La già dibattuta vicenda del dimensionamento scolastico, che in Puglia prevede la soppressione di 58 autonomie, ora è dichiaratamente diventata una questione politica. Si registrano svariate strategie che vengono concepite e attuate a qualsiasi livello, specie per la situazione che riguarda Lucera, uno dei sette centri di Capitanata coinvolti nella bozza di piano redatta alla Regione Puglia ma quello in cui sicuramente la tensione interna si sta alzando giorno dopo giorno. Tutto nasce dal fatto che la media cittadina (910) di alunni per istituto sia di poco inferiore a quella indicata a Bari (926) per mantenere tutto invariato, e così nel mirino è finito il comprensivo Bozzini-Fasani che subirebbe uno smembramento dei suoi plessi con conseguenti accorpamenti e/o fusioni con gli altri due superstiti.
Ma sul tavolo del Comune, dove si sono tenuti almeno un paio di incontri istituzionali con le rappresentanze dei rispettivi vertici scolastici di ogni ordine e grado, esiste una soluzione alternativa, individuata nel "sacrificio" dell'Itet Vittorio Emanuele III che conta meno di 600 ragazzi e che molti ritengono destinato a scomparire già l'anno prossimo. L'ipotesi viene ritenuta valida da quasi tutti gli esperti del settore, anche per salvare un presidio scolastico di primo grado che opera in quartieri socialmente difficili e a maggior rischio di dispersione. Ci sono però delle resistenze, come quelle della scuola secondaria di Viale Dante che si oppone alla sorte segnata da altri, e martedì scorso la dirigente Laura Flagella è andata a incontrare direttamente l'assessore regionale all'istruzione Sebastiano Leo.
“Abbiamo ravvisato sempre più forti pressioni affinché il Comune di Lucera offra alla Regione una proposta sacrificale ‘alternativa’, chiamando direttamente in causa la storica istituzione – ha dichiarato – che con sincero orgoglio dirigo da tre anni. Ho voluto incontrare personalmente l’assessore, al fine di portare alla sua attenzione le motivazioni per le quali riteniamo inammissibile venga proposto, senza alcun reale vantaggio in ottica futura per la comunità lucerina, lo ‘scambio’ prospettato. Esattamente di questo si tratta: scambiare l’autonomia della “Bozzini-Fasani” con quella dell’Itet e non certo perché il prossimo anno ci sarebbe, a priori, una nuova perdita di autonomia nella città di Lucera come mi è stato confermato a bari. Vale la pena di rammentare che l’alternativa, di cui asetticamente ed opportunisticamente si parla, si incarni, in realtà, in studentesse e studenti, personale docente e Ata, famiglie che non esiteranno a manifestare a gran voce tutto il proprio dissenso per quanto sta avvenendo. Auspico, inoltre, che gli amministratori, in piena coscienza, non intraprendano alcun dietro front rispetto a quanto già deliberato”.
E in effetti la popolazione scolastica ieri mattina ha portato la protesta fin sotto la casa del Sindaco, temendo che venga approvata proprio l’annunciata delibera di cambio di indicazione precedente, sebbene Giuseppe Pitta abbia mostrato chiaramente la sua intenzione di non voler decidere ed esprimere una posizione univoca, annunciando solo improbabili ricorsi giudiziari, ritenendo che nulla si debba toccare sul territorio cittadino già penalizzato in altre occasioni. Questa posizione, però, non è unanime nella sua maggioranza, a partire dall'assessore comunale all'istruzione, Maria Barbaro, che vorrebbe almeno indicare la soluzione "Itet" come seconda chance in un atto che quindi risulta molto discusso.
E quindi la partita si sposta a Foggia, a Palazzo Dogana, dove sembra propendere la salvaguardia della scuola superiore, atteggiamento che sembra essere anche una conseguenza della vicinanza politica tra il presidente Giuseppe Nobiletti e la stessa dirigente Flagella, capo dell'opposizione ad Ascoli Satriano dove a maggio scorso è stata candidata per la carica di sindaco, supportata pure da Raffaele Piemontese.
A ogni modo, la forte presa di posizione di Flagella non collima con quanto è stato stabilito la scorsa settimana a Bari, durante il primo incontro tra i sindacati della categoria e i tecnici deputati a confezionare la proposta definitiva che poi dovrà essere approvata dalla Giunta Emiliano. Il tavolo di concertazione si è subito riaggiornato a nuove date, comunque a stretto giro così da chiudere tutto entro Natale così come annunciato dallo stesso Sebastiano Leo, perché ogni decisione viene affidata a specifiche conferenze di servizi da tenere con le singole Province, con l’obiettivo di “razionalizzare il peso del dimensionamento anche sul secondo ciclo laddove oltre la soglia dei 1.200 alunni l’organico del personale Ata è garantito”.
La Uil Scuola, dal canto suo, ha manifestato contrarietà alla soppressione delle autonomie, riferendo del “rischio di perdita di almeno 300 di posti di lavoro – ha detto il segretario regionale, Gianni Verga - anche a causa delle inadeguate tabelle ministeriali”.
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