"Voglio risposte". Barone (M5S) annuncia nuova audizione regionale sul caso Zaiana: "Venga anche l'Ente Parco"

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Su Zaiana la partita si sposta anche in Regione e a giocarla è soprattutto Rosa Barone, consigliera del Movimento 5 Stelle, che già lo scorso anno aveva portato il caso della baia in audizione. “Quella commissione l’avevo richiesta io”, ricorda. E da lì riparte: “A breve rifarò un’altra audizione, perché vogliamo capire qual è la posizione della Regione e soprattutto del sindaco rispetto a quanto sta accadendo”. Il punto, per Barone, è la coerenza. “Ci aspettiamo che ci sia conseguenzialità rispetto a quanto dichiarato l’anno scorso. In quell’occasione si parlava di ripristino. Oggi invece si parla di riqualificazione”. Un cambio di linea che la consigliera non nasconde di guardare con preoccupazione: “Non è più accettabile. Sono passati troppi anni, troppe amministrazioni. E siamo sempre punto e a capo”. La nuova audizione servirà proprio a mettere tutti attorno a un tavolo: Comune, Regione, Parco, parte tecnica. “Chiederò anche la presenza del Parco, che l’altra volta non c’era. È stato un elemento di imbarazzo”. “Mi aspetto questa volta un atteggiamento diverso, più responsabile. Parliamo di una zona che deve essere vigilata e tutelata”. E torna sul nodo centrale: i vincoli. “È una zona uno del Parco. Va garantito il massimo ripristino. Non si può pensare di derogare con soluzioni alternative”.

Anche sull’argomento dell’accesso, la posizione è netta: “Non tutte le spiagge devono essere raggiungibili con la macchina. La bellezza del Gargano è anche questa”. E ancora: “Zaiana era famosa perché era particolare, non perché ci si arrivava comodamente”. Il rischio, secondo Barone, è quello di snaturare completamente il luogo. “Non credo che i turisti vogliano le macchinine elettriche sulla spiaggia. Qui non siamo a Rimini”. E poi il richiamo alle responsabilità politiche: “Abbiamo il dovere di tutelare questi luoghi. Non possiamo lasciare alle generazioni future un territorio peggiore di come lo abbiamo trovato”.

Sul fronte giudiziario, la consigliera ammette di non avere elementi aggiornati, ma conferma l’interessamento della Procura. E soprattutto coglie il malessere che arriva dal territorio: “Capisco i cittadini quando dicono che sembra che tutto sia permesso. È un messaggio pericoloso”. Per questo la nuova audizione diventa un passaggio chiave. Non solo tecnico, ma politico: “Dobbiamo ristabilire la legalità e il rispetto dei vincoli. Non possiamo continuare in questa direzione”. “Bisogna mettere nero su bianco una linea chiara per luoghi così delicati”, sottolinea ancora Barone. “Non si può andare avanti per tentativi o adattamenti: qui parliamo di un’area protetta che deve essere rispettata fino in fondo”. Zaiana, per Barone, non è più solo una vicenda locale. È un test su cosa si vuole fare, davvero, di questo pezzo di Gargano.

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