Forse mai come in questo momento storico il tema della giustizia sta occupando su più aspetti il dibattito nazionale, oltre che locale, e quindi iniziare da questo, e proprio da Lucera che sul tema della geografia giudiziaria tra particolarmente fremendo da qualche settimana, il ciclo di “#Confronti” ideato dall’onorevole Giandonato La Salandra e promosso da Fratelli d’Italia in provincia di Foggia, è stata occasione per registrare spunti importanti e anche qualche rivelazione molto indicativa, sebbene non sia arrivata (e non poteva essere altrimenti) la notizia che in tanti in città aspettano a proposito del tribunale. Tuttavia sono state diverse le dichiarazioni confortanti sul discorso generale di revisione di un provvedimento risalente al Governo Monti che, lo si è ripetuto più volte anche venerdì sera durante l’incontro, non ha affatto sortito i benefici auspicati, anzi ha peggiorato l’amministrazione della giustizia sui territori colpiti, specie in Capitanata.
E in effetti il panel ha offerto una doppia traccia di lavoro, e quella di maggiore interesse territoriale è stata aperta dall’avvocato Giuseppe Agnusdei, fin dal primo giorno alla conduzione della battaglia per la riapertura del presidio lucerino. Nel suo intervento ha confermato quanto sia stata deleteria quella decisione che mirava a obiettivi affatto realizzati, evidenziando anche sperequazioni e incongruenze della individuazione degli uffici da chiudere. La sua valutazione arriva da un osservatorio privilegiato come quello del Comitato nazionale dei Fori soppressi che egli stesso presiede, ma è stata ribadita pure dall’onorevole Daniela Dondi, componente della Commissione Giustizia della Camera ed ex presidente del Foro di Modena, che ha mostrato di conoscere bene quale sia l’intenzione del Governo nel breve e medio termine: “Chissà che dal prossimo provvedimento non arrivi anche una novità positiva per la Puglia”, ha detto dopo essersi soffermata anche sul delicato dossier della gestione della magistratura onoraria che segue personalmente. Giudici e pm nei tribunali, ma anche i giudici di pace, svolgono un ruolo fondamentale nella macchina italiana, senza adeguati riconoscimenti, specie per questi ultimi che nel giro di qualche mese vedranno sensibilmente ampliato il loro ambito di competenza.
E sebbene dovesse mantenere il doveroso riserbo sui contenuti specifici del testo, la serata si è conclusa con la partecipazione (in video collegamento) del senatore Ernesto Rapani, componente della Commissione Giustizia del Senato e relatore del disegno di legge di iniziativa governativa proprio sulla revisione della geografia giudiziaria che egli stesso ha definito “scellerata, anche perché su quei territori lo Stato si è ritirato dando spazio all’anti Stato, senza contare l’aumento dei costi”. Originario di Rossano che è peraltro tra le 26 sedi chiuse dal 2013, ha riferito con atteggiamento perentorio: “Riusciremo a riaprire dei tribunali, dando seguito a un preciso punto del programma elettorale, ma c’è stato un incidente di percorso che ci sta facendo perdere un po’ di tempo. Non è in discussione quindi il se, ma solo attendere il quando”.
Non si è ovviamente sbilanciato su quali sarebbero stati individuati, anche perché di annunci avventati nelle ultime settimane se ne sono visti e sentiti più di qualcuno specie nel nord Italia, e lui stesso ha ricordato quanto il tema sia delicato: “Polemiche, strumentalizzazioni e critiche non sono utili all’obiettivo finale che mi riguarda anche personalmente”. Nell’occasione ha affermato che molto importanti si sono rivelate le posizioni prese in precedenza da sette Regioni (tra cui la Puglia) sulla disponibilità di sostenere la riapertura di presidi sui rispettivi territori, con accollo dei costi di vigilanza e manutenzione degli immobili. Per Lucera sarebbero necessari intorno ai 3 milioni per renderlo nuovamente attivo e fruibile per lo scopo.
Rapani ha poi rivendicato provvedimenti già presi in materia di assunzioni di nuovi magistrati e personale amministrativo e di cancelleria e ha precisato quanto in realtà era già noto ma forse sfuggito a più di qualcuno, e cioè che la procedura prevede prima l’approvazione in Consiglio dei Ministri, e poi il passaggio ai due rami del Parlamento, prima delle rispettive commissioni e poi in aula. “Il tempo prefissato è di sei mesi – ha detto chiaramente – anche perché entro il 31 dicembre bisogna prendere una decisione definitiva per i tribunali abruzzesi ‘prorogati’ a causa dell’emergenza terremoto e per altri tre uffici insulari, per cui il 2025 dovrebbe essere l’anno buono per portare a termine un unico provvedimento, e che comunque rappresenta solo la prima parte di questo progetto che resta aperto per successivi passaggi che si dovessero rendere necessari per sezioni distaccate o giudici di pace”.
La platea affollata dell’incontro ha soddisfatto La Salandra che ha ribadito nell’occasione come l’iniziativa voglia essere un momento di fissazione delle attività svolte a metà del mandato del Governo Meloni, con una sorta di report concreto nel collegio in cui è stato eletto, ma anche un rilancio di idee, proposte e indicazioni che possono arrivare su una lunga serie di temi che saranno declinati in altri nove appuntamenti programmati, partendo da Foggia con “Campanili regionali”, “Lavoro, economia e ambiente”, “Sport al centro”, “Famiglia quotidiana”, “Salute di prossimità”, passando da Cerignola su “Agricola domani” e San Severo su “Sicurezza” e finendo a Troia con “Territorio monumento nazionale” e Vieste su “Turismo”.
“L’esecutivo attuale nasce dalla volontà popolare nelle urne e non nelle stanze di palazzo – ha detto – e quindi ha come prima responsabilità proprio il confronto con i territori, interagendo con esponenti del Parlamento, del Governo e anche con amministratori di tutti i livelli e stakeholder”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).