Ex Gozzini, partiti avvisi di sfratto anche per i pensionati delle forze di polizia. Al via col contagocce

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Dopo gli avvisi giunti settimane fa a trasferiti e vedove delle forze di polizia, ora anche per i pensionati delle stesse amministrazioni sono partite le prime lettere di rilascio (perché non aventi più titolo) degli alloggi ex Gozzini, destinati per legge alle forze dell’ordine e a personale dell’amministrazione giudiziaria in servizio sul territorio. Le pratiche sono strettamente curate dal prefetto Valiante e dal suo vice; tra i sindacati delle amministrazioni coinvolte si prova ora a capire quale sia la road map prevista della Prefettura di Foggia sull’ultimo giro di invii degli ordini di rilascio.

Al momento, sembra che si proceda col contagocce: la settimana scorsa avrebbero ricevuto gli avvisi della Prefettura un paio di vigili del fuoco in quiescenza. Per altrettanti, ancora ignari, le lettere che intimano il rilascio degli appartamenti sarebbero partite ieri mattina, insieme a quelle destinate ai pensionati delle altre amministrazioni interessate, per un totale di una quindicina di ordini di rilascio in questa primissima tranche settimanale.

Appurato che non si sta procedendo in ordine alfabetico, non è però ancora chiaro quale sia il criterio che da corso Garibaldi si stia seguendo per stabilire le priorità di invio sul vasto elenco dei pensionati in questione su Foggia. C’è chi ipotizza per blocchi di appartamenti (diverse lettere tra quelle fresche di invio, infatti, sarebbero state indirizzate a chi risiede negli alloggi in via Lepore); ma non si esclude neppure l’ipotesi che la Prefettura stia intimando il rilascio prima a chi di simili pensionati possiede case in altre città e che all’epoca ricevette l’assegnazione della casa ex Gozzini per risiedere nel territorio in cui operava.

Al momento, inoltre, tra le vedove e i trasferiti, che hanno ricevuto gli avvisi prefettizi settimane fa e che avrebbero dovuto rilasciare gli alloggi entro quindici giorni dalla notifica, non si registra alcuno sfratto; non è noto il perché, cioè se nel frattempo i soggetti interessati abbiano provveduto ad assolvere autonomamente all’ordinanza, senza provocare il ricorso all’azione coatta, oppure no.

Azione coatta che si è registrata invece i primi di febbraio, ed è proseguita nei giorni successivi, per i non assegnatari degli appartamenti, che li avevano occupati del tutto abusivamente (in diversi casi per stato di necessità), in quanto soggetti mai appartenuti alle forze dell’ordine. A seguito di quegli sfratti, presidiati dalle forze dell’ordine, la Prefettura avrebbe avviato celermente le pratiche per la rassegnazione delle case agli aventi diritto in graduatoria.

Già giorni fa erano stati convocati presso l’Ufficio territoriale del governo 7 nuovi beneficiari della legge Gozzini, dei quali si sarebbero presentati in cinque. Di questi ultimi avrebbero accettato in quattro. Chi, infatti, era stato individuato quale nuovo assegnatario di un alloggio liberato in via Forcella (area a ridosso del quartiere popolare Candelaro, dove si annovera un alto tasso di criminalità) avrebbe rifiutato perché non interessato a risiedere in quella zona.

Mentre 4 degli appartamenti nuovamente disponibili (uno in via Lepore, due in via Colicchio e uno in via Balestrucci) saranno presto abitati,  rispettivamente, da personale dei Vigili del Fuoco, di Prefettura e di Palazzo di Giustizia, previo sopralluogo fisico - insieme ad Arca Capitanata, agenzia regionale per la casa e l’abitare che gestisce quegli alloggi - per l’accettazione definitiva, ossia dopo aver constatato le condizioni in cui, post sgombero abusivi, versano gli appartamenti. 

Ma, anche se le case liberate dovessero giacere in condizioni di precarietà, i nuovi assegnatari potrebbero decidere di anticipare le spese per la riqualificazione per poi chiederne il rimborso ad Arca, previa presentazione delle fatture che certificano l’avvenuta esecuzione dei lavori. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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