Come il cane che si morde la coda: per ricevere SFL deve frequentare corsi formazione che nessuno organizza

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Vorrebbe la proroga del Supporto per la Formazione e il Lavoro, però dovrebbe prima frequentare corsi che, invece, non si stanno svolgendo. Così Saverio La Forgia, 38enne di Manfredonia, sta vivendo in prima persona una casistica che sembrerebbe piuttosto diffusa e rientra in quel coacervo di regole su cui si basa la burocrazia. Stavolta avvitatasi su sé stessa a danno di chi si ritrova, a sua volta, a girare intorno come un cane che si morde la coda. Ha voglia di qualificarsi, di frequentare corsi, di lavorare. Ma non ci sono corsi attivi e non può nemmeno avere il SFL, una misura rivolta alla platea tra 18 e 59 anni in possesso di determinati requisiti soprattutto di natura economica. Si tratta di una misura di attivazione al lavoro tramite la partecipazione a progetti di formazione e accompagnamento al lavoro, qualificazione e riqualificazione professionale, politiche attive del lavoro, progetti utili alla collettività, servizio civile universale. L’ISEE in corso di validità non può superare la soglia di 10.140 euro annui, per esempio. Mentre il patrimonio immobiliare non deve essere superiore a 30.000 euro, e la casa di abitazione di valore IMU non superiore a 150.000 euro. Il signor Saverio si è rivolto dapprima alla sede locale del MoVimento 5 Stelle, che ritiene sensibile al tema, come racconta il referente del gruppo territoriale Gianluca Iaconeta. “I percettori del RdC non erano seduti sul divano come ci ha raccontato la presidente Meloni – esordisce il pentastellato -. I veri professionisti della poltrona se li tiene stretti nel suo Governo, vedi la Santanchè che ha insultato i percettori del RdC per anni. Oggi con il SFL – torna nel merito - si è impossibilitati a trovare posto perché si viene bloccati in un’inaccettabile cul-de-sac”. Per usufruire della misura, bisogna presentare domanda di SFL all’INPS in via telematica; iscriversi alla piattaforma informatica Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL); sottoscrivere il Patto di attivazione digitale (PAD) all’esito positivo dell’istruttoria della domanda; sottoscrivere il Patto di servizio personalizzato; frequentare un corso o altra iniziativa di attivazione lavorativa. Saverio ha percepito nel 2024 i 350 euro mensili che sono previsti dal SFL. Insieme a lui anche sua moglie, che “riuscì a frequentare un corso da segretaria che però non vale per il 2025 e la domanda di proroga le è stata quindi rigettata”. 

Si fa presto a fare di conto e capire che non erano entrate sufficienti, nonostante la coppia che si è sposata nel 2016 non abbia figli. “Lo facciamo per responsabilità, però è una situazione penalizzante quando cerchiamo lavoro attraverso le proposte che prevedono punteggi: niente figli è uguale a pochi punti. Purtroppo – ammette -, ho solo la licenza media, mentre mia moglie è diplomata e ora sta facendo un tirocinio”.

La circolare diffusa dall’INPS il 16 gennaio scorso specifica che “è stato aumentato il corrispettivo, che passa da 350 a 500 euro al mese. Però non c’è più la possibilità del rinnovo, ma c’è la proroga. Salvo che il destinatario stia frequentando un corso di formazione, che non stanno partendo. È da agosto scorso che sto aspettando a vuoto al Centro per l’Impiego. Inoltre, non sono garanzia per nulla. Nel senso che è da vedersi se dopo aver frequentato un qualche corso potrà essere accettata la richiesta di proroga”.

Non accetta di tuffarsi nel lavoro nero e di farsi sfruttare per pochi euro. “Abbiamo un affitto, le bollette che ricevono tutti e le spese dovute di tutti. Voglio lavorare, però una persona non può arrivare a umiliarsi così tanto pur di mettere il piatto a tavola. Ti portano fino all’esasperazione”. 

Eppure il signor La Forgia non pare avere paura del lavoro. “Ho iniziato presto, a 13 anni – confida a l’Attacco -, perché ero rimasto orfano di mio padre. Non ho avuto la fortuna di studiare. Ho poi lavorato con la Mucafer, facevamo manutenzione per conto di Acquedotto Pugliese”. 

“Conosco a occhi chiusi tutti i portali per il lavoro, iniziando dall’Arpal. Ho inserito il mio curriculum un po' dovunque, con le mie pregresse esperienze professionali”, senza però avere alcun seguito finora. A causa di alcune vicende che hanno interessato suoi congiunti, Saverio ha fatto assistenza per circa 4 anni. “Non ho la possibilità economica per pagarmi un corso di formazione ma se potessi formarmi mi risulterebbe meno difficile trovare lavoro. Non chiedo a nessuno di farlo per me”.

In questi ultimi giorni, ha ricevuto notizia che potrà percepire la cosiddetta disoccupazione “che mi è stata accettata per una quarantina di giorni ed è dell’importo di 312 euro lordi. La proprietaria della casa in cui viviamo sta portando pazienza, dopo che glielo abbiamo chiesto. Però ci troviamo in una situazione incredibile: vogliamo frequentare i corsi ma i corsi non ci sono!”.

In conclusione, il signor Saverio racconta un aneddoto con un forte retrogusto amaro. “Tempo fa mi ero rivolto ai Servizi sociali e lì mi chiesero se io avessi precedenti penali. Risposi di no e mi fu detto che se invece lo fossi stato c’era un progetto in cui potevo essere inserito. Vabbè, meglio così. Che altro dovrei dire?”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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