Comune di Castelluccio Valmaggiore contro la Presidenza del Consiglio. E Davide vince su (un ostinato) Golia

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Se ci fosse stato da scommettere, sarebbe stato difficile prevedere e trovare qualcuno convinto della vittoria di un contenzioso legale di un borgo di poco più di mille abitanti contro addirittura la Presidenza del Consiglio dei Ministri. E invece una volta tanto Davide ha prevalso su Golia, il Comune di Castelluccio Valmaggiore su Palazzo Chigi. E’ tutto scritto in nove pagine della sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo del Lazio a cui si era rivolta la Giunta del compianto Rocco Grilli, lamentando la contestata esclusione dalla graduatoria per i finanziamenti erogati nell’ambito del programma “Bando Sport e Periferie” risalente addirittura a 2020 e gestito dal Dipartimento per lo Sport, con il proposito di voler intervenire con realizzazioni o riqualificazioni di impianti localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane.

E infatti questa storia arriva da lontano ma è finita benissimo per l’ente dei Monti dauni che si è visto riconoscere dalla Corte l’annullamento di tutti gli atti che l’avevano tenuto fuori da quelli beneficiari di fondi, nel caso specifico di 700 mila euro con cui realizzare il manto in erba sintetica del campo sportivo cittadino, assieme a una serie di interventi a corredo della struttura (drenaggi e spogliatoi) chiusa ormai da tempo, perché non praticabile.

La strategia difensiva dall’avvocato Giacinto Lombardi, in rappresentanza dei ricorrenti, aveva portato in giudizio anche i Comuni cosentini di Mendicino e Rota Greca, ossia gli ultimi due della lista a ottenere provvidenze economiche a marzo 2022, ma soprattutto l’obiettivo era quello di smontare le ostinate convinzioni affermate a Roma, vale a dire che il progetto presentato (e redatto dall’Ufficio Tecnico comunale) non fosse “conforme” e quindi non ammissibile.

“Le criticità escludenti rilevate dalla Commissione giudicatrice nel corso delle valutazioni – è stato scritto - sono state: il livello di approfondimento degli elaborati presentati è ritenuto non adeguato in relazione al livello di progettazione dichiarato; la carenza di elaborati progettuali ritenuti essenziali, particolarmente in ordine ai grafici, alla relazione idrologica ed idraulica, relazione tecnica impianti, relazione sulla gestione delle macerie, documentazione fotografica, relazione di calcolo impianti, analisi dei nuovi prezzi, cronoprogramma, parere del Coni e della Lega Nazionale Dilettanti”.

“In realtà non abbiamo mai saputo e capito quali fossero le concrete motivazioni di quella decisione – ha subito detto l’architetto Michele Longo che aveva elaborato la proposta – perché il Dipartimento non ha mai spiegato perché non fosse conforme. Siamo stati praticamente costretti ad andare fino in fondo a questa vicenda, perché ci è stato addirittura negato l’accesso agli atti, non avendo mai ricevuto i verbali con i quali è stata sancita la nostra esclusione, senza contare che gli stessi giudici avevano chiesto alla Presidenza di rivedere in qualche modo quella prima disposizione, ma non c’è stato verso di comunicare o far cambiare idea. Abbiamo trovato davanti a noi un muro di gomma che finalmente è caduto, e ora attendiamo a stretto giro quanto ci spetta di diritto, anche perché eravamo talmente convinti delle nostre ragioni che nel frattempo non abbiamo partecipato ad altri bandi della stessa tipologia, puntando e confidando tutto su questo”.

In effetti questa sembra una vicenda infarcita di spocchia e ostentata superiorità istituzionale, se è vero che per ben due volte il progetto castelluccese è stato bocciato ma evidentemente senza argomentazioni convincenti, così come ha rilevato la stessa Corte che ha accolto il ricorso ritenendolo ampiamente fondato, poiché Palazzo Chigi “si è limitato ad affermare che il progetto presentato non risulta conforme, senza in alcun modo specificare i singoli e concreti profili di non conformità, così rendendo impossibile la comprensione delle reali ragioni dell’esclusione. Tale formulazione stringata e poco perspicua è stata ripetuta anche in sede di riesame ove pure il rinvio cautelare avrebbe imposto una maggiore chiarezza sulle ragioni di esclusione”.

I giudici hanno peraltro bacchettato l’atteggiamento procedurale del Dipartimento, dal momento che l’avallo al diniego del finanziamento era stato manifestato con note integrative autonome. “Si tratta di documentazione inidonea a sostenere l’esclusione, in primo luogo perché tale atto integra in maniera postuma ed irrituale la motivazione della Commissione, che era l’organo collegiale tecnico e temporaneo unico legittimato alla valutazione dei progetti anche in punto di ammissibilità, e in secondo luogo va evidenziato che, anche entrando nel merito dei rilievi formulati dalla Presidenza del Consiglio, il progetto in esame concerne un’iniziativa di impatto contenuto e di limitata complessità, per cui tali caratteristiche individuano un progetto per sua natura semplificato e quindi le relazioni depositate dal Comune appaiono di livello idoneo ad integrare una fattispecie suscettibile di essere ammessa alla valutazione e in prospettiva al finanziamento. E poi la relazione di un geologo ha riferito che non ci siano alterazioni o incidenze specifiche, oppure carichi eccessivi da valutare, e per giunta la dedotta mancanza del parere Coni e Lnd erano di natura facoltativa, come riportato dalle stesse linee guida del bando”.

Da qui le conclusioni: “L’impugnata estromissione non risulta corredata di valida e chiara motivazione, in quanto non evincibile né esplicitamente dai verbali della Commissione né ricavabile indirettamente dagli altri atti di causa, in base ai quali piuttosto la motivazione appare postuma, perplessa e in contraddizione con le evidenze documentali allegate alla domanda di sovvenzione”.

“E’ una grande soddisfazione – ha commentato il Sindaco, Pasquale Marchese, in carica da meno di tre mesi – aver vinto questa battaglia per la quale dobbiamo stigmatizzare il comportamento scorretto e arrogante della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ anche un premio alla memoria di Rocco Grilli, il primo che ha creduto a questa storia di giustizia ora fatta, perché non si capacitava di quella bocciatura che chiaramente non aveva senso”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet