qui ad interrogarci se Bari merita o meno la gogna dello scioglimento o, forse ancor di più, a cercare una spiegazione sul perché il Comune di Foggia è stato sciolto per mafia. Io non tifo per lo scioglimento di nessuna amministrazione comunale perché sono consapevole di cosa succede quando si contrappone la presunzione di innocenza alla prevenzione, che non lede la libertà dei soggetti coinvolti ma rischia di lederne la reputazione, la tranquillità di famiglie incolpevoli e la verità, che non è meno sacra della libertà”. La responsabile regionale dell’organizzazione era la scorsa settimana a Trinitapoli al convegno sullo scioglimento di quel consiglio comunale organizzato dalla Fabbrica del Futuro, assieme a Cassano, al commissario regionale UdC Brattoli e al commissario provinciale UdC Cristiano Curatolo, landelliano anch’egli. 

“La presenza sempre più costante e attenta dell’UdC in tutto il territorio della Puglia dimostra il grande lavoro di una squadra molto determinata e competente”, commenta Di Donna a l’Attacco. “Anche in provincia di Foggia le soddisfazioni non si faranno attendere. Il costituendo gruppo del coordinamento provinciale è in fase di definizione e le richieste di adesione sono molteplici al punto tale da farci comprendere come sia importante, in questo particolare momento di genesi del partito, costruire un progetto di qualità, serio e credibile. A riprova di ciò evidenzio che siamo in campo nella competizione provinciale per il rinnovo del consiglio provinciale di Foggia. Abbiamo scelto di candidare a nome dell’UdC di Capitanata, nella lista di Fratelli d’Italia – primo partito della coalizione di centrodestra - con cui abbiamo voluto condividere questa sfida, il presidente del consiglio comunale di Carapelle e consigliere provinciale uscente, Andrea Agnelli. Inoltre stiamo lavorando, con tutto il centrodestra, nella definizione delle liste e dei candidati sindaci in vista delle prossime elezioni amministrative”, continua la foggiana. 

“A San Severo, dove è entrata a far parte della squadra dell’UdC anche Anna Paola Giuliani, come pure a Manfredonia dove recentemente è stato nominato commissario cittadino l’avvocato Gianni Fiore (ex eletto e candidato sindaco M5S nel 2015, ndr), a Torremaggiore e a San Giovanni Rotondo i delegati del partito stanno lavorando per formare delle liste competitive, al fine di essere non solo presenti ma soprattutto protagonisti in questa importante competizione elettorale e di sottolineare il valore culturale oltre che politico di un partito che, per storia e tradizione, si rappresenta come una sfida che guarda al futuro, creando una squadra di donne e uomini che abbiano a cuore la valorizzazione del nostro meraviglioso territorio. Siamo al lavoro, oserei dire, per generare connessioni sentimentali tra chi è mosso dalla passione per la politica e chi si è fermato all’ombra della disillusione dell’impegno. Il nuovo corso dell’UdC in provincia di Foggia e in tutta la Puglia si poggia sulla volontà di trasformare un contenitore politico in un manifesto visionario che, forte delle sue radici cattoliche e liberali, apra le ali per raggiungere vette importanti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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