Lui, lei, l’altro. Un intreccio molto forte e dalle molteplici sfaccettature (anche di natura personale ed extraprofessionale) è quello che sarebbe emerso a Foggia tra lo storico dirigente comunale Paolo Affatato, la funzionaria dell’Area tecnica Paola Russo e il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo. Numerose intercettazioni ed elementi probanti di altro tipo sono stati raccolti dagli inquirenti nell’ambito delle inchieste della Procura daunia inerenti al Comune capoluogo. In particolare, i tre sono stati monitorati nell’indagine sulla maxi gara del 2023 per l’affidamento del mega appalto per la gestione del cimitero, appalto del valore di quasi 18,5 milioni di euro. Senza dimenticare l’altra grande inchiesta sul rinnovo contrattuale in favore di Amiu Puglia spa. Com’è noto, nelle scorse settimane l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’affaire cimitero è stato notificato all’allora dirigente comunale lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti Affatato (che oggi è alle attività produttive), al sovraordinato Lomazzo tuttora in servizio a Foggia, ai funzionari comunali Paola Russo e Francesco Pio D’Orta, all’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna. L'intento di Affatato sarebbe stato, per la Procura, quello di favorire i concessionari uscenti Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata, ovvero il raggruppamento CTM-Edilver srl cui attiene la proposta di aggiudicazione e di ciò sarebbero stati consapevoli sia Russo che Lomazzo.
Per la Procura tra dirigente, funzionaria e sovraordinato sarebbero intercorsi regali, promesse e altri mezzi fraudolenti: Affatato avrebbe prospettato a Lomazzo l'ottenimento di un incarico presso il Comune di Foggia alla scadenza della sua nomina (supporto esterno al rup nella gara relativa al cimitero comunale, dirigente alle politiche abitative, etc.); ma lo storico dirigente comunale avrebbe anche approfittato del proprio ascendente sulla fidatissima Paola Russo, anche elargendole doni; e, ancora, Affatato e Lomazzo si sarebbero attivati affinché Paola Russo conseguisse nel futuro prossimo l'incarico di dirigente dell’ufficio contratti e appalti del Comune, anche favorendo la pre-costituzione di titoli preferenziali, come la nomina a coordinatrice dell'ufficio con assunzione di un elevato grado di autonomia gestionale e organizzativa, nell'ambito dell’Unità di missione – Servizio governance del PNRR; infine Paola Russo avrebbe prospettato a Lomazzo, consapevole della necessità del sovraordinato di conseguire introiti economici, una parte delle somme di denaro che a titolo di incentivi sarebbero state formalmente riconosciute a Russo in relazione a successive gare d’appalto.
Ebbene, quel che si evincerebbe dalle intercettazioni farebbe intendere l’esistenza di una triangolazione che avrebbe determinato la maniera in cui si sarebbe brigato, dentro e fuori gli uffici comunali, per i rispettivi (presunti) interessi, fino alla ipotesi che il sovraordinato intercedesse presso l’allora commissario straordinario Vincenzo Cardellicchio pur di assicurare l’incarico di dirigente a Paola Russo, fatto che non si è poi verificato. Quest’ultima è da lungo tempo considerata una fedelissima di Affatato, cui è stata sempre vicina tanto da esser reputata il suo braccio destro. Adesso, stando a quanto trapela rispetto all’indagine, si sarebbe palesato un altro stretto e confidenziale rapporto, quello intessuto con Lomazzo.
Intanto, per quanto si tratti ancora di una fase preliminare che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, negli uffici comunali si osserva con un certo stupore come il sovraordinato, che fu nominato dal prefetto di Foggia Carmine Esposito a seguito del commissariamento dell’ente per mafia insieme ad altri dieci sovraordinati, sia stato confermato al proprio posto dalla sindaca Marida Episcopo dopo l’insediamento di novembre 2023, insieme ad altri due colleghi, e ancora oggi lavori a Palazzo di città. Vi arrivò perché seguisse in prima persona le procedure di gara, in linea col suo curriculum: difatti l’uomo è funzionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (già Ministero dei lavori pubblici e successivamente Ministero delle infrastrutture), Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata, sede coordinata di Bari, dove svolge prevalentemente il ruolo di componente delle commissioni di gara per l’affidamento dei lavori per opere pubbliche e per l’appalto di servizi e forniture.
Più volte negli scorsi anni Lomazzo è stato componente delle commissioni di gara presso la Prefettura di Bari, che era guidata da Marilisa Magno, poi commissaria del Comune di Foggia. Il rapporto tra Lomazzo e gli Uffici territoriali del Governo pugliesi è saldissimo, tanto da esser stato nel tempo elogiato dai prefetti di Bari, Lecce e Taranto. Ma il barese è anche consulente tecnico della Procura, in materia di appalti pubblici. L’avviso di conclusione delle indagini sull’affaire cimitero e altri casi opachi sta suscitando apprensione in Comune, vista l’enorme mole di procedure seguite in questi anni da Lomazzo.
L’interrogativo che serpeggia, dietro le quinte, è se tutto si sia svolto regolarmente, o meno. Del resto tutti i più importanti e scottanti appalti aggiudicati lo hanno visto in commissione, come quello (pure contestatissimo, al pari dell’appalto del cimitero) da oltre 5,8 milioni di euro relativo alla fognatura, appalto misto di servizi tecnici e lavori, vinto dalla molisana Favellato Claudio spa in ati con la mandataria Angelo De Cesaris srl. Lomazzo fu uno dei tre commissari di gara nominati da Affatato, insieme alla presidente Paola Russo (coordinatrice del Servizio contratti e appalti) e all’altro sovraordinato Ziello.
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